Categoria: Dentro al bauletto


"...DAKAR"
Quale percorso porti la mente umana a sognare un viaggio e' abbastanza semplice da immaginare: lo stacco dalla quotidiana routine stressante, il bisogno d'evasione, l'incontro con qualcosa di nuovo, insomma tutte cose di semplice comprensione e condivisibili ai più.


Resta forse più complessa ed articolata l'analisi della scelta del tipo di viaggio che l'individuo decide di intraprendere proprio in quel dato momento.
Questa scelta è un filo sottile che passa tra le varie sfaccettature native nell'essenza umana, tra quello che si pensa di cercare e quello che si spera di trovare, tra la voglia di superare i propri limiti fisici e mentali e la costante consapevolezza della propria essenza, tra la ricerca di tranquillità e quello che più ci rende liberi sino al momento in cui crediamo di non poterci spingere oltre..in questa alternanza emozionale si giunge a 50 anni a scegliere di voler raggiungere Dakar in moto.



La difficoltà è stata quella di trovare un giusto compromesso tra quelle che erano le mie esigenze e ciò che il mercato poteva offrirmi. Cercavo un viaggio con un approccio con pochi fronzoli,
a basso costo, con lo spirito dell'avventura, possibilmente che ripercorresse le antiche leggende della Parigi/Dakar, per capirci quella di Sabine.
Quando mi imbatto in questo sito portoghese che nella presentazione riporta:

The Dakar Desert Challenge The great African adventures a great trans-Saharan expedition, non-competitive with a low-cost concept, which aims to recreate the great moments of escape and adventure of the legendary "Paris-Dakar Rally" with very low participation costs and the possibility of participation of various types of motor vehicles.



Mi dico .. ecco ci siamo, ho trovato finalmente quello che cercavo!!! Dando un'occhiata al percorso ne rimango veramente affascinato!
Il giorno del mio 50esimo compleanno decido a tavolino che coinciderà con quello della mia iscrizione e da quel giorno "Alea iacta est". Non sappiamo ancora il valore dei dadi ma sicuramente posso affermare che sono stati lanciati...
Già, ma il tempo dal 31 ottobre al 23 dicembre in fondo non è poi molto, bisogna iniziare i preparativi per non farsi trovare impreparati.

Le cose da fare sono molteplici, dalla preparazione della moto a tutti gli aspetti burocratici amministrativi, visti, passaporti, sino a giungere anche a quelli più “dolorosi”.. una serie di vaccini obbligatori tipici dei Paesi con potenziali rischi endemici.
Insomma l'avventura in tutte le sue sfaccettature comincia a prendere forma, con la mia convinzione a tal riguardo che anche questa parte di “lavoro” sia parte inerente e formante di un viaggio.
Inizia così l'allestimento del mio KTM 690 in una forma alleggerita della più blasonata versione rally: cupolino alto, staffe paragambe e paratelaio, porta borse rigide e serbatoio supplementare.



Quest’ultimo accessorio, indispensabile in Africa, dove di norma è meglio avere un certo kilometraggio di “riserva”, mi ha creato i primi problemi per quanto riguarda il montaggio: un’interferenza imprevista con la staffa portaborse mi ha obbligato a dissaldare la staffa e ricostruirla completamente.

Lavoro che è tuttora in fase di elaborazione.. e che vedremo di sciogliere nel prossimo intervento che ...dovevo operare, una modifica su “filippide”, il nome che ho dato al mio ktm, in onore del primo corridore che fece , suo malgrado, la prima maratona.
Bene dunque dopo aver asportato la barra errata ho costruito una dima con la nuova forma poi prendendo un tubo da 18 sono andato a seguire il profilo ed ho ottenuto la piega corretta.

Incontro con l'equipe del "Dakar desert challenge " Barcellona



Il luogo scelto per l'incontro e' stato dettato da esigenze spaziali, in quanto Barcellona offriva un comodo punto d' incontro  per il gruppo spagnolo.
Per fortuna i voli da Torino sono a basso costo e mi hanno permesso di prendere in esame la possibilità del viaggio per conoscere gli organizzatori ed alcuni degli  avventurieri.
Sono arrivato nel primo pomeriggio e ho dedicato alcune ore a visitare il centro con la sua famosa Rambla, viale che collega Plaça de Catalunya con il porto antico, una via piena di movimento, di luci, dai contorni intensi.



Di sicuro effetto visivo è la visita al mercato coperto, forse un po' forzato per attrarre i turisti, ma con scene, colori e profumi molto suggestivi.
Vista la presenza massiccia italiana (.. si fa per dire.. ero il solo), mi sono accordato per conoscere l'Organizzazione già durante la cena del sabato sera, in modo tale da avere modo di effettuare un primo contatto "extra lavoro". 
Vi confesso che l'impatto è stato estremamente amichevole e positivo: già sorseggiando la prima birra ho compreso che non avrei potuto sperare in un clima più sereno. Le persone si sono dimostrate altresì disponibili e con un comune stile d'approccio, come si può vedere anche dalla bassa qualità fotografica di queste istantanee.. ma sapete com’è quando s’incontrano persone completamente astemie... tutto rimane più semplice!
La domenica ha preso il via la riunione per affrontare le diverse questioni organizzative riguardanti il viaggi.
Ovviamente tutta la discussione è stata in lingua spagnola e ho così preso coscienza che, nel caso di lingua parlata, non sussistono particolari problemi di comprensione. Abbiamo infatti deciso all’unanimità di utilizzare le nostre lingue madri per la comunicazione.
La riunione ha termine con il completamento di accordi/pagamenti/controlli burocratici e decido di  godermi, prima di tornare, ancora un paio di ore Barcellona. La mia attenzione è stata rapita dalla vista della "Sagrada Familia"



Ora mancano pochi giorni e le notti mi sembrano sempre piu' corte...
alla prossima...stay connected ….

Myster63




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