Categoria: Biker World

 

C’era una volta la val trebbia, il bracco, il muraglione. Già una volta. Ora non ci sono più. Niente allarmismi geologici, non ci sono più per il sottoscritto. Già le tra le strade più belle d’Italia da fare in moto e a me la voglia è passata…stretto nell’ansia di vedermi fiondare addosso un pilotone della domenica contro mano e la paura di farmi fermare da qualche pattuglia col dente avvelenato verso i motociclisti.


Verso TUTTI i motociclisti, secondo la legge italica di fare di tutta un’erba un fascio. Ed è questo che mi fa incazzare, e scusate il termine "provenzale". Mi fa incazzare il fatto che ci sia gente in moto (sottolineo gente in moto e non motociclisti) che su strada mette a repentaglio la propria sicurezza ma soprattutto quella altrui ballando sulle ceneri di un codice stradale dato alle fiamme per puro divertimento. E mi fa incazzare che per questi pochi (ma sono pochi davvero?) poi i tutori dell’ordine se la prendano con tutti sparando nel mucchio; quindi fermando anche chi, con moglie e bagaglio al seguito trotterella sereno in una strada stupenda; e inizia la caccia alle streghe per cui anche uno pneumatico al limite o una freccia after market  fanno scattare il ritiro del libretto; come se fossero questi i veri problemi; come se questa vessazione facesse cessare di colpo il pericolo che chi va davvero troppo forte porta sulle strade.

 

Non voglio fare l’ipocrita, chi non ha mai violato il codice scagli la prima pietra…strano non sento tonfi; ciò non giustifica però che la strada vada scambiata per una pista. ;a vogliamo veramente arrivare come in foresta nera??? dove le strade vengono vietate alle moto ogni santo fine settimana????
Vi voglio raccontare la mia ultima volta in val trebbia. Dovendo raggiungere degli amici a Genova, partendo da Milano e avendo tempo, mi sparo la mitica trebbia. Bagaglio montato, borsa a serbatoi con tanto di cartina in bella vista. Galoppando allegramente verso sud, credo all’altezza di Ottone o poco prima vengo fermato ad un posto di blocco. La moto viene scandagliata da cima a fondo, senza per mia fortuna trovare nulla di irregolare. Mi viene contestata eccessiva velocità. All’accusa ribatto che non è vero. La pattuglia poi non è dotata di autovelox. Il più anziano degli agenti guarda il bagaglio, guarda la cartina e mi chiede. “dove sta andando?”, rispondo un po’ innervosito “ a Genova e da li con amici verso la Francia”; il graduato ribatte “e perché passa di qui?”, “perché odio l’autostrada” rispondo io, e lui “ah… quindi è solo di passaggio”, rispondo con un si un po’ incerto perché non capisco cosa si intenda con “di passaggio”; l’agente guarda ancora la cartina, e mi dice “bel giro vada vada”. Me ne vado con la netta sensazione di essere stato salvato da una mappa stradale scala 1:300000; in senso opposto  4 SBK arrivano a fiamma, nemmeno il tempo di capire che modello fossero…forse ho capito, forse loro non sono di passaggio ma abitudinari della saponetta grattata su strada? 

Fatto sta che da li, ho deciso che in quella splendida valle, con sommo disappunto, non ci avrei messo più piede. E’ notizia recente che su passi come "La Calla" La forestale sta massacrando i motocilcisti a suon di verbali e che questi si stanno difendendo filmando il loro comportamento con le telecamere. E’ andare in moto questo o è una guerriglia???

Per quanto valga, dico che a correre bisogna andare in pista, ma anche chi ha il dovere di controllare dovrebbe farlo con più coscienza e non sparando nel mucchio. Mi rendo conto che le forze dell’ordine oggi più che mai svolgono un ruolo difficile, sottopagato e sottovalutato, per cui massimo rispetto per il cuore che ci mettono ma...

..quanti passi andranno ancora perduti? Quante valli dovremo abbandonare?

A volte nei bar si legge “per colpa di qualcuno non si fa credito a nessuno”; bel quel qualcuno, sempre anonimo e sempre impunito a me inizia a starmi sui maroni!!!!


Fagna

 

Per le immagini si ringrazia:

* reggionline.com
* redacon.it
* commons.wikimedia.org

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