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Il Piacere della guida sciolta
Categoria: trafiletti

Quella guida fluida, leggera, dove il corpo del pilota segue senza sforzi la danza della moto.


Tutto sembra semplice, naturale, le ruote seguono la traiettoria pensata senza nessuna correzione, nel lato più destro della strada in totale sicurezza, i cambi di direzione si susseguono in un movimento unico ondeggiante senza bisogno di frenare, la velocità è quella giusta, né troppo lenta da annoiare né eccessiva da essere pericolosa, semplicemente giusta!

Lo sguardo proteso alla curva successiva lasciando correre la moto in quella traiettoria ideale, quella che abbiamo in testa e che la nostra moto segue come per incanto, quasi ci leggesse nel pensiero.
Il peso del corpo che si sposta fluido seguendo l’inclinazione della moto e la manopola del gas che ruota quel poco per mantenere costante quella piccola magia che sta avvenendo.
La velocità che aumenta e diminuisce con cambiate precise senza che la moto perda la sua spinta e con frenate che assecondano le esigenze della strada e del pensiero.
Si pensa solo a guidare, e ci si ritrova in uno stato di grazia dove il piacere di essere a bordo di una moto, o meglio essere un tutt’uno con essa diventa totale.

Già, capitano momenti così, magari giornate, magari solo tratti di strada che particolarmente si adattano alla nostra voglia del momento, ma non è sempre così, è davvero una sensazione di cui ci si accorge solo nel momento in cui succede.

Probabilmente i Piloti veri, i motociclisti capaci e quelli meno sensibili o meno coscienti non ci fanno nemmeno caso, per loro è sempre una guida sciolta, sempre ottimale, sempre precisa e sicura.
Io però faccio parte di quei motociclisti normali, quelli che guidano magari un po’ così e così, che sentono la tensione del momento, che si rendono conto che a volte non gira come si vorrebbe, la curva si stringe troppo o la si allarga, si frena troppo o si sbaglia marcia, insomma non sempre riusciamo a rendere tutto istintivo e naturale.

Qualche volta veniamo presi dall’ansia di prestazione per quella Go-Pro accesa per dimostrare chissà cosa, o per l’amico che ci segue a ci “cura”, o quello davanti che non vogliamo mollare… qualche volta persino il passeggero con cui vogliamo fare bella figura; ecco che guidiamo meno fluidi, tesi, poco lineari, con fatica, ce ne accorgiamo ma ormai siamo nel mood sbagliato, e fingiamo, che vada bene così con gli altri e con noi stessi.

Poi c’è quella mattina, ad esempio, dove soli senza testimoni, se non la nostra memoria, ci accorgiamo di guidare bene, ci rendiamo conto che è il modo giusto, è arrivato così, lo sappiamo e ci godiamo la guida sciolta, quella perfetta per noi, allora è Piacere!

Foto di Roberto Serati

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