Categoria: Biker World

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Era l’edizione del WDW del 2010. I rumors nel paddok erano poco indiscrezioni e molte certezze. Valentino Rossi avrebbe firmato per la Ducati. E così fu, 2 anni di contratto. Solo due, tanto da farmi pensare che il raduno mondiale Ducati fosse tornato alla cadenza biennale prevalentemente per sfruttare il “fenomeno” Rossi e tutta la galassia che vi ruota attorno. Solo che non tutti i desmo riescono col mondiale e così la storia è nota, il dottore è a corto di risultati significativi.

 

E devo confessare che nei giorni di preparazione alla “missione Misano” mi son più volte chiesto e ho più volte fantasticato, anche in maniera pessimistica, su come sarebbe stato accolto il signor Rossi dal popolo rosso riunito in conclave. (si perché il desmo è quasi una religione Risatona ) E per testare subito il clima ho indossato una maglia Rossa Ducati, con però stampigliato il 46 giallo che  più giallo non si può. Molti mugugni e molte critiche alla mia scelta  stilistica. Gli stessi mugugni che ho sentito al circuito, qua è la tra una birretta fresca e il sol leone da combattere. Mugugni tali da farmi pensare, per un attimo, che forse il Vale Nazionale avrebbe fatto un pessimo affare a presentarsi al Santa Monica.



Ho atteso quindi l’arrivo di “the doctor” con un misto di sentimenti e quasi di preoccupazione. Verso le 15.30 del sabato Valentino Rossi fa la sua comparsa in pit lane, le tribune sono gremite, applausi…e qualche fischio, non di approvazione. Sottolineo qualche, visto che gli applausi erano molto più fragorosi. Prima prova superata? Forse si. Valentino si infila la tuta e si spara, spalla a spalla con Hyden 3-4 giri tirati del circuito a bordo di una Panigale rigorosamente di serie.



Impennate infinite, saluti al pubblico. Applausi e qualche frase di scherno piovono dalle tribune; una su tutte “la manetta del gas è quella a destra te lo ricordi ancora??” Valentino sorride sornione, saluta sembra felice e partecipe alla grande festa. Lo dice anche nella video intervista che faccio vedere in questo articolo.


 

Anzi il dottore si esalta ed esalta anche a bordo di una Audi R8, con cui stacca tempi davvero notevoli.

Allora penso, se vi sarà contestazione sarà questa sera alla festa in piazza. Negativo, il sig. Rossi compare sul palco e piovono gli applausi. Certo non è l’ovazione che ha accolto Bayliss. Certo non è l’ovazione che ha accolto Checa. Si sente qualche buu di fondo, sparuto, solitario, come un Brancaleone romantico che inneggia al “imo et punimo”  e poi si trova da solo ad affrontare il nemico.

 

 

E allora mi sorgono spontanee domande che forse non hanno risposte, ma che vorrei lasciarvi come riflessione:

* Dov’era lo zoccolo duro dei contestatori di Valentino?

* Dov’era il coraggio di contestare il 9 volte campione del mondo che , per ora, non è riuscito a far brillare la sua desmosedici?

* Gli applausi erano comunque di sportività (e per fortuna non tifo) o erano “compassionevoli”?

* Perché Hyden ha ricevuto un’ovazione? Alla fine, sinceramente parlando, il buon Niky cosa ha combinato di tanto esaltante in Ducati? Non è forse come dire che siccome lui è un buon pilota, ma nulla di più,  va bene così,    il campione deve essere tale, su qualsiasi moto????

Mi sovvengono le parole che mi ha detto Del Torchio in persona appena qualche ora prima di salire sul palco di Riccione. “Fischiare Valentino sarebbe un errore, finché è dei nostri sarebbe un errore”. Già fino a quando sarà “dei nostri”?? e dopo??

 

 

Eeeh già è ancora qua…ma siamo realisti, quanto ci resterà ancora?

In questi giorni gioca la nazionale, a me di calcio frega dallo zero in giù, certo che se vincesse gli europei sarei felice.  Il mio sogno, resta sempre che anche la Nazionale dei motori faccia lo stesso.

Perché per ora, il signor  Rossi,  di impronte, sul pianeta Rosso non ne ha lasciate.

 

 

Fagna

 

Le immagini e il filmato usati per quest articolo sono state messi a disposizione da Ducati che ringraziamo vivamente

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