Categoria: Sport

Quanto è passato 6 mesi? Un anno? 2 anni? Orca ragazzi sono già in crisi di astinenza da gare, sono dovuto correre in un negozio a comprare un paio di modellini e adesso ci sto giocando sulla scrivania... faccio broom broom con la bocca!


La MotoGP che verrà, o più che altro la domanda riguarda la MotoGP che sarà, perchè dopo diversi cambi di sella, alcune pedine vanno a posto ed altre vanno in frantumi. Non ci soffermiamo per più di due parole sul Sic, che ha lasciato un grande vuoto dentro e fuori la pista, ma vediamo un attimo di capire cosa succede, o cosa è successo, nelle ultime settimane riguardo a cambi di regolamento e di budget.  


La crisi

La crisi economica globale, e specialmente quella del vecchio continente, ha costretto la Dorna ad un brusca frenata. Eh già, se inizialmente la dispendiosa corte reale pensava a qualche piccolo smagrimento, ora si trova letteralmente con le pezze al c@@o! Brutto da dire, ma le ultime uscite del patron Carlo Ezpeleta, sulla insostenibilità dei costi, la dicono tutta. Non che se ne sia reso conto per perspicacia, ma dopo la cura dimagrante di Honda, con solo 4 moto in griglia contro le 6 del 2011, e dopo il forfait di Suzuki, il ragazzo deve aver percepito aria di tempesta.

 


Cambio di regolamento

Arrivano le CRT, o per esteso Claiming Rule Teams, ovvero una serie di team che adottando delle moto ibride prototipo/produzione, potranno usufruire di regole speciali. Le moto "teoricamente" non potrebbero essere delle derivate di serie, ma torneremo su questo punto, dovono adottare un motore 1000cc derivato dalla produzione, mentre il resto (telaio, forcelle, elettronica) devono essere specificamente sviluppate per le corse. In cambio la moto può avere più benzina a bordo, più motori a disposizione durante l'anno, meno limitazioni sui pneumatici, meno restrizioni sul peso. In questo modo si dovrebbe recuperare competitività, ma ad ora i risultati in pista non hanno dato ragione.


Punti deboli

Il punto debole principale dovrebbe essere il motore, un motore ed un elettronica molto costosi sviluppati per i prototipi dovrebbero essere superiori, però non tutti sanno che un punto del regolamento prevede delle limitazioni per alesaggio e corsa dei motori prototipi, mentre quelli derivati dalla serie ormai sono quasi tutti superquadro. Il tutto si traduce in più potenza a regimi di rotazione più alti, anche se si alza il consumo. Di qui anche la decisione di far imbarcare più benzina alle CRT.
Un altro punto debole è la qualità dei piloti. Se 3 CRT in pista potranno vantare piloti del calibro di Edwards, De Puniet e Espargaró, altri team si avvarranno di piloti che non provengono da nessuna delle migliori categorie (WSBK/MotoGP) o che comunque non hanno ben figurato in altri campionati minori (Moto2/Superstock). Se questi piloti non sapranno spremere fino in fondo le nuove CRT, c'è il rischio che le stesse moto vengano bollate come intralcio in pista.


La zona neutrale

No non è un puntata di Star Trek, niente romulani o klingon, ma ci doveva essere una zona di separazione tra MotoGP e WSBK, che a dire il vero la Dorna ha sempre fatto capire di non gradire per i suoi interessi. Il regolamento FIM parla chiaro, le moto derivate di serie sono ad appannaggio esclusivo del mondiale WSBK, e in effetti il regolamento CRT aveva trovato la scappatoia nell'acquisire i soli motori derivate dalla serie. Se a pensar male quasi sempre ci si azzecca, qualche cosa che non va c'è. Il team Gresini ha deciso di farsi preparare i motori e l'elettronica per la sua CRT dal team Ten Kate, referente ufficiale Honda in WSBK, la quale ovviamente utilizzerà il suo know-how delle derivate, mentre il team Aspar ha scelto come partner Aprilia e il suo motore 4 cilindri a V, anche se attualmente non ha ancora deciso se utilizzarà anche il telaio. Praticamente una RSV4 intera.
Diciamolo, la zona neutrale è stata violata. La flotta dovrebbe accorrere. E perchè non accorre? Semplice, la Infront Motor Sport, che detiene i diritti e la proprietà del campionato mondiale delle derivate di serie, è stata acquisita dallo stesso fondo che possiede la Dorna. E' come se i romulani avessero comprato la flotta astrale! Pazzesco!


Il futuro

Direi nebuloso, confuso, con dichiarazioni poco sensate. Le uniche 2 direzioni possono essere risparmio e caccia ai soldi. Per il primo capitolo Carlo Ezpeleta parla di una MotoGP fatta solo di CRT, unica via per avere un campionato meno costoso. Ma gli fanno eco alcune case e piloti che si dicono non interessate. Per una Ducati che non ha 4 cilindri da mettere in pista, ci sarbbero però una Suzuki e una Kawasaki forse disposte ad rientrare se a costi minori, e qualche new entry da rubare alla WSBK come Bmw e Aprilia.
Per il capitolo soldi potremmo vedere l'abbandono di un secolo di storia delle corse. Il vecchio continente non produce più soldi, mentre i mercati emergenti ne hanno davvero tanti e attraggono il grasso e opulento mondo della MotoGP. Argentina, Brasile, Russia, India e altri paesi dell'estremo oriente bussano, mentre i numerosi (forse troppo) GP spagnoli scricchiolano.


Tiriamo le somme? Forse sarebbe giusta la battuta di quel famoso comico "non lo so, ma i fatti mi cosano", e in effetti l'importante e che mi sia un po' sfogato.

Wolf

 

Back To Top