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Lunedì, Lun Set 2020

Alla faccia del Covid19

Abbiamo imparato a conoscerlo questo Covid19, o meglio abbiamo imparato a conviverci seguendo le indicazioni che gli “esperti” ci davano via via in un susseguirsi di regole e decreti, anche se a volte incomprensibili, in alcuni casi illogici, comunque da seguire per cercare, soprattutto, di sopravvivere.


Un lockdown pesante economicamente e psicologicamente che si è trasformato in un altrettanto assurdo liberi tutti, o perlomeno per molti è diventato così, appena le maglie si sono allargate.
Divieti, mascherine, gel e limitazioni in cui diventava complicata ogni minima operazione e/o spostamento, eppure piano piano la gente ha ricominciato a muoversi e a viaggiare.
L’abbiamo sperimentato uscendo dalla nostra tartassata Lombardia per un breve itinerario attorno al lago di Garda toccando sia il Veneto sia il Trentino.
In effetti viaggiando in moto a parte l’uso della mascherina nelle soste e nei rifornimenti poco cambia, anche in termini di traffico che in questo caldo Agosto abbiamo trovato simile al passato, soprattutto vicino alle città e ai luoghi di villeggiatura, alla faccia del Covid19, probabilmente la voglia di evadere era talmente tanta che pochi hanno rinunciato alle vacanze.
Altrettanto vero che sulle sponde gardesane la lingua meno parlata era sicuramente l’italiano in un intreccio di lingue, soprattutto tedesche e dell’est, segno che le frontiere si sono aperte insieme al calare della paura dando così un po’ di respiro all’economia del turismo che prova a salvare una stagione iniziata con molto ritardo e sicuramente meno proficua anche della peggiore stagione del passato.
Eppure abbiamo trovato i negozianti, gli albergatori e i ristoratori preparati, pronti e attenti alle regole anti Coronavirus, sia nel rispetto sia nel farle rispettare, increduli dei risultati che solo qualche mese fa erano insperati e che seppur sotto tono permettono di sopravvivere.
Un’attenzione che invece, alla faccia del Covid19 non abbiamo visto nel distanziamento sociale all’aperto e sulle spiagge del lago dove la mascherina, seppur non obbligatoria all’aperto, di fatto era una vera rarità.
Attenzione e disattenzione in un continuo alternarsi di situazioni che forse per noi motociclisti diventano minori con il casco indossato e il distanziamento che la stessa moto implica.
Moto che abbiamo incontrato e incrociato numerose sulle strade costiere del Garda, anche qui molte le targhe straniere, in questa Estate che è nel suo pieno, alla faccia del Covid19.

Flap