Categoria: Sport

Una prestazione sensazionale di Jorge Lorenzo, che dal primo giro impone un ritmo che giro dopo giro finisce per schiantare il duo Honda. Dietro di lui solo le cadute illustri fanno più notizia, intanto il campionato comincia a girare in direzione del duo di spagnoli veterani.

 

Di sicuro il clamore più grande non verrà tanto dalla prestazione tanto imperiosa di Jorge Lorenzo da farlo sembrare un macigno contro cui l'acqua si infrange, ma la polemica e gli strascichi sulla caduta che ha coinvolto Valentino Rossi.

Ma andiamo per ordine. I fatti salienti della gara sono tre, non più di quelli e comunque tutti importanti.

Il primo, Jorge Lorenzo è stato talmente consistente da sopperire al gap Yamaha. Passa alla prima curva Pedrosa leggermente lungo, resiste per 13 lunghi giri ai tentativi di Dani mettendo insieme un numero impressionante di giri sul 48 basso, fino a quando i cavalli della Honda cominciano a schiumare, poi all'improvviso schiantano e Jorge, che a dispetto delle difficoltà che racconta continua a mettere insieme giri con lo stesso ritmo, prende il largo.

 

 

Dietro di lui Pedrosa diventa preda di un Marquez arrembante, che nemmeno le 3 cadute collezionate nel week end hanno fiaccato, e che non si fa remore a sfruttare un indecisione di Dani per passarlo. Ma evidentemente Pedrosa aveva meglio interpretato le condizioni di grip delle gomme, Marquez finisce nella ghiaia, e termina con 4 cadute il week end italiano.

Il secondo tema è proprio quello delle cadute illustri, che hanno fortemente caratterizzato il pedio finale, con l'avventata caduta di Marquez, che passato Pedrosa ha cercato di allungare, forse sentendo poco le reali condizioni di tenuta delle gomme, e richiando molto come è suo solito. Qualcuno gridava al miracolo vedendo il gioane pilota affrontare il sabato con prudenza dopo le prime cadute, pensando che di colpo Marc fosse maturato, ma era solo un abbaglio.

 



Alvaro Bautista non ci sta. E' anche un po' arrabbiato nel dopo gara quando il giornalista accenna scherzosamente ad un "hai buttato giù Valentino al Mugello". Risponde "io non ho buttato giù nessuno". Nonostante le immagini in direzione gara che gli hanno mostrato che Valentino era avanti, nonostante fosse stato chiuso bonariamente come incidente di gara, il pilota spagnolo sembrava ancora dell'idea che l'incidente fosse colpa di Rossi, immagini o non immagini. Sta di fatto che da molti Rossi era accreditato per una gara da protagonista, noi non lo sappiamo, con i se e i ma non si fa la relatà, e la realtà è stata la gara del Mugello senza uno dei protagonisti. Alvaro recidivo?

 



Terzo elemento è quel Cal Crutchlow che continua a essere molto consistente, e se vogliamo una spina nel fianco della Yamaha, anche se sembra paradossale. Dietro i i primi 4 top rider, fuori gara il Dovi alle prese con una GP13 di cui racconta gli stessi difetti già esposti dal suo predecessore, Cal arriva di nuovo sul podio, sul terzo gradino. Qualcuno potrebbe dire graziato dalla caduta di Marc Marquez, ma la verità è che tutto ciò che succede in pista fa parte della gara, e Cal si è meritato la terza piazza.

 

 

Questo talento britannico rischia di essere estromesso da una squadra che ha bisogno di soldi, ma che avrebbe bisogno anche di stare davanti, e non lo può certo fare con i piloti che sembra volersi portare a casa. Se la Yamaha punta i piedi per Pol Espargaro, speriamo che la Monster li punti per avere un pilota che faccia stare il suo marchio costantemente nelle inquadrature.

Comunque questa è una conferma che fuori le 6 moto ufficiali, i team satelliti vengono considerate solo come segnaposto in griglia dalle case.

 



Capitolo a sè fa la Ducati, con un ottimo 5° posto portato a casa dal Dovi, che riesce a rimanere incollato alla Honda di Btadl. Soffre ancora troppo in gara questa Ducati, veloce col Dovi sul giro secco, non si può nemmeno più dire che deteriora le gomme troppo in fretta, visto che la GP13 numero 4 è stata fagocitata presto dal gruppo. Completano un bel trenino Nicky Hayden, 6°, e un sorprendente Michele Pirro 7°.

 



Le conclusioni sono che Dani Pedrosa e Jorge Lorenzo si staccano leggermente dal gruppo. Marc in virtù della caduta perde molto, mentre i due maestri fanno strada. Una battaglia per il titolo che i 2 piccoli piloti spagnoli sembra vogliano far diventare gigante. Ma le gare sono ancora molte, e se anche molto consistenti, non tenere d'occhio il giovane puledro potrebbe essere uno sbaglio.

Prossimo appuntamento con la Superbike a Portimao settimana prossima.

Wolf

 


Classifica gara:
1. Jorge Lorenzo - Yamaha
2. Dani Pedrosa - Honda
3. Cal Crutchlow - Yamaha Tech3
4. Stafan Bradl - Honda LCR
5. Andrea Dovizioso - Ducati
6. Nicky Hayden - Ducati
7. Michele Pirro - Ducati
8. Aleix Espargaro - Aspar ART
9. Bradley Smith - Yamaha Tech3
10. Hector Barbera - FTR Avintia Blusens
11. Randy De Puniet - Aspar ART
12. Danilo Petrucci - Ioda Suter Came
13. Andrea Iannone - Ducati Pramac
14. Colin Edwards - FTR Kawasaki NGM
15. Karel Abraham - ART Cardion AB
16. Yonny Hernandez - ART Paul Bird Motorsport
17. Michael Laverty - PBM Paul Bird Motorsport
18. Bryan Staring - FTR-Honda Gresini
19. Lukas Pesek - Ioda Suter Came

 


Classifica piloti:
1. Dani Pedrosa 103
2. Jorge Lorenzo 91
3. Marc Marquez 77
4. Cal Crutchlow 71
5. Andrea Dovizioso 50
6. Valentino Rossi 47
7. Nicky Hayden 45
8. Alvaro Bautista 38
9. Stefan Bradl 30
10. Aleix Espargaro 28
11. Bradley Smith 24
12. Michele Pirro 22
13. Andrea Iannone 21
14. Hector Barbera 13
15. Randy De Puniet 11

 

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