
La MV Agusta F3 esiste e l'abbiamo vista.
Ricomincio da TRE
Il grande compianto Massimo Troisi non centra, ma il titolo ci sta.
Tre infatti sono i cilindri della nuova F3 un ritorno al passato come architettura del motore che porta la memoria alle tre cilindri in linea che hanno regalato alla MV decine di titoli mondiali.
L’occasione di vederla dal vivo mi e’ stata regalata da una cena, evento organizzato dal Presidente Claudio Castiglioni, riservata al Factory Club MV e al gruppo Revlimiter.it
Presenti più di 350 appassionati distribuiti in tavoli ben imbanditi in un contesto elegante, un piccolo palco deve Claudio Castiglioni da il benvenuto e spiega con tono appassionato le scelte e la dinamica degli ultimi sviluppi MV, le aspettative e i sogni, peraltro reali, legate alla ripresa dell’azienda e dello storico marchio.
Tocca poi al “tecnico” Andrea Goggi illustrarci le novità tecniche di quello che più tardi vedremo, nozioni tecniche precise, ma descritte in modo che chiunque capisca la sostanza delle cose.
La cena ha così inizio, informale, ma con un tocco di raffinatezza che è tipica della casa di Schiranna.

Accompagnati dallo staff e dalla efficientissima Responsabile Public Relation Alessia Riboni a piccoli gruppi veniamo portati nella sala dove è li, coperta da un telo rosso.
Già si intuiscono le forme piccole della star e quando viene tolto gli occhi non sanno dove guardare di fronte ad un concentrato di novità estetiche che ricordano il passato in un scambio continuo tra il nuovo e il vecchio.
Mi viene in mente una frase di M. Barbery “la vera novità è ciò che non invecchia nonostante lo scorrere del tempo”.
La moto è piccola, ovviamente rosso/argento, corta stretta concentrando i volumi attorno al motore tre cilindri compattissimo e al telaio a traliccio che lo incatena, lasciato volutamente a vista dalla semicarena.
Il frontale è simile a quello della F4 2010, ma non è uguale, è una sorta di Family feeling, riconoscibile anche nei fianchetti del serbatoio, che rendono riconoscibilissima la moto come una “MV”, ma le danno una personalità propria.

Il codino lascia le forme rotonde e abbondanti della F4 per diventare snello e a punta fino a terminare nel classico fanale sdoppiato.
Ciclistica di prim’ordine, com’è ovvio che sia, elettronica all’avanguardia come viene illustrata dal capo progetto, ma soprattutto tanta sostanza.
Esteticamente affascinante in ogni angolazione fino a stupire, era già successo con le canne d’organo alla presentazione, più di dieci anni fa, della F4, con lo scarico laterale e basso che sarà probabilmente l’icona estetica di questa F3.
Alcuni particolari non sono ancora definitivi e probabilmente al Salone di Milano vedremo la versione definitiva, ma già così è uno spettacolo.
Estetica, prestazioni e un prezzo adeguato, si parla di circa 11550,00 €, sono presupposti per un buon successo.
Peccato, ovviamente, non poter fare fotografie (sul web però, anche se non rende giustizia, qualcosa si trova), ma è un piacere imprimere nella mente forme così riuscite.
Finisce il nostro turno e come in ogni visione di Opere d’arte è il momento di lasciare il posto al gruppo successivo per tornare ai tavoli dove ci aspetta il proseguo dell’ottima cena offerta dal Presidente Castiglioni, disponibile sempre ad uno scambio di opinioni, e la compagnia di appassionati con cui condividere opinioni su questa nuova avventura e sulla nostra comune passione.

Sul palco accompagnata da una F4 e una Brutale fa bella mostra la 500 tre cilindri da gran premio, sarà un caso?

La serata infatti termina con la messa in moto della storica moto che regala forti emozioni, qualche lacrimuccia a chi l’ha a suo tempo guidata e temporanea sordità a molti.
Un suono di buon auspicio che sembra un ideale passaggio del testimone.

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