Categoria: Le nostre prove



“Viaggiare comodi”
Sei cilindri, chiusura centralizzata, cruise control, sedili riscaldati, radio, computer di bordo, fari adattivi e solo due ruote.
Quella che sembra la dotazione di una lussuosa berlina è in realtà quello che troviamo su questa Gran Turismo di casa BMW.

Oltre nel listino della casa di Monaco c'è solo la versione GTL che rappresenta il lusso estremo.
Non solo, ESA, DTC, mappature motore, parabrezza elettrico, prese USB e AUX e un sacco di piccole diavolerie.
Non è la prima volta che abbiamo tra le mani questa Nave spaziale, ma questa volta possiamo godercela per tre giorni verso i BMW Motorrad Days di Garmisch 2013.
Imponente, completa di spaziose borse che nonostante gli apparenti ridotti ingombri riescono a contenere l'impossibile.



Un display completissimo di informazioni della dotazione di serie che apparentemente necessitano di una Laurea in Ingegneria, ma alla fine sono talmente intuitivi da diventare comprensibili anche a un negato di elettronica come  me.
La sella è bassa, e permette di gestire agevolmente il notevole peso che svanisce dopo pochi metri.
Manubrio alla giusta distanza e lunghezza, e tanta roba davanti, compreso un parabrezza regolabile elettricamente con memoria che ripristina l'altezza giusta appena si riaccende la moto.



Decido di preoccuparmi in seguito della Radio che si comanda con gli appositi tasti sul lato sinistro della ampia carenatura che offre anche due vani portaoggetti chiusi da chiave.
Clack è il rumore della marcia inserita di un cambio non silenzioso, ma decisamente preciso e abbastanza veloce, anche se la coppia di questo splendido sei cilindri non ne rende necessario l'utilizzo.



Sono molto scettico su questa moto che appare pesante, mastodontica e difficile da gestire nel traffico e soprattutto sui tornanti di montagna che mi aspettano.
Dopo 10 metri vorrei portarla indietro, dopo 5 chilometri comincio a capirla e fidarmi, dopo 20 inizio a divertirmi nel massimo relax, dopo 900 chilometri la considero una fantastica Moto da Gran Turismo.
Trovata l'altezza giusta del plexiglass, appena sotto la linea degli occhi e sufficiente a togliere ogni pressione d'aria sul corpo e sul casco mi godo la silenziosità di questo motore che sibila sotto di me.



In realtà la tonalità di scarico è piena e forte, ma in movimento diventa garbata e si perde nella scia silenziosa che questo bianco incrociatore lascia dietro di se.
Traffico con i vari tasti del computer di bordo che comandano tutte le informazioni e accessori possibili, persino il riscaldamento su più livelli di sella e manopole, e diversi parziali sia di chilometraggio sia di consumi.
Il Cruise control diventa un alleato per evitare di perdere preziosi punti patente, vista la velocità percepita che è almeno 20/30 km/h minore rispetto a quella segnalata dal tachimetro.



I comandi a pedale sono al posto giusto, forse le pedane sono un po' rialzate per i gamba lunga come me, ma la comodità è davvero estrema, grazie anche alle vibrazioni quasi inesistenti.
Ritengo la Radio sulla moto una cosa abbastanza “Tamarra”, ma visto che c'è, perché non usarla, quindi via con il ritmo della musica che arriva chiaro anche indossando il casco, certo meglio crearsi una Play List su una Chiavetta USB con una raccolta di MP3 così da evitare le fastidiose pubblicità.



Il grosso motore spinge forte con i suoi 160 cavalli, basta una apertura del gas per superare abbondantemente i limiti di legge, in maniera progressiva e piena e in totale silenzio e comfort.
Un motore non troppo assetato, la media di 900 km su autostrade, statali e passi montani è stata di 4,8 lt. ogni 100 km che con un serbatoio da 24 litri significa poche soste benzina.
Una volta scelto il precarico relativo a pilota e bagagli, con le sospensioni elettroniche ESA II si può giocare sui tre livelli disponibili Comfort, Normal e Sport.
Io alla fine ho utilizzato quasi sempre il Normal con qualche puntata in Sport quando le strade permettevano un passo più allegro, ma in effetti su questa moto le differenze si notano meno che sugli altri modelli BMW con questo tipo di equipaggiamento.



Come mappatura del motore, dopo aver provato la Road, ho quasi sempre mantenuto la Dynamic, mentre la dolce Rain mi è servita solo per un breve acquazzone.
L'autostrada corre veloce nel silenzio totale, questa K1600GT segue la linea senza scomporsi nemmeno nei lunghi curvoni, la sicurezza percepita è totale, grazie anche ai freni adeguati ed assistiti da un ottimo impianto ABS, le statali si digeriscono con facilità e le rotonde una volta fatta l'abitudine al peso apparente e fidandosi di quell'avantreno che non si sente, ma che non molla mai, diventano semplicemente deviazioni del percorso.



Ma la resa dei conti e la mia preoccupazione sono i tornanti del Maloja che si avvicinano sempre più.
Il primo lo affronto con apprensione, eppure non invado nemmeno la mezzeria, basta un filo di gas per contrastare il peso e San Duolever all'anteriore fa il resto.
Tornante dopo tornate imparo a gestire la moto, come prima basta solo fidarsi di lei, e salgo verso il passo con un'andatura, la mia solita lenta, che avrei con qualsiasi altra moto.



Prova curve superata brillantemente e siamo solo all'inizio di questi due giorni sui monti che riveleranno un agile bisonte nascosto sotto queste ampie forme.
Certo nelle manovre da fermo bisogna fare attenzione a non sbilanciarsi troppo, bisogna stare attenti a prevedere dove fermare la moto, una sosta in discesa e/o su sterrato, rende difficoltosa e quasi impossibile una manovra di retromarcia senza aiuto, ma una volta resesi conto di cosa si ha sotto il sedere diventa tutto automatico anche nella nostra testa.



Le due borse laterali avanzano per un WE da solo, se si è in coppia basta aggiungere il capiente bauletto e i problemi di carico diventano un vago ricordo.
La mancanza dello “Zainetto” non ha permesso il giudizio di chi dovrebbe occupare lo spazio alle spalle del pilota, ma se tanto mi da tanto anche la sua posizione è regale in tutti i sensi.
Curve e contro curve, veloci autostrade e strade immerse nel verde a snodarsi in un morbido saliscendi mentre attraverso Svizzera, Austria e Germania, sempre con quel motore che segue il comando del gas con prepotenza in ogni marcia, basta guardare negli ottimi e stabili specchietti per veder sparire velocemente tutto quello che c'è alle spalle.



Una volta inserita la sesta ci si può dimenticare del cambio visto che questo sei cilindri scende fino a 1000 giri e riprende senza incertezze fino a scatenarsi oltre i 4000 giri, solo se si vuole guidare un po' allegri si usa il cambio, ma bastano le ultime tre marce comunque anche in salita.
Difetti? Forse solo un po' di caldo che arriva ai piedi, a essere pignoli i tasti della radio un po' troppo in basso sulla carena, ma son dettagli che non penalizzano una moto decisamente ben riuscita e sorprendente.



Non è la mia moto, preferisco dimensioni più contenute, ritengo eccessivo persino il GS Adventure, rimanendo in casa BMW, ma decisamente mi ha stupito, impressionato positivamente fino a farmela considerare davvero una grande Gran Turismo, del resto la Sigla sulla carena non mente.

Come abitudine rimando al sito BMW per i dati tecnici.

Moto in prova fornita da Concessionaria Autoclass di Olgiate Olona (VA)

Abbigliamento Test: Casco Caberg – Giacca OJ – Pantaloni Promojeans – Guanti OJ – Stivali Stylmartin – Paraschiena Zandonà – Intimo Sixs

Flap

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