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Volare oh oh
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Un colpo di gas e il grosso mezzo scatta prepotentemente in avanti una progressione intensa, forte e vigorosa che gli fa prendere rapidamente velocità.
La spinta mi inchioda al sedile finché le ruote dolcemente si sollevano dall'asfalto.


In un attimo la terra sembra lontana, le case e le strade diventano sempre più piccole come in un plastico su cui muovere macchinine in giochi da bimbo.
Il panorama scorre veloce sotto di noi con quel lungo riferimento che è l'ala della aereo a darci la sensazione di sicurezza.
Le nostre campagne verdi e marroni, le risaie che brillano sotto il sole di primavera e poi in un attimo le montagne ancora imbiancate di neve.
Il confine geografico con la Francia di cui in pochi minuti compaiono le coste frastagliate dell'azzurra Riviera.
Poi solo il blu del mediterraneo solcato da qualche nave che lascia la sua bianca scia.
Noi vediamo la loro, mentre, probabilmente, la nostra appare a terra al loro sguardo all'insù.
La costa Spagnola compare all'improvviso, giocando a nascondino tra bianche nuvole rade, lasciando scorrere poi la terra dei toreri e di Don Chisciotte fino al confine con il Portogallo.
Il grosso uccello d'acciaio scende lentamente verso Lisbona toccando terra dolcemente nella chiusura di questo volo.
Un piccolo viaggio fatto di immagini che scorrono nel piccolo oblò alla mia sinistra.
Un viaggio impotente da gustare solo con gli occhi, ma necessario per raggiungere velocemente quei luoghi dove gli stessi occhi dovranno scrutare la strada davanti a me finalmente con i mano un manubrio a condurre due ruote a motore.

Flap