“Scope rombanti”
Come ogni anno il 6 gennaio oltre ai Re Magi, alla Befana nei camini a riempire le calze c’è un popolo di gente che ha voglia di donare un sorriso per un giorno.
E’ il chiassoso e vivace mondo dei motociclisti che ormai tradizionalmente in più città d’Italia portano dolci, regale e allegria a persone meno fortunate.
Noi di aMotoMio.it siamo tradizionalmente legati alla manifestazione Meneghina, così anche quest’anno eravamo presenti.
Le nostre compagne di avventura sono due Arzille Signore, una Milanese Lambretta classe ’61 e una Toscana Vespa del ’59.
Il timore che l’età delle “ragazze” non fosse all’altezza della situazione è stato annullato dal viaggiare affiancati sulle provinciali verso Milano al passo lento dei 60 km/h.
Un andare lento verso il sole che sorge e comincia a scaldare la fresca giornata invernale.
Scoppiettando raggiungiamo la zona di P.za Castello, già invasa da motociclisti di ogni “Specie” e “religione” uniti in questo caso sotto l’unica bandiera della passione.
In breve tutta la zona è piena, invasa in ogni via limitrofa al Castello Visconteo, una moltitudine colorata e rumorosa che fa della goliardia e del sorriso l’emblema della giornata, la parola d’ordine sembra essere “Fantasia”.
Infatti, si vede di tutto, moto agghindate come moderne scope, splendide donne trasformate in vecchie megere e baffuti maschietti con sottana, naso finto e foulard.
Per un giorno e per beneficienza si po’ anticipare il carnevale.
Tutte le età, sia di moto sia di motociclisti son rappresentate, pezzi storici e rari tra le moto, altrettanti personaggi unici tra i piloti dove si riscontra sempre più anche una folta presenza femminile.
Certo manca la magia del Duomo e il colpo d’occhio che solo la piazza più famosa di Milano sa dare, ma quest’anno è così.
Dopo il rito dell’iscrizione, più che altro dettata dal fatto di contribuire con l’offerta al sostegno benefico della manifestazione, siamo pronti a partire attraverso le strade cittadine verso la prima tappa, il Piccolo Cottolengo Don Orione.
Siamo in tantissimi, il sole e la temperatura mite hanno svegliato anche gli habitué del letargo motociclistico, tanti da esaurire le medaglie di presenza preparate dall’organizzatore MC Ticinese.
Un serpentone rumoroso, lento e fino a bloccarsi spesso mette a dura prova la pazienza degli automobilisti Milanesi, ma anche loro ormai lo sanno che in questa mattina del 6 gennaio le strade per un’oretta sono nostre.
Rumorosi di scarico e profumati di benzina e miscela, chiassosi di allegria, ma corretti, salvo qualche “Fenomeno” che esagera con impennate, burn-out e sgasate al limitatore che sono, oggi, decisamente fuori luogo, non siamo ad un raduno qualsiasi, oggi lo spirito è diverso, ma non tutti siamo in grado di comprenderlo.
Consegniamo parte dei doni agli ospiti del Centro Don Orione e ripartiamo ancora in questo variegato fiume rombante verso la Fondazione Sacra Famiglia di Cesano Boscone.
Un’altra tappa dove portare ancora dolci e piccoli regali, ma soprattutto un sorriso, lo stesso che ci è restituito da loro, sfortunati ospiti che con un semplice saluto e uno sguardo felice sanno regalarti molto di più di quanto siamo riusciti a donare.
Siamo ancora pronti ad accendere con uno speranzoso colpo di pedivella le nostre Vetuste compagne, questa volta per tornare verso casa, con il cuore leggero e un po’ di gioia in più.
Ci accompagna il pensiero e la consapevolezza della realtà di centri e associazioni che noi, come molti altri in giro per l’Italia, abbiamo visitato.
Abbiamo donato “un sorriso per un giorno” ma forse i giorni dovrebbero essere molti di più.
Flap
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