Categoria: Turismo

…e sei li, con la tua cartina per decidere dove andare a scurvazzare un po’. Subito l’angioletto compare sulla spalla destra, suggerendo un giro tranquillo, magari al lago neh, un gelatino neh, un po’ di traffico neh, quel tanto che basta neh; curve poche neh che sennò poi ti viene il mal di schiena e domani c’è da lavorare neh; non tanti km mi raccomando che sennò poi ti stanchi neh….

 

…e sei li vorresti dar retta all’angioletto, ma la spalla sinistra ospita il classico diavoletto, grosso come una scimmia, pesante, talmente pesante da far scivolare subito il dito tra i titoli più blasonati della tua libreria; best sellers quali “le alpi in moto”,  “strade d’italia”, oppure “curve e sapori”.  La scimmia sale, così come l’eccitazione mentre l’indice sinistro segue quella linea sinuosa e per nulla rassicurante bordata di verde; la scimmia diventa urlatrice quando questa linea ne incrocia un’altra e un’altra ancora fino a formare “the perfect  tour”, il giro perfetto; scacci via a malo modo l’angioletto dalla spalla destra e in piena trance agonistica telefoni a tutti i pazzi che potrebbero venire con te, ma tanto lo sai, che comunque vada tu l’indomani sarai li col tuo diavolo pronto a partire; anzi hai già comprato il casco anche per lui, ovviamente rosso con le corna e il codino adesivi appiccicati sopra. Il Monginevro scivola via come un aperitivo leggero e la pittoresca Briancon, è sfiorata, come vista dal finestrino di un treno ad Alta Velocità;

l’obbiettivo vero, quello che tiene sveglia la scimmia è il Col du Galibier, forse uno dei passi con gli scorci più belli di sempre, la salita è stretta e priva di qualsivoglia protezione verso il vuoto, ma i paesaggi sono impagabili; il  diavoletto però si veste, la temperatura alla sommità cala e non di poco; per non prendere troppo freddo “scendiamo” subito verso il Galibier, altri paesaggi da cartolina, prima di affrontare la fondovalle che porta a Modane.

L’angioletto che zitto zitto si è aggregato alla gita torna a suggerire di rientrare in Italia; ma il suo sulfureo antagonista non ne vuole sapere, e tu ti fai convincere facile; non ci sono discussioni si “affronta” anche il Col de L’iseran e la splendida val d’Isere. E nel percorrere queste splendide strade scopri che di gente con la scimmia svasata peggio della tua c’è ne a quintali; come quei due inglesi a bordo di una Caterham, con tutti i bagagli legati su uno striminzito portapacchi e le tute antipioggia pronte  legate ai poggia testa; già perché la Caterham, non ha portiere, non ha finestrini….non ha tetto Risatona, insomma prendi tutte le intemperie come in moto, ma fai le code come in macchina… mah….


Le nubi scure e l’aria tesa sono il clima tipico del col du Petit San Bernard, ultima curvosa ed esaltate fatica di questo pazzo giro.


Scesi a Valle l’autostrada ci riporterà verso la magione e la ragione; il diavoletto deve essersi addormentato e l’ho perso da qualche parte in autostrada, credo all’altezza di Viverone;  L’angioletto è li, a tenermi un po’ sveglio, come sempre; e come sempre aveva ragione, sento già le spalle indolenzite così come il fondo schiena; ma per un giro così qualche dolorino ci può stare.


Un consiglio? Se potete fatelo in due giorni…così tanto per godersi di più luoghi, colori, sapori, curve e paesaggi? Come dite??? Si può può fare????  Parlate più forte, non riesco a sentirvi…è tornata la scimmia Urlatrice Risatona

 

Abbigliamento del Viaggio:

Fagna: Giacca Rev-It, Pantaloni Promo Jeans, Casco Caberg, Intimo e calze Sixs, Stivali TCX, Guanti Spidi, Paraschiena Spidi

La Cri: Giubbotto Spidi, Jeans Tucano Urbano, Stivali TCX, Guanti OJ, Intimo Sixs, Casco HJC, Paraschiena Spidi

 

Fagna

 

 

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