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Soriano
Categoria: Biker World

Tra ospiti, arte, colpi di scena e tante sorprese, settimana scorsa presso l'Area Pergolesi di Milano, una location tecnologica e immersiva, si è tenuto un vero e proprio show per svelare al pubblico la nuova creatura firmata Soriano Motori: Giaguaro, la nuova moto elettrica Made in Italy.

Introduzione
Le moto Soriano sono prodotte in Italia da un team di esperti di lungo corso, riconosciuti e stimati nell'ambiente internazionale per la concretezza e la realizzazione delle idee. Telaio, motore, cambio, frizione e software di gestione, quindi, sono totalmente “Made in Soriano”. Ergonomia e layout generale dei veicoli, sono stati studiati e realizzati condensando i massimi criteri scientifici al fine di ottimizzare il lavoro di tutte le componenti e la loro relativa intercambiabilità. Le prime moto che verranno assemblate negli stabilimenti italiani, saranno la Giaguaro V1S e la Giaguaro V1R.

Soriano Giaguaro

Design
Il richiamo all'eleganza e all'esclusività che ha caratterizzato la storia della famiglia Soriano, la ritroviamo nelle linee flessuose e armoniche delle moto Soriano. Le sovrastrutture, realizzate in carbonio e abs non lasciano spazio all'immaginazione, scoprendo in parte la struttura portante del veicolo e il sistema di propulsione.
Le matite dei designer hanno tracciato qualcosa di inedito, per nulla paragonabile a ciò che si può trovare sul mercato. Il corpo centrale, sostanzioso e importante, viene alleggerito da una coda minimalista che sottolinea l'aggressività del mezzo e ne giustifica il nome: Giaguaro.
La Giaguaro è una “Naked”, rientra nel segmento, ma differisce dal resto delle competiror (se così si possono definire) che consumano olio e benzina, per quantità e qualità costruttiva delle sovrastrutture che la ricoprono, legittimandone in parte anche il prezzo. Un oggetto unico, particolare, che unisce la nobiltà del passato con scelte tecniche avveniristiche e per nulla ordinarie. Un layout ricercato, ma allo stesso tempo pratico e fruibile, grazie all'ergonomia con la quale sono stati progettati struttura e componenti.

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Ciclistica
La Giaguaro, declinata nelle versioni V1S e V1R, è costruita intorno a un telaio perimetrale in tubi di acciaio. Soluzione, questa, necessaria per ottenere il miglior rapporto riscontrabile tra costi e prestazioni.
Con l'acciaio è stato possibile realizzare una struttura ridotta, rispetto a un componente in alluminio scatolato, pur ottenendo la medesima rigidità torsionale con costi effettivamente più contenuti: elementi determinanti per la produzione e l'industrializzazione di un prodotto di nicchia come le moto costruite da Soriano Motori. Per la sospensione anteriore della Giaguaro, Soriano ha sviluppato due alternative differenti: la V1S, è stata equipaggiata con una funzionale e collaudata forcella telescopica up-side-down, con steli da 50 mm di diametro e 125 mm di escursione; la Giaguaro V1R, invece, monterà un inusuale e caratteristico sistema a parallelogramma. Una scelta, quest'ultima, voluta fortemente dal founder di Soriano Motori, Marco, per simboleggiare l'anello di tramite che lega il presente con le soluzioni tecniche adottate sulle moto progettate da Ricardo nel glorioso passato.

Ovviamente, vi sono anche ragioni legate alla dinamica del mezzo: fermo restando la validità della forcella telescopica, l'architettura utilizzata dalla V1R per ammortizzare il comparto anteriore, con il sistema che sfrutta la rotazione dei bracci intorno ai cuscinetti, riesce a impiegare una traiettoria di escursione più verticale, con attriti minori, regalando maggiore rigidezza ed eliminando quasi del tutto l'effetto antidive.
L'escursione della ruota anteriore è di 120 mm.
Per entrambe le Giaguaro, infulcrato al telaio, troviamo un forcellone in alluminio ricavato dal pieno con tecnologia CNC a controllo numerico. Alla struttura, liscia all'esterno e con la classica nervatura interna dovuta allo svuotamento del materiale in eccesso, è imbullonato un monoammortizzatore a progressione variabile con escursione di 120 mm.

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Motore
Non uno, ma ben due i motori posizionati all'interno del telaio della Giaguaro: un'unità trasversale, perpendicolare rispetto all'asse del veicolo, che riporta alla mente lo schema boxer utilizzato sui veicoli a propulsione endotermica.
Interamente progettato da Soriano Motori, il sistema viene realizzato in collaborazione con Moog, azienda italo-statunitense, leader mondiale nella fornitura di soluzioni ad alte prestazioni per il controllo del movimento, con campi di applicazione che spaziano dalla robotica ai sistemi di difesa aerospaziale.
I due motori sfruttano la tecnologia brushless. A differenza dei più comuni e meno costosi brushed (dove gli avvolgimenti vengono posizionati sul rotore, con il conseguente bisogno di utilizzare delle spazzole all'interno dello statore) il sistema brushless evita i contatti dovuti alla rotazione e non genera attriti, aumentando, di conseguenza, robustezza e affidabilità generale dell'unità.

I vantaggi che ne derivano, oltre a quelli già elencati, sono molteplici: il rendimento è maggiore, le inerzie ridotte aumentano le prestazioni dinamiche, così come la dissipazione termica, mentre si riducono gli interventi di manutenzione e, a parità di potenza, anche ingombri e dimensioni generali.
La potenza offerta dalla Giaguaro differisce in base al modello scelto:
60 Kw per la V1S;
72 Kw per la V1R.
Il valore di coppia, invece, è identico per entrambi i modelli: 155 Nm.
Soriano intende sottolineare un concetto fondamentale: la Giaguaro è spinta da un complesso sistema modulare, con tecnologie brevettate, che può essere traslato su qualsiasi altro tipo di veicolo elettrico, in funzione del macro-progetto Soriano che prevede lo sviluppo di una piattaforma globale di veicoli elettrici (EV).

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Raffreddamento a liquido
L'impianto di raffreddamento è composto da due radiatori frontali (lo schema utilizzato è molto simile a quello delle off-road specialistiche), ai quali vanno aggiunti altri due radiatori, uno per ogni inverter, posizionati, anche questi frontalmente, immediatamente sotto i due radiatori principali.
Gli inverter, oltre a sfruttare l'azione del liquido refrigerante, sono dotati di alettatura esterna per ottimizzare e moltiplicare l'efficacia di raffreddamento, tallone d'Achille di tutti i veicoli a propulsione elettrica.
Il liquido di raffreddamento, nella parte finale del suo percorso, attraversa un'ulteriore massa radiante, posizionata esternamente e imbullonata al di sotto del telaietto reggisella: un dissipatore di calore addizionale. A spingere il liquido all'interno del sistema ci pensa una pompa elettrica di ultima generazione, compatta e prestazionale.

Batterie
“Nella realizzazione di un veicolo elettrico bisogna sempre ricordare questa massima: più prestazioni=più peso... a meno che non si riduca l'autonomia di esercizio! ...una moto elettrica per disporre di tanta potenza ha bisogno di batterie grosse e pesanti. Parliamo di masse importanti, che rimangono costanti a qualsiasi livello di carica. Il serbatoio di benzina si svuota, diminuendo la massa del veicolo in movimento, a favore delle prestazioni. Le batterie no...”.
Una variabile che i tecnici Soriano hanno in parte edulcorato optando per una serie di batterie di ultima generazione con celle agli ioni di litio ad alta densità e capacità energetica; l'intero sistema è denominato “LIB anti-virus pack”.

Nonostante il peso complessivo delle batterie rappresenti quasi un terzo del peso totale del veicolo, gli ingegneri Soriano hanno scelto di alloggiare gli accumulatori al di sopra dei due motori. Un accomodamento che, se da una parte alza leggermente il baricentro della moto, a discapito di un irrilevante aumento dell'inerzia in movimento, dall'altra, eviterà, in futuro, di riprogettare ex-novo l'intero veicolo, quando sul mercato si affacceranno accumulatori più performanti, per peso, dimensioni e capacità. L'evoluzione di tali dispositivi e le conoscenze raggiunte negli ultimi tempi hanno subito un'accelerazione impensabile: “Ciò che oggi rappresenta il massimo, tra tre mesi potrebbe già essere vecchio, obsoleto e superato...”. Soriano è costantemente rivolta al futuro. L'autonomia della Giaguaro, per entrambe le versioni, nell'utilizzo misto, urbano-extraurbano, si attesta intorno ai 180 chilometri.
Tuttavia, i risultati ottenuti al banco, a velocità costante (120 km/h) in condizioni non replicabili dall'utenza media nell'utilizzo normale su strade aperte al traffico, hanno toccato e superato quota 400 chilometri! Il tempo necessario per ricaricare l'intero comparto, con il caricabatterie da 3,5 Kw di potenza, è di 5 ore; si scende sotto la soglia dei 60 minuti utilizzando la versione più performante da 20 Kw. un monoammortizzatore a progressione variabile con escursione di 120 mm.

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Cambio
Cambio e frizione su una moto elettrica? Sì! Ed è questo il vero punto di svolta, la differenza rispetto a tutto ciò che il mercato ci ha abituato a guidare fino ad oggi. Cambio e frizione per ottimizzare i consumi, soprattutto nell'utilizzo urbano. Cambio e frizione per diminuire gli assorbimenti di energia e aumentare l'autonomia d'esercizio. Cambio e frizione per aumentare i livelli di sicurezza nei tratti di salita e discesa; attraverso le marce e al c.d. “freno-motore” è possibile controllare e calibrare l'impatto con le pendenze del percorso affrontato.
La V1S e la V1R sfruttano un cambio a cinque rapporti, ai quali si aggiunge la retromarcia, per facilitare le manovre da fermo, e la folle, indispensabile su un veicolo elettrico, per ovvie ragioni di sicurezza.
Il cambio è assistito da una frizione idraulica in bagno d'olio che permette di modulare con estrema semplicità la potenza offerta dai due propulsori elettrici. Chi ha avuto l'opportunità di guidare un qualsiasi veicolo elettrico, a due o quattro ruote, avrà sicuramente percepito quell'effetto che noi di Soriano abbiamo definito “tutto e subito”: valori di coppia e potenza massima disponibili fin da subito senza la possibilità di veicolarli e/o controllarli a seconda delle esigenze del momento dovute al percorso o al traffico. Grazie al software sviluppato da Soriano, tarato e calibrato in simbiosi al lavoro sincrono di cambio, frizione e dei due motori, è possibile ottenere una distribuzione delle prestazioni e, quindi, un utilizzo del tutto simile ai veicoli con propulsioni endotermiche. Il tutto si traduce in una maggiore autonomia offrendo anche quel plus necessario all'ottimizzazione del movimento dinamico del veicolo e al relativo piacere di guida.

Software di gestione
Il lettore più attento si sarà sicuramente domandato il significato dell'utilizzo di un doppio inverter. Presto, fatto. Il software sviluppato da Soriano, in caso di guasto a uno dei due propulsori è in grado di modificare la mappatura in tempo reale, in base alle anomalie riscontrare e, di conseguenza, offrire la migliore gestione delle prestazioni del solo motore ancora funzionante.
Altra scelta rivoluzionaria riguarda la disposizione del ponte di controllo; sparisce la classica strumentazione posizionata appena sopra il manubrio, per dare spazio a un display touchscreen da 8” (15 cm X 10 cm), disposto su quello che a prima vista potrebbe sembrare un “serbatoio” ma, in realtà, non è. Il pilota potrà quindi visualizzare informazioni quali velocità di marcia, rapporto inserito, assorbimento di energia, carica residua e temperatura del motore, oltre all'indicazione di data e orario.
In fase di manutenzione, tramite un hardware esterno, sarà possibile individuare, tra le altre, eventuali anomalie riscontrate all'interno delle 90 celle delle batterie. Infine, per garantire il massimo grado di sicurezza del pilota, Soriano ha sviluppato un sistema attivo in grado di eliminare qualsiasi scarica di tensione dovuta a guasti, danneggiamenti, anomalie di funzionamento o a qualsiasi fattore esterno.

Impianto frenante
Inizialmente, la lunga esperienza maturata dall'ingegnere, a capo di tutto il programma, nel campo dei sistemi frenanti ad alte prestazione, aveva indirizzato il progetto sulla scelta, per il comparto anteriore, di una piastra frenante di tipo perimetrale. Un'opzione valida ed efficace, ma per il momento accantonata, che verrà sicuramente ripresa sui prossimi veicoli.
Così, per arrestare l'avanzamento, la Giaguaro monta, all'anteriore, un doppio disco da 320 mm di diametro sui quali agiscono due pinze a quattro pistoncini contrapposti. Al posteriore, invece, è stato alloggiato un disco singolo da 260 mm di diametro e una pinza, anche in questo caso, a quattro pistoncini.

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Ruote
La Giaguaro, per entrambe le versioni, utilizzerà cerchi prodotti dall'italiana OZ: diametro 17” con canale di 3,5” all'anteriore (con gomma 120/50) e di 5,5” per la ruota posteriore (con gomma 180/55).

Prezzo
A partire da 25000,00 € della Giaguaro V1S

Ph. Simona Bruno

GALLERY

FAMIGLIA SORIANO – La storia
La storia e il blasone della famiglia Soriano si devono in gran parte all'inventiva, alla poliedricità e all'originalità di Ricardo Soriano, figlio primogenito del senatore e deputato Cortes Fernando Soriano y Gaviria. Personaggio eccentrico e dalle mille risorse, Ricardo, nobile e aristocratico, fu marchese di Ivanrey, senatore a vita per il territorio di Salamanca, banchiere, industriale, promotore della provincia di Marbella, pilota di off-shore (un titolo conquistato nel Campionato del Mondo di Motonautica) e costruttore di auto, aerei, e motociclette.

Grande appassionato di motori a 360°, dopo la laurea in ingegneria meccanica, iniziò a canalizzare tutte le sue idee nell'industria dell'epoca fino a realizzare, sul finire degli anni '30 (dopo aver già fondato la Soriano-Pedroso SpA nel 1919), la prima fabbrica di motociclette della penisola iberica. Anticipando di qualche anno oggetti di culto come Vespa e Lambretta, presentati al pubblico nell’immediato dopoguerra, a Ricardo Soriano si deve riconoscere la paternità del primo scooter, così propriamente detto, del mondo.
L'azienda fondata da Ricardo nel 1939, in breve tempo, arrivò a produrre una serie di veicoli a ruota bassa conosciuti con il nome di Lince, Pantera, Tigre e Puma, che contribuirono a migliorare la qualità del trasporto privato in tutta la Spagna. La popolarità raggiunta dai prodotti ideati da Ricardo Soriano, lo portarono a stringere un accordo commerciale con Manuel Giró, dando origine a uno dei brand spagnoli più amati dagli appassionati di tutto il mondo: la OSSA.

Soriano Storia

SORIANO MOTORI – Oggi
E arriviamo ai giorni nostri, quando, dopo una pausa di riflessione, nella quale la famiglia Soriano ha diversificato i propri investimenti, consolidando il main-business soprattutto nell’ambito della finanza, la terza generazione della nobile dinastia, nella figura di Marco Antonio Soriano IV, ha deciso di ridare lustro allo storico blasone creato dall'eclettico antenato.
Marco Antonio Soriano IV, cittadino poliglotta e uomo di alta finanza, esperto di wealth management, cresciuto professionalmente a Wall Street tra indici Nasdaq e Dow Jones, attratto dall'attuale cambiamento in corso e da un settore in progressiva espansione, ha deciso di rispolverare brand e background di famiglia per attualizzarli secondo una precisa visione, con lo scopo di farne uno dei baluardi della futura green mobility. Un progetto ambizioso e ben articolato che punta allo sviluppo di una piattaforma globale di veicoli elettrici (EV) e lifestyle a tutto tondo.

Tecnologia, ingegneria, inventiva e una certa affinità per arte, design e creatività sono qualità che scorrono nel sangue di tutti i membri della famiglia Soriano, da ormai molto tempo. Non è un caso, quindi, che Marco Antonio Soriano IV sia stato un pioniere nel settore dell'A.I. (Intelligenza Artificiale), credendo e investendo nella Hanson Robotics LTD, l'azienda artefice del progetto Sophia: il più reale, avanzato e tecnologico androide al mondo, il più simile all'uomo, in grado di apprendere informazioni, interagire con gli umani, elaborare e riprodurre movimenti, atteggiamenti ed espressioni facciali.
Un investimento nel quale si riconosce il DNA di famiglia, la voglia di rompere gli schemi per creare qualcosa di nuovo, che possa lasciare il segno, come fece a suo tempo il nonno Ricardo, mecenate e sostenitore di artisti quali Salvador Dalì e Luis Buñuel, inventore nel campo della motoristica (dalla nautica alle motoslitte) e scopritore, “sviluppatore”, di quell'oasi felice che oggi conosciamo con il nome di Marbella.

Marco Antonio Soriano IV è stato anche docente alla New York University. Ha dimostrato, più e più volte, spiccate affinità per cause benefiche, che vedono coinvolti soprattutto i giovani, e, oltre a essere opinionista ed esperto di finanza per Fox News (uno dei canali televisivi più importanti al mondo), ha professato la sua “visione” attraverso la pubblicazione di un libro che ha come tema principale il concetto di “riprendersi la vita” (Take your life back!), con il quale esprime il suo punto di vista in merito al lifestyle, alla necessità di agire e operare al di fuori delle convenzioni; un approccio disrupt, lontano da omologazioni e contesti ordinari, con il quale sviluppare i propri talenti, le proprie qualità.

Soriano Motori, oggi, rientra nel mondo dei motori, approcciando uno dei segmenti al momento più difficili, proprio perché ancora tutto da inventare. Passi calibrati, mosse strategiche e mirate, hanno così portato, nel 2020, alla realizzazione della Soriano Motori di “ultima generazione” con una piattaforma propria brevettata, denominata Duoflex. In poco più di 12 mesi dalla sua fondazione, il valore dell'azienda si è decuplicato.
Un team di ingegneri (tra Europa e Stati Uniti), con una vastissima e riconosciuta esperienza nel campo delle motociclette e della propulsione elettrica, lavora giornalmente a stretto contatto per creare un'icona che vuole confermarsi come unica, originale ed esclusiva. Lo scopo aziendale è chiaro: segnare una nuova via con l'obiettivo di costruire eredità in fatto di invenzione, innovazione e modernizzazione, come fece a suo tempo Ricardo Soriano Scholtz von Hermensdorff.

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