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Giovedì, Gio Gen 2021

"Strumento di sicurezza ormai universalmente riconosciuto"

Strumento di sicurezza ormai universalmente riconosciuto come tale, non solo come accessorio di confort, ha avuto uno sviluppo abbastanza recente in realtà.

Ai tempi “storici” del motociclismo null’altro erano che guanti di pelle, lunghi sull’avambraccio a proteggere più dai sassi che dall’eventuale caduta.

Solo in tempi più recenti cominciano a spuntare protezioni che null’altro erano che qualche rinforzo di pelle e la comparsa di borchie in metallo sul palmo della mano, ma siamo già alla soglia degli anni ’70.
Ma stiamo parlando di piloti, i motociclisti normali difficilmente li usavano, e se li usavano erano guanti civili atti a riparare dal freddo più che per sicurezza.
Nella mia gioventù motociclistica, condivisa con i coetanei negli anni ’80, si usavano i guanti da lavoro, quelli in pelle da officina, e d’inverno i guanti da sci.



Spesso l’inizio dell’utilizzo dei guanti coincideva, come per il sottoscritto, con una scivolata con relativa abrasione che consigliava il futuro utilizzo degli stessi.
Tipico dei giovani, allora come oggi, il curare invece che prevenire.
I guanti “veri” erano riservati ai piloti o ai grandi viaggiatori e spesso oltre fuori dalla nostra giovane mentalità di allora anche fuori dalla portata del portafogli.
Dagli anni ’90 i guanti hanno cominciato a prendere forme più protettive hanno cominciato ad avere inserti di materiali adatti a sopportare abrasioni e con il nuovo secolo anche ad avere vere protezioni rigide inserite sul dorso e nei punti strategici.

 


Ormai anche i guanti da città seguono questo dictat di sicurezza e l’evoluzione ha portato comunque a una differenziazione specifica dei guanti secondo l’utilizzo oltre che della stagione.
Troviamo guanti decisamente Racing destinati alle veloci escursioni in pista, guanti leggeri, spesso traforati, ma molto protettivi per i fuoristrada, guanti confortevoli per il turismo destinati alle varie stagioni con un’attenzione particolare a quelli invernali, dove lo sviluppo dei materiali e delle membrane ha permesso di ottenere un buon isolamento termico senza eccessivo spessore e perdita di sensibilità.



Ormai ogni casa ha in catalogo una vasta gamma di proposte per soddisfare ogni motociclista, basta solo scegliere il modello adatto all’utilizzo.
Scelta che deve però sottostare a una prova perche deve “calzare come un guanto”, quindi misura corretta, non deve stringere, ne essere troppo largo, nel primo caso potrebbe compromettere alla lunga l’adeguata circolazione alle mani con comparsa di fastidiosi formicolii, nel secondo caso la sensibilità e il conseguente utilizzo dei comandi al manubrio risulterebbe compromesso.
Le dita non devono battere sul fondo del guanto, anzi in caso di guanti invernali lasciare qualche millimetro in più di spazio può contribuire a un maggiore isolamento dei punti più soggetti al freddo.
I materiali ormai hanno raggiunto dei livelli qualitativi splendidi tanto da soppiantare ampiamente la prestigiosa pelle che è utilizzata ormai quasi esclusivamente per i guanti Racing e per alcuni inserti a carattere più estetico sugli altri.
Anche i guanti traforati presentano caratteristiche di sicurezza notevoli, solo il loro utilizzo è sicuramente limitato alla bella stagione.
Le “miracolose” membrane impermeabili poi sono una splendida trovata per evitare di bagnarsi o di dover portare un doppio paio di guanti, ma personalmente le trovo fantastiche nei guanti da turismo di medio peso o invernali, dove sicuramente un’estrema protezione anche all’acqua è, raccomandale, nei guanti leggeri ed estivi credo non possano che renderli spiacevolmente caldi, quindi preferisco guanti estremamente leggeri, sempre protettivi, ma privi di membrana e mi tengo un paio di sopraguanti impermeabili nel sottosella.

Non credo di dire cose nuove ai motociclisti attuali, sicuramente informati e spesso preparatissimi, ma l’invito a utilizzare abbigliamento protettivo non fa mai male, oltre a casco protezioni e paraschiena perché non pensare anche alle mani?
Pensate a quanto ci sono utili, spesso sono il nostro biglietto da visita, sono fonte di relazione e di gestualità, perché non proteggerle?
Non solo per una scivolata o una caduta, qui siete autorizzati a una scaramantica toccatina, ma anche per non ustionarsi sotto il sole d’agosto, come perdere sensibilità o rischiare congelamenti in inverno, a 0° le nostre mani alla velocità di 100 km/h percepiscono una temperatura di -30°.
Senza contare che un sasso sollevato da chi ci precede o un grasso calabrone anche a velocità codice fa veramente male!
Quindi basta stare con le mani in mano, pensate anche a loro, del resto hanno tra le dita la frizione e il freno oltre che il Gasssss.

Flap

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