ROYAL ENFIELD
Categoria: Biker World

Tra i Moto Club in auge in questi ultimi anni, non è scontato e neppure una “marchetta”, citare la realtà promossa dal marchio Royal Enfield.


Siamo ben lontani, dall’anno 2007, nel senso che: “di acqua ne è passata sotto i ponti”! Ovvero da quando per la prima volta in Italia, si è sentito parlare del quasi sconosciuto marchio Royal Enfield; precisamente in una puntata del programma televisivo dal titolo “Passaggio a Nord Ovest”, durante la quale Alberto Angela, raccontò, in un servizio di fine serata, la storia di un marchio motociclistico indiano (inizialmente inglese, ma che producendo in India dopo la sua indipendenza e per successive varie vicissitudini, dal 1970 produceva ancora una motocicletta dal nome BULLET tale e quale nella tecnica e nello stile di una volta), mostrando la allora sconosciuta fabbrica Royal Enfield, nella quale veniva ancora realizzata la grafica dei serbatoi interamente dipinti a mano, con una abilità certosina strabiliante.

Da allora il marchio Royal Enfield iniziò a diventare “appetitoso” ed a dilagare. Sempre nel 2007, il merito di aver dato inizio all’epopea Royal Enfield è da attribuire ad un entusiasta visionario eccentrico che si faceva chiamare “el Capitano”, il quale essendo il primo promotore del marchio in Italia, fondò a Bologna la prima concessionaria monomarca Royal Enfield (a dir la verità commerciava anche i marchi Borile, Zaeta, Lambretta ed i curiosi caschi retrò risalenti al 1953 del marchio Bell con tanto di occhiali da moto e giubbotti in pelle vintage Halvarssons). La concessionaria si trovava in via delle Lame 113/b, 110 C.A.P. 40122 a Bologna, il numero di telefono era 0516491189, era collocata a 5 minuti dall’uscita n°5 della tangenziale direzione centro ed a 5 minuti dal centro storico. Recarsi in quella concessionaria era realmente un’esperienza d’incontro e condivisione d’entusiasmo. El Capitano in rete, sui forum e sulle moto chat (quando ancora non esistevano gli influencer) lo conoscevano tutti gli appassionati di nicchia delle Modern Classic. Era un’istituzione, con il classico cappello da marinaio ed anche il suo abbigliamento alla ”Corto Maltese” era qualche cosa di originale, da “Impero Coloniale” da “Compagnia delle Indie” o da temerario pioniere ottocentesco dell’Oceano Pacifico. Non giriamoci intorno, lui fu realmente il primo ed indiscusso venditore del marchio che ci ha permesso di conoscerne lo stile. Inoltre, tutte le Royal Enfield a disposizione nella concessionaria chiamata “Steve McQueen, si potevano personalizzare. Dopo qualche anno “El Capitano” chiuse i battenti della concessionaria dedicandosi alla professione di tatuatore (altra sua passione). Nonostante ciò, dovremmo essergli riconoscenti, poiché le attuali concessionarie Royal Enfield (uniformate nello stile e nell’impatto estetico), in parte richiamano quello stile da atelier e da sogno che lui aveva incarnato nella sua personale impresa. 

Con il passare degli anni, il marchio si è evoluto, modernizzato imponendosi dall’Asia e conquistando l’Occidente, trovando nella nostra Italia una sequela smisurata di appassionati. 

Royal Enfield 1

GIUNGENDO AD OGGI:

Il club Riders Club of Europe Royal accoglie ogni motociclista divenuto possessore di un modello del marchio e offre una serie di attività per riunire la community Royal Enfield e celebrare la filosofia del “motociclismo puro”.

Incentrato su un ricco programma di raduni dedicati, esperienze ed eventi, il Club si pone l’obiettivo di rinsaldare i legami fra le community di tutta Europa, rendendole accessibili e inclusive per tutti gli appassionati del marchio. Mettendo esclusivamente al centro dell’attenzione del marchio coloro che guidano le moto prodotte.

Royal Enfield 2

Ogni motociclista ha caratteristiche differenti: i puristi, gli avventurieri, i motoviaggiatori, gli appassionati di moto retrò o chi cerca autonomia, innovazione, comodità o semplicemente un mezzo spensierato per godersi la passione di salire e/o risalire in sella. Tuttavia, ciò che unisce tutti è il desiderio di evasione sulle due ruote.

Molto, in sintesi, le caratteristiche e vantaggi di questi Riders Club includono: un calendario dedicato alle escursioni locali, libere e consapevoli, proponendo esperienze memorabili indirizzate ai raduni della community ed eventi esclusivi tutti per gli iscritti, organizzati individualmente dalle sedi degli Exclusive Store del marchio indiano. L’iscrizione completamente gratuita al Riders Club europeo è rivolta a tutti i nuovi proprietari e per coloro che già possiedono una Royal Enfield. Allo stesso tempo, tutti i nuovi proprietari hanno automaticamente l’opportunità di essere registrati dal proprio concessionario al momento dell’acquisto della moto.

Fra queste dinamiche realtà associative, il Gruppo Rider Enfielders Cremona, affiliato all’Exclusive Store “La Bottega delle moto Speciali” nell’ultimo anno ha dimostrato uno slancio evolutivo degno di nota con più di 300 orgogliosi iscritti. Il merito è l’autentico ed onesto entusiasmo dei titolari (Pinuccia Meazza e Davide Rebeccani) e dello spirito collettivo dei membri del Moto Club, i quali con fervido spirito di iniziativa, si sono riuniti e proposto numerose occasioni d’incontro con genuino trasporto aggregativo. 

Occasioni d’incontro indirizzate non solamente a creare condivisione ed aggregazione tra i membri Rider Enfielders Cremona, ma anche nel favorire, sensibilizzare e promuovere ideali filantropici e di promozione sociale, quali Campagne di Raccolta Fondi per:
- L’evento e parata motociclistica internazionale The Distinguished Gentlaman’s Ride (nata in Australia nel 2012 e proposta ogni anno in diverse città italiane); indirizzata alla ricerca sul cancro alla prostata, la salute mentale maschile e la prevenzione del suicidio;
- L’Associazione Zoofili Cremonesi, che propone la tutela degli animali abbandonati e la prevenzione del randagismo attraverso il lancio di campagne a favore del controllo delle nascite, nonché gestire per conto del Comune il Rifugio del cane ed il gattile di Cremona;
- La Fondazione Accendi il Buio, associazione cremonese di famiglie con autismo, nata per offrire serie, reali e concrete attività educative, non indirizzate all’assistenzialismo di base, ma promuovere l’accompagnamento all’autonomia e l’inclusione sociale.

Occhi Azzurri

Fabio Bianchi

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