Ciclista ti voglio parlare
Categoria: trafiletti

Due ruote come le nostre, un equilibrio instabile e la sfida perenne alle intemperie.


Stessa voglia di libertà e stessi rischi sulla strada da utenti fragili nella giungla d’asfalto.
Certo le differenze sono tante, ma non la passione che entrambe le categorie infondono nella propria cultura, ma in comune sia in moto sia in bici c’è quella percentuale di imbecillità che regna probabilmente in ogni ambito umano e che, con il passare degli anni diventa sempre maggiore alimentata dall’egoismo e dalla maleducazione.

So perfettamente che noi motociclisti non siamo dei santi e che tra noi i suddetti imbecilli, per non usare eufemismi più diretti, ce ne sono molti, ma è bastato un weekend sulle Alpi per inanellare una compilation di comportamenti di pedalatori che, oltre ad essere fastidiosi per il resto dell’utenza stradale, diventano un vero pericolo per gli stessi ciclisti che in questi casi non avevano nessuna giustificazione.

Si parte bene con quelle belle gallerie poco illuminate della vicina Francia dove l’intrepido ciclista, privo di ogni possibile elemento di visibilità, figuriamoci luci, rischia di diventare parte integrante dell’asfalto.
Comprale due luci su Temu o altri siti del genere, cosa vuoi che siano pochi euro di fronte alle migliaia del valore della bici che cavalchi e quei 50 grammi di peso in più sicuramente non penalizzeranno la tua prestazione.

Certo sfidare i passi a colpi di pedale è molti fisico e salutistico, questi hanno tutta la mia stima per la costanza e la voglia di faticare, ma nessuna invidia, certo che se nelle ripide salite, magari su carreggiate strette si viaggia affiancati creando code infinite forse il rischio che qualcuno perda la pazienza diventa elevato, non giustificato sia ben chiaro, ma in un mondo sempre più violento io, caro ciclista non rischierei.

Quando la stanchezza diventa proporzionale alla pendenza cerca di tenere la tua linea, se ondeggi a destra e sinistra improvvisamente chi ti segue magari ti centra…meglio fermarsi.

Quando poi la cima è raggiunta la discesa è un piacere, ho visto pedalatori superare abbondantemente i 70 km/h e non è un problema di velox, però se tagli la curva la possibilità che ci sia alla peggio un pullman, basta anche solo un’auto che sale per fare l’effetto moscerino e se in quel caso la peggio ce l’hai tu ricorda che se centri un motociclista metti in pericolo anche lui, innocente. 

Quindi caro ciclista, ti comprendo visto che in qualche caso gli stessi errori li facciamo anche in moto, ma visto che tanto sbandieri, e sbandieriamo, la nostra vulnerabilità che spesso viene messa alla prova non per colpa nostra, non aiutiamo la malasorte.

Pensaci un po’ ciclista, ma pensiamoci un pò anche noi, perché, purtroppo… è un attimo!

Flavio Flap Carato firma

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