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Mercoledì, Mer Gen 2021

"Arte in movimento"

Un pensiero nato da un giro serale insieme ad un amico.
Viaggiamo affiancati sulle nostre ipersportive, entrambe Italiane, tutte e due rosse, di quel rosso che fa tanto sportivo tricolore, ma di due case diverse, stessa cilindrata, ma una  a due cilindri, l’altra quattro.

Diverse, nel codino squadrato di una  e affusolato dell’altra, nel cupolino con occhi vispi quadrati della bicilindrica e in quello più filante con faro trapezoidale, diverse soprattutto nel suono che esce dagli scarichi, due voci diverse, ma per entrambe coinvolgente quanto unico.
Si “diverse”, ma messe vicino e guardate con occhi attenti tanto simili.
Si vede la stessa “matita”, la stessa mano, la stessa paternità.
Si scopre una sorta di evoluzione della specie.
La matita è quella di un grande progettista, capace di creare nuovi punti di riferimento stilistici e di mettere su strada alcune delle più belle moto del mondo.
La firma su entrambe è quella di Massimo Tamburini.

Avrete riconosciuto nelle protagoniste la MV Agusta F4, in questo caso 750S evo02, e la Ducati 748, sorella minore della mitica 998 e di tutta la serie 916 nata nel “lontano” 1993.
La Ducati di questo articolo è l’ultima versione del modello 748, in listino dal 1995 al 2001, sostituita poi dalla 749, la F4 invece è una 750S versione evo02, appunto evoluzione del modello del 2000 che deriva dalla mitica Serie Oro presentata nel 1998, con migliorie a livello di motore per renderla competitiva con le altre sportive, evoluta poi negli anni motoristicamente fino alla cilindrata di 1078 cc.
Sono lì affiancate in una fresca sera d’agosto illuminate dalle luci dei bar del lungolago e entrambe, nonostante i quasi dieci anni rapiscono gli sguardi.
L’occhio attento scorre sul sugli scarichi che seppur due sulla Bolognese e quattro sulla Varesina, corrono sotto la sella rendendo personale il posteriore lasciando in bella vista lo splendido forcellone monobraccio di cui sono entrambe dotate, la prima ha un codone squadrato che segna il tempo passato, ma che rimane sempre piacevole, la seconda ha un codino a punta che accompagna le “canne d’organo” arrotondato a fare da contrappunto ad un serbatoio spigoloso e ad un cupolino sfuggente e felino.


Più arrotondate le forme del serbatoio e del cupolini della Ducati, il doppio faro tradisce anch’esso l’età di progettazione rimanendo sempre un gran bel classico.
La linea laterale delle carene è molto simile nelle sue differenze il taglio sportivo di entrambe tradisce la similitudine e lo stile del progettista.
Stile che si riconosce anche nel telaio a traliccio che scorre a filo carena ad abbracciare il motore che sulla MV viene unito al forcellone con delle belle piastre in lega.
Già il motore, due filosofie diverse, il mitico bicilindrico a L e il quattro cilindri in linea con valvole radiali, due caratteri, e come già detto, due suoni diversi che però sono celati sotto gli splendidi abiti della due signore e quindi all’occhio non appaiono evidenti.
Ormai sono in fase di studio e la curiosità, quasi una sorta enigmistico “trova le differenze”  mi fa guardare i particolari.
La piastra di sterzo è identica, come lo sono gli interruttori elettrici, molto simili le regolazioni delle forcelle e stessa posizione dell’ammortizzatore di sterzo.


Alla fine mi sembra logica la prima conclusione che la F4 sia una splendida evoluzione, seppur con meccanica e marchio diverso, della Ducati.
Probabilmente se Massimo Tamburini fosse rimasto alla casa Bolognese avremmo avuto una “F4” con il bicilindrico……ma con i ma e i se si fa poca strada e quindi ammiriamo le creature del “Maestro” senza pensarci troppo.
Dopo un panino e una bibita siamo pronti per tornare a casa, riprendiamo le nostre moto sottraendole agli sguardi di molti, si sa le rosse fanno girare la testa e partiamo lasciando che le marmitte come due strumenti accordati suonino la meccanica melodia.
Siamo di nuovo affiancati sulla strada con  la luna ci fa l’occhiolino dietro alle nuvole, uno sguardo e.... sì sono davvero diverse, ma quanto si assomigliano, quanto sono belle da guidare, scomode, impegnative, ma tremendamente piacevoli.
La superstrada permette di spingere un pò di  più e i motori cantano nella sera……..grazie Tamburini!!!

Schede tecniche:

Ducati

748 S 
Prodotta dal 1999 al 2001 (prima versione presentata nel 1995)
Tempi: 4
Cilindri: 2
Cilindrata: 748 cc
Potenza: 93 cv / 10900 giri
Coppia: 7 kgm (68.6 Nm) / 8600 giri
Marce: 6
Velocità: 247 Km/h
Consumo: 15,7KM/L
Accelerazione 0-400m: 11.4 sec
Freni: 2D-D 
Misure cerchi (ant./post.): 17'' / 17''
Peso: 200 kg
Lunghezza: 2030 mm
Larghezza: 780 mm
Altezza: 790 mm
Capacità serbatoio: 17 l

Mv Agusta
F4 750 S  evo 02   

Prodotta dal 2002 al 2006 (prima versione presentata nel 1999)
Tempi: 4
Cilindri: 4
Cilindrata: 749 cc
Potenza: 137 cv (92 kW) / 12750 giri
Coppia: 7.7 kgm (75 Nm) / 11000 giri
Marce: 6
Velocità: 282 Km/h
Consumo: 13,7KM/L
Accelerazione 0-400m: 10.4 sec
Freni: 2D-D 
Misure cerchi (ant./post.): 17'' / 17''
Peso: 207 kg
Lunghezza: 2007 mm
Larghezza: 685 mm
Altezza: 810 mm
Capacità serbatoio: 21 l