Categoria: Biker World

Eccola lì la neonata di casa Suzuki, che con il suo design e i suoi abbinamenti alla moda si crogiola in uno dei locali della vita notturna milanese, a 2 passi dell'Università Bocconi, a 2 passi da quei ragazzi che potrebbero decidere di abbandonare lo scooter e diventare dei rider, magari su una endurona giapponese capace di portarti molto lontano.


Intendiamoci bene, entrando al Taxi Blues non è che la prima cosa che mi è saltata agli occhi è il nuovo V-Strom, sempre di belle forme parliamo, e qualcuna anche orientale, ma decisamente i materiali erano più morbidi. Sta di fatto che la nuova V-Strom 1000, piazzata in mezzo ad una delle sale non sfigurava, anzi, molti erano gli sguardi incuriositi degli avventori. La corporatura da endurona e la vita snella in controtendenza col mercato, parcheggiata su un bel parquet, tra arredamenti ricercanti, flûte, risate e luci soffuse le donavano un certo fascino... metallico.

A sentire i presenti, le persone che la osservavano e hanno provato a sedercisi sopra, la neo nata non mancherà di far discutere. Qualcuno è rimasto affascinato dalla lunga dotazione di serie e dalla componentistica di qualità per una cifra inferiore ai 13.000€, qualcuno storceva il naso per la scelta in controtendenza di Suzuki di abbassare cubatura e cavalleria, anche se gli uomini Suzuki presenti Promettevano grande corposità e schiena del rinnovatissimo bicilindrico a V, capace di erogare 101cv con la coppia massima a soli 4000 giri, da non far rimpiangere i nuovi bombardoni.



La filosofia di Suzuki degli ultimi anni si rinnova con questo ritorno, una ricetta in puro stile Hamamatsu, che ha cercato di proporre un mix che potremmo chiamare moto di sostanza, tutto al posto giusto senza strafare alla ricerca della buona moto al giusto prezzo, ma questa volta con uno sforzo progettuale davvero notevole. Qui la Promessa di Suzuki è grossa, forse giustificata, come raccontano i ragazzi di Suzuki Italia, dal lungo parto che ha portato a sviluppare una moto da zero non tralasciando nessun particolare, tecnico, ergonomico, ciclistico, fino alla maniacale costruzione di borse abbinate che non eccedessero l'ingombro in larghezza del manubrio.

In soldoni parliamo di nuovo telaio in alluminio, nuovo forcellone e nuovo mono pluriregolabile, nuova forcella rovesciata da 43, pinze ad attacco radiale, dischi anteriori da 310, ABS, controllo di trazione su 3 posizioni, motore che mantiene solo lo schema del vecchio per il resto è stato completamente riprogettato perdendo anche il mitico radiatore dell'olio, strumentazione talmente completa da prevedere il voltmetro, una lunga serie di accessori progettati insieme alla moto, con alcuni primati rispetto alla concorrenza in fatto di peso, consumi e autonomia.

 



A gennaio la vedremo nelle concessionarie e la potremo provare, per ora mi viene da pensare che con tutte le Promesse dei ragazzi Suzuki di una gran moto la dovremmo ribattezzare V-Strom P, P come promesse. Saprà mantenerle o ci deluderà? Intanto il modello esposto, la numero di telaio 35, come previsto da legge andrà... distrutta!!! Il destino dei primi 100 esemplari! Ragazzi, mi vien da piangere! Potrei aprire una onlus a favore dei primi 100 modelli, di qualsiasi marca o modello siano!

Buona movida milanese a tutti

 

Wolf

 

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