Categoria: Turismo


“Acqua simpatica”
A volte il tempo è tiranno, non si ha a disposizione che qualche ora e quindi spesso ci si rassegna a faccende domestiche o a un breve giretto.


Invece a volte un amico ti propone un’uscita “Culturale” di poche ore, giusto il tempo per tornare per pranzo e nel frattempo godersi un po’ di moto.
L’uscita è organizzata dal Moto Club Magenta, o meglio di un gruppo di amici di questo sodalizio, Presidente in testa, che hanno voglia di scoprire come funziona la gestione delle acque del nostro bel Ticino che poi da vita proprio in questa zona a Naviglio Grande e Canale Villoresi.



Il fatto che il responsabile della Traversa della Miorina sia un motociclista con all’attivo molti viaggi in tutto il mondo inseme alla simpatica moglie Cristina è ovviamente del tutto casuale.
Una dozzina di moto, qualche passeggero a percorrere velocemente le strade che portano verso Somma Lombardo e poi Golasecca.
Prima tappa per guardare, da lontano causa frana, la storica diga del bacino del Pan perduto realizzata all’inizio del secolo dall’ingegnere Eugenio Villoresi.
Da qui prende vita e forma il canale d’irrigazione Villoresi e il Canale Industriale che a servire le centrali di Vizzola, Tornavento, Turbigo Superiore e inferiore.
Si riprende la moto per proseguire costeggiando il Ticino per pochi chilometri fino alla Diga di Porto della Torre dove c’è anche l’omonima centrale ENEL.
Poco prima della diga si devia a destra su una stretta strada che costeggia il fiume, molto suggestiva a pelo acqua con una vegetazione ricca e un’infinità di uccelli acquatici di varie specie che rendono romantico il passeggio che porta verso lo sbarramento della Miorina che fa parte del Consorzio del Ticino.



Qui ci accoglie Paolo Vanoni uno dei tre superstiti addetti al funzionamento, nonché appunto il responsabile di questo sbarramento che è anche il primo che il fiume incontra dopo essere uscito dal lago Maggiore.
Ci spiega un po’ i concetti base della regolazione delle acque dei vari bacini che confluiscono nel Lago e poi di conseguenza nel Ticino.
Ci sorprende come un solo centimetro di differenza significhi un’infinità di metri cubi d’acqua.
La traversa, costruita tra il 1938 e il 1943, è larga 200 metri ed è costituita da 120 portine metalli tipo Chanoise, completamente abbattibili incernierate alla base e completamente abbattibili, manovrate dall’alto tramite due carri di manovra che ovviamente vedremo in funzione sotto la sapiente guida di Paolo.



Questo sistema, ormai l’unico in funzione poiché pur essendo molto preciso con una possibilità di regolazione molto fine, prevede numerosi interventi di manutenzione.
Oltre al funzionamento delle “Portine” e alla spiegazione degli interventi di manutenzione le nostre menti si riempiono di dati e di informazioni che spesso vengono sottovalutate o sottostimate pensando che in fondo è solo questione di regolare l’acqua come un rubinetto.
In sostanza è questo, ma tutto questo avviene nella centrale di Milano dove arrivano le informazioni di tutte centraline sparse per il lago e gli invasi artificiali di cui il territorio è ricco con la difficoltà che l’abbondanza delle precipitazioni in questa regione tra le più piovose d’Italia crea.
La visita si conclude con un giro nella storica officina di riparazione e in un piccolo “Museo” dove addirittura ci viene offerto un rinfresco.



Alle 12,30 sono già sulla strada di casa, ma volendo e potendo basta continuare a costeggiare il Ticino lungo la strada per arrivare a Sesto Calende e quindi perdersi nelle bellezze del Lago che divide Lombardia da Piemonte.
Anche se non riuscite a visitare la Miorina il tragitto si presta per una piacevole passeggiata, magari con una moto tranquilla e datata per immergersi in pieno nell’atmosfera di questi luoghi e poi via verso il lago.
Una volta tanto acqua e Moto sono andate d’accordo.

Per informazioni e curiosità potete curiosare sul sito del Consorzio del Ticino

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