Si è conclusa nell'ultima settimana la 39ª edizione della Milano-Taranto, uno degli appuntamenti nazionali/internazionali più attesi dagli appassionati delle due ruote e del motorismo storico.
Se la Mille Miglia è universalmente riconosciuta come la più celebre rievocazione dedicata alle automobili d'epoca, non tutti conoscono il suo affascinante equivalente motociclistico.
La Milano-Taranto 2026 incarna lo spirito del viaggio: un percorso che attraversa l'Italia trasformando ogni tappa in un luogo d'incontro, dove la strada crea legami, custodisce la memoria e ricorda che la vera meta è la comunità.
È il senso più profondo che Cesare Pavese esprime ne La luna e i falò: «Un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via. Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c'è qualcosa di tuo». La Milano-Taranto rende concreto questo pensiero, facendo di ogni arrivo e di ogni ripartenza un'occasione per ritrovarsi, condividere una passione e riscoprire l'appartenenza.
Tutto questo patrimonio di emozioni/condivisione, ha trovato una perfetta espressione a Crema attraverso il consueto MotoDayCrema, organizzato, come ogni anno, dal Moto Club Crema, affiliato alla Federazione Motociclistica Italiana, con il patrocinio dell’Assessorato del Comune di Crema, la collaborazione della Pro Loco e di numerose realtà imprenditoriali e commerciali del territorio.
In attesa del suggestivo arrivo serale al controllo orario dei partecipanti alla Milano-Taranto (provenienti da numerose regioni italiane, da diversi Paesi europei ed extraeuropei, oltre che dal Nord e dal Sud America, dall'Australia e da altri continenti) il piazzale della Croce Rossa Cremasca, ha accolto per un'intera giornata migliaia di appassionati, curiosi e famiglie, trasformandosi in un dinamico luogo d'incontro, oltre che in una significativa vetrina per il territorio cremasco.
L'auspicio degli organizzatori e di molti cittadini (anche commentato da moltissimi partecipanti giunti dalle città e provincie limitrofe), è che le prossime edizioni possano finalmente trovare (come avviene in altri eventi cremaschi annuali, verso i quali non ci si preoccupa del "trambusto" e dell'affollamento) la loro cornice naturale nel cuore della città, con il controllo orario e il passaggio delle moto lungo il suggestivo percorso che da Porta Ombriano conduce a piazza del Comune e sosta in piazza del Duomo, per poi proseguire fino a Porta Serio. Uno scenario di straordinario fascino che, come accade in moltissime altre tappe italiane della manifestazione, consentirebbe di valorizzare il patrimonio storico e architettonico della città, offrendo una "cornice Cremasca" di assoluto prestigio a un evento di rilievo internazionale.
Si è tratta di un’occasione d'incontro magistralmente orchestrata dall'attivissimo Moto Club Crema, realtà che può vantare ben 101 anni di storia associativa, rappresentando una delle più longeve e autorevoli istituzioni del motociclismo italiano. Un sodalizio frequentato da numerosi appassionati, tra i quali, nel corso dei decenni, hanno trovato (trovano e troveranno) spazio campioni, tecnici e figure di assoluto rilievo del panorama motociclistico nazionale.
Una storia che ricorda come il motociclismo sia anzitutto cultura, esperienza ("dal vivo" e non circoscritta solo al "virtuale") e trasmissione di valori.
Il Moto Club Crema non è il frutto di fenomeni effimeri o della ricerca di visibilità tipica dei social network, ma l'espressione di donne e uomini che, con imprese, competenza, tempo, dedizione, idee, presenza e progetti concreti, hanno contribuito a scrivere pagine importanti della storia delle due ruote. È grazie a realtà naturali come questa, che il mondo dei biker continua a offrire "CONTENUTI" autentici, memoria e passione, destinati a durare ben oltre il tempo di una visualizzazione di pochi secondi o dello scorrere di un post striminzito/sintetico sui social sul quale apporre il banale Like.
La giornata si è quindi sviluppata attraverso un ricco programma di iniziative, reso possibile dall'impegno dello staff del Moto Club Crema, instancabilmente al lavoro senza soluzione di continuità dalle 8.30 della domenica mattina fino alle 5.50 dell'alba del lunedì, curando ogni aspetto dell'organizzazione, dell'accoglienza e dell'assistenza ai partecipanti.
Particolare attenzione è stata riservata ai più piccoli, protagonisti dell'area dedicata alle minimoto, dove, assistiti dagli istruttori della Federazione Motociclistica Italiana e dotati delle necessarie protezioni, hanno potuto vivere in piena sicurezza la loro prima emozione in sella, tra sorrisi, giochi e tanto entusiasmo.
Il pomeriggio è proseguito con il Motoincontro FMI, la parata motociclistica per le vie cittadine, l'esposizione delle attività commerciali del settore e le spettacolari esibizioni del 3D Trial Club, capaci di richiamare un folto pubblico di appassionati e curiosi.
Non è mancato uno spazio dedicato anche alla cultura motociclistica: dopo un momento conviviale accompagnato dalle eccellenze gastronomiche locali, il MotoDay ha ospitato gli scrittori Fabio Bianchi (amico e socio del Moto Club Crema), Barbara Ranieri ed Edi Fadelli, giunti da diverse regioni d'Italia per presentare le proprie opere dedicate ai viaggi e al mondo delle due ruote, offrendo interessanti spunti di riflessione sul motociclismo inteso non solo come passione, ma come autentica esperienza di vita e di crescita personale.
La scelta di inserire la presentazione dei libri in questa fascia oraria si è rivelata particolarmente felice, valorizzando un momento tradizionalmente più tranquillo/spento della manifestazione: dopo il grande afflusso del pomeriggio e prima del ritorno del numeroso pubblico, atteso intorno alle 23.45 per l'arrivo dei piloti della Milano-Taranto, la cultura ha saputo mantenere velatamente vivo l'interesse dei presenti, dimostrando ancora una volta come il motociclismo possa essere anche occasione di conoscenza, riflessione e confronto e non soltanto "spavalda e cameratesca baldanza".
Con il calare della sera non sono mancate le delegazioni dei Moto Club amici, legati al Moto Club Crema da rapporti di collaborazione e/o un alcune circostanze gemellaggio, tra cui il Moto Club Zona Rossa (sezione cremasca), guidato dalla mitica Marisa e i Rider Enfielders Cremona, capitanati dall'altrettanto instancabile Pinuccia, contribuendo a rafforzare quel clima di amicizia che da sempre contraddistingue la manifestazione.
Poco prima della mezzanotte, il piazzale della Croce Rossa si è trasformato nel punto di approdo della prima sosta notturna della Milano-Taranto, accogliendo circa 250 equipaggi provenienti dall'Italia, dall'Europa e da altri continenti. Un colpo d'occhio straordinario, con scooter, ciclomotori e motociclette storiche suddivisi nelle diverse categorie di cilindrata (dai 48 ai 500 cc... affiancati dai mezzi "Elettrici" e dalla simpatica categoria degli "Assaggiatori", riservata ai partecipanti che affrontano il percorso con motociclette moderne, vivendo comunque lo spirito autentico della manifestazione).
Un momento intenso e suggestivo, reso possibile (ribadendolo! Non come "marchetta" ma come elogio di ringraziamento) grazie al sostegno del Comune di Crema, della Pro Loco, della Polizia Locale, della Federazione Motociclistica Italiana, della famiglia Sabatini (ideatori e promotori nazionali di questa favolosa rievocazione storica), delle numerose realtà associative e imprenditoriali del territorio e, soprattutto, dei tanti appassionati che hanno contribuito alla perfetta riuscita dell'evento.
Ancora una volta il Moto Club Crema ha dimostrato come la forza di una manifestazione non risieda soltanto nei motori o nello "specchietto per le allodole" della visibilità virtuale, ma soprattutto e concretamente nelle persone che, con passione, competenza e spirito di servizio, dedicano tempo ed energie ai propri amici e conoscenti (in una parola più appropriata completa: "alla propria comunità"), trasformando un evento motociclistico in una vera festa di cultura, legami nuovi e storici, nonché amicizia spassionata.
Un applauso particolare va rivolto anche alle ragazze e alle donne del Moto Club Crema che, a metà serata, indossati i grembiuli e armate di cucchiai, pentole e coltelli, si sono messe all'opera con l'efficacia e l'efficienza di una vera "corazzata contraerea di artiglieria pesante”, trasformando la cucina in un centro operativo instancabile. Grazie al loro lavoro sono stati preparati e offerti "a volontà" i tradizionali Tortelli Cremaschi, generosi vassoi di salumi e l'immancabile Salva Cremasco con le Tighe, autentici simboli della gastronomia del territorio. Un contributo prezioso che ha saputo unire ospitalità, tradizione e spirito di comunità, conquistando i motociclisti arrivati da ogni parte del mondo.
Come scriveva il letterato filosofo latino (ispiratorio e caro agli umanisti) Lucio Anneo Seneca nelle Lettere a Lucilio (Epistola 104): «Non quia difficilia sunt non audemus, sed quia non audemus difficilia sunt».
Tradotto:
«Non è perché le cose sono difficili che non osiamo farle; è perché non osiamo che diventano difficili».
Una delle più celebri massime della filosofia stoica, capace ancora oggi di racchiudere lo spirito e congeda la: Milano-Taranto 2026.
Arrivederci alla 40ª edizione del 2027.
FABIO BIANCHI
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