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Giovedì, Gio Ott 2020

Hardalpitour

Perché iniziare un articolo con un titolo così forte? Saranno i numeri a spiegare il perché: 470 iscritti per la 9^ edizione, record assoluto per la Hat, bikers provenienti da ventuno nazioni differenti con gli esotici partecipanti giunti dal Qatar, dal lontanissimo Canada e dal Sud Africa.


Tre le categorie tra le quali si poteva scegliere: Hat Extreme 880 km con partenza il venerdì sera, la Hart discovery 360 km e la Classic 550, tutte con partenza dalla nuova location Sanremo e arrivo a Sestriere attraverso le strade sterrate ex militari d’alta quota e le Alpi Occidentali. Tanti i nomi altisonanti del panorama motociclistico italiano: Livio Metelli che continua il suo allenamento per la Dakar 2018, Manuel Lucchese rallysta di fama mondiale, Ottavio Missoni giovane rampollo della nota famiglia d’alta moda e grande manetta, Maurizio Sanna Dakariano di vecchia data e tanti altri che sarebbe difficile menzionare uno a uno.

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Numeri a parte questa edizione è stata, a detta di molti, la più dura di tutte, non tanto per i percorsi ma per le avverse condizioni meteo che si sono abbattute sulla nostra penisola nei giorni di svolgimento. Condizioni che hanno messo a dura prova tutti i partecipanti che con forza di volontà e tenacia, caratteristica distintiva di molti motociclisti, hanno portato a termine quest’avventura, forse non tutti e forse non tutti facendo l’intero percorso ma a tutti vanno i miei complimenti perché è stata dura ed io posso dire con orgoglio che ce l’abbiamo fatta.
Partiamo dall’inizio e vediamo com’è andata: Max, Sabrina ed io, partiamo il venerdì mattina presto per esser a Sanremo nel primo pomeriggio in modo da seguire tutto lo svolgimento della manifestazione. Arrivati a mezzogiorno con grande stupore, costatiamo che lo splendido paddock allestito sul lungomare è già pieno e il colpo d’occhio dato dai colori sgargianti delle moto e dal blu del mare ci lascia senza fiato; per appassionati come noi questo genere di manifestazioni sono l’eden motociclistico. Ci Mettiamo subito al lavoro mentre il paddock, in fermento, si prepara, tante persone che passeggiano tra gli stand dei brand che hanno deciso di esser presenti a Hat: LS2 helmets, Anlas Tyres, Garmin, Klim, Boom energy drink e Yamaha, presente con il suo concept della moto più attesa dell’anno la T7.

Hardalpitour Hardalpitour
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La macchina dell’organizzazione intanto, con l’aiuto della FMI, corre spedita tra iscrizioni e preparativi e in un attimo è già tempo della serata organizzata al teatro del noto Casinò dove vengono presentati gli Special Guest e viene fatto il briefing della gara con indicazioni precise e dettagliate in modo che ognuno di noi possa sapere esattamente come comportarsi. Bellissima l’atmosfera, la presenza di così tante persone e soprattutto molto emozionante l’idea di far risuonare gli inni nazionali delle diverse nazioni presenti. Tra una risata e qualche aneddoto per i 160 partenti dell’extreme è già ora di infilare guanti e casco salire sulla pedana e iniziare la loro avventura e noi mentre torniamo in albergo, non possiamo solo che sperare di incrociare gli sguardi di questi temerari all’arrivo a Sestriere.
La mattina seguente la sveglia suona presto noi dovremmo seguire la partenza anche della Discovery e quindi fatta una veloce colazione torniamo al Paddock, dove le moto sono già in fila e pronte a partire. Intanto il tempo che il giorno precedente era stato soleggiato, e caldo inizia a cambiare, il sereno lascia il posto a cupi nuvoloni che non promettono nulla di buono, tenendo fede all’allerta meteo diramata per le ore pomeridiane.
Partita, la Discovery è ora il nostro turno, ci prepariamo a partire e in poco tempo veniamo chiamati sulla pedana per la partenza.
Sarò in squadra con il Gigante di famiglia Missoni, Ottavio famoso per le doti fuoristradistiche forte dei sui quasi 2 metri, e con gruppo l’amico di scorribande Alberto.
3-2-1 partiti, facciamo il giro “d’onore” tra le strade della città e poi la seconda partenza dal Casinò, poi finalmente è ora di iniziare sul serio e saliamo verso le montagne alle spalle della città. Qualche chilometro di asfalto e poi iniziamo con dei facili sterrati in modo da prendere confidenza con moto e gomme, in poco più di 50 km arriviamo a Dolce Acqua, splendido paesino dell’entroterra Ligure, mentre, in perfetto orario con le infide previsioni, inizia a piovere; ci fermiamo a mettere gli antipioggia ma l’acqua che viene giù è davvero tanta. Ripartiamo non sarà certo la pioggia a fermarci, anche se ne viene giù davvero tanta, comunque il percorso e molto bello e vario, si passa da veloci sterrate e sottobosco, con qualche bel passaggio su roccia reso viscido e scivoloso. La guida è divertente e il nostro gruppo è molto affiatato e in pieno stile Hat: si parte, si viaggia e si arriva in tre, nonostante i nostri ritmi non siano uguali viaggiamo in formazione. Dopo un tratto asfaltato veniamo però dirottarti dall’organizzazione dritti al punto di ristoro, è stato deciso di far saltare ai partecipanti un tratto reso troppo difficile dalla pioggia.

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Arriviamo al ristoro, dove cerchiamo di riprenderci dall’acqua e dal freddo, siamo ormai zuppi e un po’ di the caldo con qualche dolcino posso aiutare il morale. Ripartiamo subito i km da fare sono molti e il percorso inizia a salire mentre le temperature scendono drasticamente, io ho mani e corpo congelati, quindi ci fermiamo a indossare tutto ciò che abbiamo a disposizione, la situazione migliora ma resta molto difficile guidare in queste condizioni, per fortuna ci sono i fantastici percorsi che ci ripagano delle fatiche che stiamo affrontando, questa zona d’Italia è il paradiso per noi motociclisti fuoristrada. Intanto sta facendo buio e in un tratto di bosco sbaglio a seguire la traccia Gps, il bello di queste manifestazioni è il dover navigare e trovare la strada, il piccolo errore, a causa di due strade che scorrono parallele, ci porta su una sterrata fangosa, dove io riesco in qualche modo a destreggiarmi anche grazie al grip fornito dalle gomme Anlas, mentre i miei due compagni hanno qualche difficoltà; l’erba bagnata e il fango in discesa non sono molto amici dei grossi bicilindrici in fuoristrada. Arriviamo a un bivio, dove incontriamo Corrado Capra il fondatore della Hat che, vista ormai l’ora e le condizioni meteo ancora inclementi, ci consiglia di scendere in Francia come da traccia, ma di evitare l’ultimo tratto in off, di prendere il Tunnel e rientrare direttamente in Italia e andare a Limone dove ci sarà la cena offerta in un Tendone nel centro città.

Hardalpitour hardalpitour
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La seconda tappa del giro è finita ma io ho i brividi e sono stanco, come tanti partecipanti decidiamo di prenderci una piccola pausa cerchiamo un albergo facciamo la doccia e andiamo a riposarci sperando che il nostro vestiario si asciughi poiché non abbiamo il cambio. La sveglia suona inclemente alle 3 di notte dobbiamo rimetterci in cammino; è veramente difficile indossare gli indumenti ancora fradici addosso, ma ci facciamo coraggio uno con l’altro, il bello di esser in gruppo è questo mentre da solo facilmente si mollerebbe in situazioni del genere il gruppo, si fa forza e coraggio.
Decisi a continuare alle 4:30 siamo in sella in cerca di un distributore, facciamo quindi rifornimento e continuiamo, fa freddissimo e il fatto di esser ancora bagnati di certo non aiuta, comunque continuiamo e iniziamo a salire di quota fino al passo Sampeyre, dove riprendiamo il tratto in off e finalmente iniziamo a riscaldarci grazie alla guida in piedi sulle pedane, intanto sta sorgendo il sole e guidare su queste sterrate a strapiombo con la nebbia che dal basso sale verso di noi ha qualcosa di magico.
Scesi dal passo cerchiamo un posto, dove poter fare colazione, ma inizia di nuovo a piovere e per questo motivo una volta rimessi in marcia, l’organizzazione ci fa tagliare un altro pezzo in pietre mosse in discesa dove durante la notte sembra che un Francese si sia rotto una gamba. Taglia perciò un bel pezzo e arriviamo in tarda mattinata a Fenestrelle paesino che ospita la famosa fortezza, di qui saliamo verso la strada dell’Assietta ultimo tratto prima di arrivare a Sestriere. L’Assietta perché non la conoscesse è una bella sterrata molto veloce e ben tenuta, dove riusciamo a tenere un buon ritmo e a divertirci alla guida, il panorama con alcune vette già innevate è surreale e nonostante la stanchezza siamo ripagati di tutta la fatica fatta fino ad ora.

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Arriviamo finalmente a Sestriere, dove finisce quest’avventura 2017, consapevoli di aver portato a termine un’edizione veramente difficile, il freddo patito e l’acqua che abbiamo preso ci hanno messo a dura prova ma l’affinità venutasi a creare tra di noi ci ha permesso di arrivare alla fine, sani e soddisfatti. Andiamo a mangiare ci riposiamo un attimo e dopo aver caricato le moto, ci mettiamo in marcia verso Milano, forse ora ci attende il tratto più difficile, il noioso trasferimento autostradale con la stanchezza accumulata ci metterà a dura prova.
Per concludere in bellezza al nostro arrivo il capoluogo Lombardo ci attende con un acquazzone come se di acqua non ne avessimo già presa abbastanza.
Qualche considerazione su questa esperienza: é la mia seconda partecipazione e nonostante mi fossi ripromesso, la scorsa volta, che una sarebbe stata sufficiente, sono certo che non mancherò il prossimo anno all’appuntamento con il decennale, sicuro che i ragazzi di Over2000rider creeranno qualcosa di unico, questa manifestazione ha qualcosa di magico e anche se mentre guidi, maledici il momento in cui hai deciso di farla, gli attimi che seguono l’arrivo ti danno quella scarica d’adrenalina per avercela fatta, quindi si io ci sarò e voi?
Un piccolo capitolo voglio dedicarlo alle gomme Anlas Capra X che mi sono state fornite in test, ho veramente apprezzato il grip e il feeling su roccia bagnate e fango, non potevo provarle in condizioni peggiori eppure sono rimasto entusiasta della sensazione di controllo assoluto che riescono a trasmettere anche su asfalto bagnato. Come promesso dal costruttore, è stata ridotta la rumorosità e danno un ottimo confort in ogni situazione, mi riservo il diritto a dare un parere più approfondito quando avrò finito il long test che andrò ad affrontare di cui potrete leggere su questa stessa testata, per ora posso dire di esser pienamente soddisfatto.

Foto di Massimo Di Trapani

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