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Giovedì, Gio Gen 2021

"Polvere di ruggine"

In una Milano bloccata dalle polveri sottili una visita al posto dove la polvere, quella deposita dagli anni e quella rugginosa dettata dall’età, ha un fascino particolare.
Il Parco esposizioni di Novegro ha ospitato, come da molti anni e più volte durante i dodici mesi, la Mostra scambio auto-moto-ciclo d’epoca.
Un appuntamento ormai consolidato e importante per collezionisti e appassionati, ma anche per semplici curiosi.

E’ la prima volta che ci vado e quindi per me è tutto nuovo, posso guardare e osservare con occhi vergini una manifestazione teoricamente incomprensibile se non vissuta dal vivo.
Polvere di ruggine e polvere vera si trova davvero, ma accanto a ruderi degni di uno sfasciacarrozze si trovano splendidi pezzi lucidi apparentemente appena usciti dalla casa madre, se questa esistesse ancora come nella maggior parte dei casi.


L’esposizione si svolge in parte, la maggiore, a cielo aperto, con piazzole improvvisate dedicate agli espositori che mostrano la loro mercanzia su stand attrezzati come direttamente sul prato o in cassette della frutta e contenitori approssimativi.
Banchetti ordinati con pezzi suddivisi per marca e modello sono a fianco a piazzole che assomigliano più a sfasciacarrozze postatomici.
C’è di tutto, dalle moto, più o meno datate e più o meno complete, agli accessori, materiale per fai da te, abbigliamento e persino pezzi da arredamento e oggettistica che farebbero felici gli organizzatori di una pesca parrocchiale.



Questo all’aperto, dove si respira davvero l’aria di mostra-scambio con appassionati impegnati a frugare in cassette alla ricerca di quel particolare che manca per finire il restauro del mezzo che gli sta rubando il sonno e mina il rapporto con l’altro sesso.
Appassionati di ogni età, tendenzialmente maturi, che girano tra le bancarelle colpiti dalla tipica sindrome che colpisce gli adulti di fronte agli oggetti del desiderio che li fa sembrare bambini in un negozio di giocattoli, ma dai prezzi molto più alti, pronti a fare carte false per aggiudicarsi il gioco preferito.
Personaggi pronti ad affrontare a spada tratta appassionati venditori sprovveduti, pochi, e navigati venditori senza scrupoli, la maggior parte, cercando di non prendere un bidone invece dello sperato affare.
Si possono trovare marche quasi sconosciute e modelli talmente lontani dalla memoria da sembrare alieni, ma ci si può imbattere nella propria prima moto, in un modello tanto sognato in gioventù o in allestimenti improbabili al limite del possibile, come in pezzi pregevoli e rari, unici però anche nei prezzi proposti.



Girando si viene colpiti dalla continua e assolutamente imprevedibile contrapposizione delle variegate tipologie di espositori, varietà che a onor del vero è percepibile anche tra i visitatori.
Una contrapposizione unica che regna tra gli espositori, i professionisti e i venditori occasionali, che diventa ancora più evidente entrando negli spazi coperti, quasi completo appannaggio degli espositori professionisti, di ditte di accessori e specializzate in pezzi di ricambio, di ricambisti che offrono pezzi identici all’originale, ma quasi nella totalità nuovi e di recente riproduzione.
Qui si trovano anche le associazioni di club di alcune marche storiche oltre che la rappresentanza obbligata della FMI e dell’ASI, organizzazioni demandate anche a consigliare e convalidare l’iscrizione ai rispettivi registri storici.



In quest’atmosfera più patinata e in alcuni casi asettica, c’è più ordine, è più facile trovare quello che si cerca, come detto spesso ottime riproduzioni dell’originale, senza bisogno di scavare tra rottami, ma la sensazione che i pezzi particolari, quelli “veri”, siano nell’esposizione all’aperto, quella a mio giudizio più genuina.
Qui si possono ammirare moto, auto e bici perfettamente restaurate e/o conservate, pezzi di valore, ma che spesso rimangono lì a essere sognati, mentre fuori dove ancora regna lo spirito originale della manifestazione tutto diventa possibile o quasi.
Se si ha la voglia di chiedere qualche prezzo si percepisce che questo mercato sta diventando importante, ho sentito e visto cifre da cinque zeri, un mercato dove l’affare spesso si può rilevare un bidone, ma sappiamo bene noi bambini cresciuti che quello che ci piace non ha prezzo.



Però oltre € 200,00 per dei ciclomotori degli anni ’80 nemmeno messi bene, mi son sembrati eccessivi, come qualche migliaio di euro per ammassi ferrosi indefinibili cui molti altri euro dovranno aggiungersi per riportare in vita la “fenice” a due ruote.
Ma si sa al cuore, e alla pazzia, non si comanda.
E in molti casi la ragione fa comprendere che l’oggetto è ben lungi da essere un affare.
In alcuni casi ho preferito, soprattutto quando la moto in questione mi piaceva davvero, non chiedere il prezzo per evitare una frustrante tentazione.



Mi sono perso però, in effetti, ero andato per questo, nei pezzi speciali di ricambio per moto d’epoca, base fondamentale per portare a nuova vita una datata due ruote.
Sono stato bravo, anzi bravissimo, ho guardato e curiosato tanto, ho preso indirizzi, appunti e idee per il mio progetto, e ho speso solo € 3,00 per dei gommini per la Vespa Primavera, ma so certo che i miei appunti mi porteranno alla data di Febbraio della manifestazione con intenzioni ben più bellicose e con un certo dispendio economico.
Ma del resto è il prezzo da pagare per trasformare Polvere di Ruggine in Polvere di Stelle.

Flap

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