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POZZIS, SAMARCANDA
Categoria: Letture su due ruote

Cosa può unire un ex pilota di settantatreenne anni e un giovane regista di ventidue che non ha mai guidato una moto?


Apparentemente nulla, anzi forse è così, ma il bello della vita è che ci mette davanti ad esperienze che si sviluppano mentre la stessa scorre, esattamente come un viaggio.

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L’idea è realizzare un docufilm sul viaggio di Cocco (Alfeo Carnelutti) ex-pilota di speedway ritiratosi dopo un grave incidente che gli ha “regalato” affetto dal morbo di Crohn.  Cocco, l'unico abitante di Pozzis, un piccolo paese sulle montagne friulane si riempie di motociclisti per il Cocco Meeting che si svolge ogni settembre. Un’esistenza travagliata, ha trascorso anche otto anni in carcere con l'accusa di omicidio, dove la moto è sempre stata presente diventando parte della sua vita.
Il regista è Stefano GIacomuzzi, 22 anni, che per la prima volta si trova dalla parte opposta della macchina da presa.

Destinazione Samarcanda con Cocco a bordo del suo “Ferrovecchio”, un’Harley Davidson del 1939, e la piccola che lo segue con un furgone.

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Un viaggio che si sviluppa andando, così come il film, dove il risultato non è per nulla scontato per entrambi, basterebbe poco per rendere vano il progetto e gli imprevisti sono tanti e di fatto reali, ma per fortuna con quello spirito positivo che anima l’anima di Cocco, che passa inevitabilmente in Stefano, permettono di proseguire un viaggio che si conclude nella piazza di Samarcanda dopo 8022.

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Ecco però che il film che voleva raccontare Cocco diventa qualcosa di più diventa la storia di un rapporto tra due mondi, due generazioni che attraverso una scusa, la meta, Samarcanda, inseguono la voglia di un viaggio il primo, la realizzazione del film il secondo.

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Entrambe le motivazioni diventeranno secondarie attraverso lo sviluppo della strada, “Vivo o morto io devo arrivarci”, Cocco non sarà più l’unico protagonista, lo è insieme a Stefano in un racconto alla pari, intimo, quasi privato in quello stretto dialetto friulano che necessita di sottotitoli.
La storia di un’amicizia vera costruita lungo la strada con una sensibilità estrema dove anche i molti “Vai a cagare” di Cocco a Stefano hanno il sapore di un affetto e di dolcezza.

Stefano prova durante il film a scavare nell’intimo di Cocco con una raffinata discrezione che però Cocco non vuole dichiarare nel film, lo farà a telecamere spente, lasciando fuori lo spettatore da questo segreto che Stefano custodisce con il profondo vincolo del rispetto e dell’amicizia.

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Pozzis è un punto di partenza, Samarcanda la meta, ma tutto sta nel mezzo ed è davvero tanto in uno scorrere di immagini suggestive con un’ottima fotografia e tagli veloci e primi piani che mettono in risalto la spontaneità dei gesti e dei dialoghi. Coinvolgenti i tratti on the road di quella improbabile Harley con il suo pilota altrettanto fuori tempo nel suo romantico essere. A tratti lento, ma coinvolgente e capace di emozionare.

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Il film è stato proiettato presso il Cinema Nuovo di Varese grazie all’intervento di Varese Terra di Moto ed inserito nella rassegna “Un posto nel mondo”. La presenza del Regista Stefano Giacomuzzi, a disposizione per le domande, che insieme a Gianmario Volpi e Annalisa Mentasti hanno coinvolto gli oltre 160 spettatori in un interessante dopo proiezione. Se l’avete perso verrà replicato lunedì 28 2022 alle ore 20,30 nello stesso cinema.

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Il film ha già ottenuto alcuni riconoscimenti, tra cui: miglior lungometraggio all'Edera Film Festival e miglior documentario all'International Motor Film Awards di Londra.

LA MOTO

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"É un Harley-Davidson del 1939, un Flathead UH a valvole laterali. Non ha niente di originale. Solo il motore. Il resto l’ho fatto io: ho costruito il telaio e messo un cambio Triumph con la cinghia. É un 1200 cc, una moto rara. Il motore è come quello di una falciatrice: funziona sempre, ma devi conoscerla. Se la conosci è un gioiello, ma se non l’hai mai usata non fai nemmeno venti chilometri! Andare a Samarcanda con una moto così è da pazzi. É rigida! Le mani ti diventano due pezzi di legno per le vibrazioni. Se prendi una buca sbandi e lei va dove vuole. Essere in sella a una moto vecchia è come cavalcare un cavallo: devi parlargli. Io le parlo, ci diamo forza a vicenda.
In due facciamo centocinquant’anni, ma quando sono in sella mi sento un ragazzino. Io e lei siamo una cosa sola. Senza di lei preferisco morire, non riesco"
                                                                                                                                                                                                                           Alfeo “Cocco” Carnelutti

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instagram e fb @pozzissamarcanda
Sul sito rodaggiofilm.com c’è la possibilità di acquistare il DVD o noleggiare il film

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