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Venerdì, Ven Lug 2020

Andrea Iannone

Andrea Iannone protagonista delle cronache giudiziarie sportive e della bella vita mondana. Il pilota di Vasto è spesso fotografato con alcune delle più avvenenti e procaci donne della cronaca rosa italiana. Buon per lui aggiungiamo noi.

Sul versante sportivo però le cose non gli vanno così bene, il pilota Aprilia rischia di saltare il campionato MotoGP 2020 e anche parte del 2021 ammesso che qualcuno gli tenga una sella libera. Dopo la sentenza di squalifica di 18 mesi da parte del tribunale della FIM, che lo ha dichiarato innocente dalla volontarietà dell'assunzione di steroidi e che ha equiparato l'assunzione accidentale da cibo contaminato ad un'assunzione volontaria, a Iannone non resta altro che attendere che il Tribunale per l'Arbitrato Sportivo si pronunci sul suo ricorso.

Sue cose sono evidenti da questa sentenza. Il primo è che la sentenza del TAS, se anche fosse positiva per Andrea, potrebbe arrivare dopo l'inizio del campionato previsto per metà luglio. La seconda che in qualche modo la vita mondana di Andrea Iannone non è vista molto bene dal mondo sportivo, visto che l'accusa durante il processo ha citato i servizi fotografici dove il pilota mostrava il fisico con una muscolatura che poteva far pensare a qualche aiuto.

Intanto Aprilia continua a tenere in caldo Bradley Smith per poter partire regolarmente con la prima data di campionato a Jerez e guarda al futuro, dove con c una RS-GP tutta nuova da sviluppare, l'apporto di un pilota di buon livello è indispensabile e sonda il mercato movimentato in questa fase di lock down da Honda e Ducati. Il nostro augurio per Andrea è ovviamente che riscatti il suo nome, non vorremmo vedere altri casi come quello di Alex Schwazer, e ci si domanda se in effetti nel caso in cui un tribunale sportivo intacchi la carriera di uno sportivo in maniera non corretta, causandone un minor guadagno se non una interruzione della stessa, se non debba intervenire la giustizia ordinaria per un risarcimento commisurato.

Qualcuno suggerisce che ciò che accade nello sport deve rimanere nello sport, ma i soldi e le vite che alimentano quel mondo, sono quelli delle persone reali.

Michele Rubin

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