Were are you going?
Yes!
C’è poco da ridere, questa è una scena di vita vissuta, alla frontiera Finlandese qualche anno fa, dove solo l’intervento della figlia ha salvato un cinquantenne nel panico totale da incomprensione linguistica.
Lo ammetto, non sono portato per le lingue, nonostante gli innumerevoli anni scolastici, medie, superiori e Università compresa, il mio inglese è veramente scarso.
Sarà la qualità della scuola Italiana ma probabilmente davvero la mia poca predisposizione mi porta a comprendere poco e a sputare, più che masticare la lingua Anglosassone.

Se poi ci mettiamo la pigrizia e la scarsa voglia di applicarmi nello sviluppo delle mie capacità poliglotte ben si comprende la situazione sopra illustrata.
Eppure mi arrangio e nel mio piccolo riesco a comunicare, farmi capire e vagamente comprendere la lingua tra le più diffuse nel mondo e grazie all’intramontabile e universale linguaggio dei gesti un po’ di Europa mi ha visto percorrere le sue strade.
Ora si riparte, si va verso la patria della Lingua Inglese, quel Regno Unito che tanto unito non è se non nell’idioma con cui si esprime.
In quella Scozia dove la parlata si fa più stretta e difficile ma in fondo per me cambia poco, parlerò con i gesti, cercherò di esprimere al meglio il mio maccheronico Inglese confidando nella comprensione dei locali e nell’aiuto dei miei compagni di viaggio.
Del resto il viaggio è anche questo.
Yes!
Flap