Nel mio immaginario di bimbo solo il sentirla nominare incuteva un certo timore, per non dire vera a propria paura. Chissà cosa poteva nascondere nei suo oscuri meandri…elfi? Streghe? creature malefiche? Curve e asfalto da sogno???? E no..aspetta un attimo, frena, quest’ultima parte è interessante per il bimbo un po’ cresciuto che c’è in me;
orsù dunque, perché non farci una capatina? Certo non è proprio dietro l’angolo, ma Friburgo in Brisigovia, punto di start del nostro mino tour, dista si e no 4 ore a da Milano. Altra occasione di viaggio ghiotta potrebbe quella di fare dentro/fuori tra Francia (Alsazia) e Germania. Insomma una scusa trovatela voi..purchè la troviate.
Primissima notizia fondamentale. Occhio, ad informarsi bene sulle strade che vorreste percorrere. Molti tracciati la domenica (ma non posso escludere per l’intero we) sono letteralmente vietati alle moto con tanto di cartelli inequivocabili. E credetemi in Germania far finta di non conoscere la lingua a poco serve. Considero questi divieti e queste discriminazioni aberranti e insulse, ma mi bastano pochi km per incrociare appena fuori Friburgo, tre “pilotoni” locali che escono da una curva veloce, ginocchio a terra (e non sto scherzando) invadendo abbondantemente la mia corsia. Ok la strada e bellissima, l’asfalto anche, ma come sempre a questo punto, per colpa di pochi ci smeniamo tutti. E non ditemi, per favore, che quelli sono Motociclisti.
Chiusa la parentesi polemica, e passato lo spavento per la leggera invasione di campo, ci godiamo la strada, capendo subito il perché del nome; quando l’occhio può spaziare sui panorami di valle o di mezza costa, l’insieme delle conifere è così compatto e denso, che gli alberi non sembrano più verdi; o meglio lo sono di un verde talmente intenso da sembrare appunto nero. E quando ti trovi proprio al centro del bosco, la luce filtra con difficoltà, tanto da farti sembrare superflui gli occhiali da sole.
E lo sguardo corre, tra mille tronchi, senza scorgerne mai la fine. E la guida si trasforma in emozione. Le strade minori perfette, sono pressoché deserte, cosa che non si può altrettanto dire di quelle di fondovalle, dove il traffico dei giorni lavorativi, camion intesta, può a volte essere noioso. Meglio lasciarle il prima possibile per tornare a nascondersi tra alberi magnifici, alcune volte secolari. Notiamo come la foresta sia una fonte incredibile di legna da costruzione e da ardere, ma sfruttata in modo oculato, con una adeguata messa a dimora di nuove giovani piante laddove ne sono state tagliate altre, a dimostrazione del fatto che uno sfruttamento intelligente e possibile.
Il lago di Titisee. Ci accoglie per il pranzo, in uno scintillio di colori delle vele che lo solcano. Guardo le vele e penso che sia anche quello un simbolo di libertà, di passione, immersi nell’unico rumore del vento; chiudo il pensiero in maniera meno poetica, che si il rumore del vento è bello, solo se lo senti su un casco, con un comando del gas nella mano destra, altro che vele…un romanticone eh?
Il nostro viaggio continua la nostra meta è Baden-Baden che raggiungiamo nel tardo pomeriggio e che apprezziamo a cena con le prime luci della sera. Siamo di corsa come sempre, la Black Forest è stata una tappa di trasferimento verso altri orizzonti, ma adesso che sappiamo cosa contiene andrebbe esplorata mooolto meglio.
Suggerimenti:
*Evitare i week end, meglio programmare il viaggio nei giorni in settimana
*Friburgo in Brisigovia merita una visita, il centro storico è davvero carino
*Baden-Baden è una località termale, meriterebbe una sosta adeguata per godersi le terme.
*Le strade di fondovalle sono davvero trafficate, a volte sorpassare un mezzo pesante può essere un’impresa non fatevi prendere dal nervoso.
*Suggeriamo i mesi estivi per l’esplorazione, tenete conto che siamo più a nord di un bel po’.
*Rallentare, fermarsi se serve, per respirare la magia della natura.
Dove abbiamo dormito:
Gasthaus LINDE, Yburgstrasse n. 79 - Steinbach. A pochi km da Baden-Baden, questa confortevole Gasthaus offre ampie camere pulite ecomode. Fanno anche da ristorante e la colazione è davvero ricca. I proprietari sono un po' "asciutti" e di poche parole, ma uno dei figli parla un inglese davvero perfetto ed è un motociclista che non guasta mai.

Abbigliamento del viaggio:
*Fagna: Giacca Rev,It outback, Jeans Promo, Casco Arai, Stivali TCX AirTech, Guanti Spidi, Intimo Sixs
*Cri: Giacca OJ, Casco HJC, Stivali TCX T-lily, Guanti OJ, Jeans Promo
Fagna

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