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Sabato, Sab Gen 2021

"Nell’iconografia classica il volo dell’aquila è il simbolo di liberta per antonomasia"

Non so se la pensava così anche Carlo Guzzi quando in onore dell’amico aviatore Giovanni Ravelli associò l’immagine del rapace al marchio delle sue motociclette.

So però che questo simbolo era su ogni giubbotto, toppa, cappellino serbatoio finanche agli oggetti più strani che gli appassionati del marchio lariano hanno sfoggiato alle GMG, giornate mondiali Guzzi. La “calata” delle aquile convenute da tutta Europa (ma si segnalano presenze da tutto il mondo) si compone di numeri notevoli. Ventimila presenze, moto di ogni epoca e foggia e tanta, tanta passione. E noi che di passione viviamo non abbiamo voluto mancare, per un tributo veloce, per una visita doverosa al “santuario” di Mandello, che  sempre più spoglio di simboli, privato della sua importanza da logiche commerciali a noi sempre oscure, conserva geloso il seme del mito, l’aria di “casa nostra” che rende unici gli spazi di questa piccola fabbrica conosciuta in tutto il mondo più che all’italiano medio esterofilo convinto. E , vedendo sul lago, la sfilata multicolore, rombante e fantasticamente improvvisata di moto e biker’s i pensieri, come aquile appunto, volano lontani; solo Moto Guzzi può riunire motociclisti tanto diversi, dal fighetto in completo iper tecnico sull’ultima Norge, al teutonico in maniche corte, gilet pluridecorato, ( abbigliamento costante anche sotto il diluvio), che cavalcando fiero la sua california, storce appena la bocca per il fastidio della pioggia sulla pelle…la sua… tatuata…indovinate un po’ con quale animale?
Moto Guzzi, simbolo della grande Italia, che insegue senza saperlo il mito, e che tale resterà consacrato alla storia del pionierismo motoclistico.

Rimproveri? Tanti…su tutti il progetto MGS-01 che giace in un cassetto, solo pronto pista, nulla pronto strada. Al raduno ne abbiamo scorta una, rombante, dal vivo…che moto spettacolare. Non parliamo poi della V7 cafè racer con serbatoio a specchio, una special “di serie” degna di nota.

Sorrisi? Molti si più dei rimproveri e sono  quelli genuini di chi si è smazzato km e km, per esserci, magari con il caschetto, la tuta da meccanico e il baffo tutto rigorosamente anni ’40. Altro che improvvisazione.

E a respirare tanta passione, a vedere i numeri in campo diventa difficile credere a chi parla di inaffidabilità dei nuovi modelli, a ricambi nuovi che non arrivano e quelli vecchi spariti dal mercato.  Di meccanici di provincia costretti dal “brand” a rinunciare alla vendita di moto  curate per una vita; di artigiani della meccanica che come carbonari si costruiscono al tornio, magari a tempo perso e gratis i pezzi di ricambio ormai introvabili. Diventa difficile credere che l’attuale gestione stia facendo poco per rilanciare il marchio… difficile credere  che il motociclista italiano veda solo Bmw, mentre Moto Guzzi sta facendo mezzi davvero eccellenti, godevoli ma soprattutto italiani. Difficile credere anche che al viaggio commemorativo a Capo Nord l’ufficio stampa Guzzi abbia invitato anche un giornalista che non saliva in moto da 26 anni (corriere motori ndr)….marketing? Dimostrazione di facilità di guida? non lo so ma io, che a capo nord ci sono già stato, vorrei tanto “volarci” di nuovo…la dove osano le aquile italiane.

GMG 2011 deep vibration. Alla prossima. Non mollare mai Moto-Guzzi.

Fagna

p.s. Come avrete visto dalle nostre news mentre andiamo in stampa (come adoro questa frase) Colaninno e il gruppo confermano il potenziamento del polo di Mandello Lario. Una notizia stupenda, unita a quella che le vendite Moto-Guzzi sono in crescita contrariamente a tutti i trend che vogliono il mercato in perdita. Olè!

 

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