Categoria: Dentro al bauletto

"I nostri Cinquantini"

Il Motorino, il traguardo dei quattordici anni, per alcuni il primo mezzo a motore, per molti il primo con cui poter circolare su strada.
Un punto di arrivo per gli adolescenti che ambiscono a questo traguardo, sudando sui libri e sottoponendosi a tutti i compiti e incarichi che i genitori pretendono per esaudire l’agognato desiderio.

 

Un punto di partenza al tempo stesso, l’inizio di un possibile viaggio su due ruote che dura tutta la vita.
Non per tutti, per qualcuno è solo una parentesi, un momento passeggero, ma per chi sta scrivendo e per voi che leggete la scoperta della ruota, o meglio delle ruote a motore.



Celebrato anche da comici come Antonio Albanese e da altri che ne hanno fatto un oggetto di ironia e spunto per gag esilaranti, testimoniandone nel contempo un attaccamento nostalgico.
Un mezzo che sopravvive nonostante l’imposizione, giusta, del casco, regge alla burocrazia di passaggi di proprietà e sopporta le esose richieste delle assicurazioni.
Certo il calo c’è stato e vistoso, la spensieratezza degli anni ’70 e ’80 dove un motorino a pedali apriva il mondo, allargava gli orizzonti è forse perso.



I quattordicenni di oggi e di pochi anni fa probabilmente sono uguali a quelli che eravamo noi oltre trent’anni fa, stessa voglia di libertà, d’indipendenza e di diventare grandi.
Anche adesso come allora ci sono due categorie; gli scooteristi di oggi e i Ciclomotoristi di allora confrontati con i motociclisti.
I primi sognano i pratici modelli per il tragitto casa scuola, seppur elaborandoli in maniera pesante, come, allora noi facevamo con i motorini a pedali di cui Ciao e Garelli sono stati i più rappresentativi.



I “Motociclisti” sono quelli che adesso sognano i 50 cc da cross, motard o le prestazionali moto da pista in miniatura, come, allora noi sognavamo il Caballero o le “Zanzare” che facevano il verso alle moto vere.



E poi allora c’era l’altra categoria, gli scooteristi sì, ma dotati di cambio, che facevano mondo a sé sui vespini che sfrecciavano sulle nostre poco trafficate strade di quei tempi.
I motorini di allora che stanno vivendo una seconda giovinezza grazie alla nostalgia che il mercato dell’epoca sta alimentando.
Cinquantini che risorgono e ricominciano a scoppiettare, emettendo un azzurro fumo tipico dei motori a due tempi, grazie  a manifestazioni geniali come la Monferraglia.



Mezzi vetusti che si sono salvati dalla rottamazione selvaggia e che stanno riempiendo le pagine dei siti di annunci e i mercatini d’epoca con cifre richieste che a volte superano la ragionevolezza.
Ora anche la prestigiosa mostra scambio di Novegro celebra il fenomeno dei “Motorini” una mostra con i modelli più rappresentativi delle varie categorie a testimoniare un passato glorioso e lo stato dell’arte meccanica che gli anni ’60 e ’70 hanno rappresentato per le due ruote, anche di piccola cilindrata.



Fantic, Garelli, Morini, Lambretta, Piaggio, Testi, Malaguti, Gilera, Itom, Malanca, Moto Guzzi, Atala Rizzato, Guazzoni, Mondial, Demm, Beta, Benelli, Ducati, Mival, Aspes……….
Case prestigiose, alcune inghiottite dal tempo che passa e dalla crisi, altre sopravvissute e ancora vive, alcune semplicemente trasformate in obiettivi e cilindrate diverse.
Tutte presenti nella memoria di molti visitatori dai capelli bianchi o quasi che scorrazzavamo o sognavamo quei cinquantini.



Motorini che ci avevano messo in moto e che ora tornano a darci emozioni e a farci tornare quattordicenni almeno per qualche chilometro.

Flap

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