“Toro Scatenato”
Grossa, pesante e cattiva come un Toro, tre cilindri, 2300cc, potenza impressionante, queste sono le caratteristiche di questa Triumph Rocket III Dragster.
Il risultato di questa massiccia customizzazione, realizzata da Fabio Banfi, il proprietario, con l’ausilio di OMT Garage, è impressionante sia a livello di prestazioni sia a livello estetico.
Una realizzazione iniziata tre anni fa con ore di lavoro ed esperimenti per realizzare questa Dragster, dove la potenza e l’accelerazione da esprimere sul dritto sono la prerogativa.
Un piccolo briefing da parte di Fabio mette in risalto, in modo un po’ terroristico, tutte le difficoltà di guida di questa diabolica creatura; sterzo prossimo allo zero, coppia esagerata e peso notevole.
L’espressione del mio viso fa trasparire un “cosa cavolo ci faccio qui”, ma ormai ci sono, quindi casco, guanti e via.
Grazie a Dio mi hanno affidato la moto in versione “Base” con solo 200 cavalli…..
Sollevandola dal cavalletto laterale si avverte tutto il peso che insieme al grosso serbatoio m’intimorisce finchè dopo qualche metro, l’equilibrio diventa complice aiutandomi a concentrarmi sugli altri problemi da neofita su questa moto; trovare le pedane che sono esageratamente avanzate, dosare il gas che sembra voler strappare le braccia a ogni apertura e non sobbalzare a ogni piccola buca che le sospensioni granitiche non riescono a filtrare.
Bastano due marce per capire il carattere di questo pompato motore e per arrivare alla prima rotonda dove la preoccupazione del “guarda che non ha sterzo” accende tutti i miei timori.
E’ sufficiente, però, trovare il giusto regime e spostare il peso all’interno ed ecco che il grosso animale segue la traiettoria con una precisione disarmante, accetta la piega con coerenza, ma basta un’apertura di gas per farlo puntare decisamente verso la tangente.
Di nuovo sul dritto do gas, le braccia faticano a trattenermi aggrappato, salto come una molla sulla sella a ogni buca e il ginocchio sinistro sbatte sul voluminoso cono d’aspirazione, la coscia destra cinge la bombola del NOS, ma la moto segue la linea rettilinea precisa e stabile.
Ogni marcia è buona, in ognuna la spinta è forte e prepotente, si fa fatica a capire quale rapporto è innestato se non fosse per il contagiri, potrebbe essere una monomarcia tanta è la coppia che questo grosso tre cilindri esprime.
La frenata è dignitosa se si pensa al peso e alla geometria della forcella anteriore, questa sarà una modifica futura seguendo i progressi previsti per il motore.
Altra rotonda, altro rettilineo, qualche curva, man mano che passano i chilometri, la confidenza aumenta, ma sempre rimane un timore reverenziale nei confronti di questa belva che seppur addomesticata rimane selvaggia nell’anima.
Una moto faticosa, impegnativa, ma di carattere, un mezzo difficile da sfruttare senza un lungo apprendistato, come confermato dalla padronanza che dimostra Fabio in un giretto fatto insieme dove con la mia moto faticavo a stare dietro a quel suono pieno e roco che usciva dalla marmitta Supertrapp.
Davanti ad una birra poi mi faccio descrivere meglio le caratteristiche di questa vitaminizzata Rocket.
Il telaio è rimasto quello di serie, così come l’impianto frenante, per adesso aggiunge Fabio, su cui lavora una forcella artigianale Springer servita da due ammortizzatori Bitubo e posteriormente due unità Progressive ultra ribassate.
Il motore mantiene le misure di serie, ma ha subito la rettifica della testata, respira mediante una batteria di filtrazione di derivazione automobilistica rally, Subaro Impreza, ed è gestito da una centralina modificata da Power Commander che porta la percentuale di benzina fino al 100%.
Lo scarico è un tre in uno, privato di sonda lambda e catalizzatore, che termina in un corto silenziatore Supertrapp che fatica a trattenere il suono in termini civili ed è messo a dura prova dal calore e dalle sfiammate che il NOS produce.
Il peso è stato ridotto di 70 kg, ma ne rimangono pur sempre 290 di cui la maggior parte di motore, tutto il superfluo è stato tolto, limitatori di coppia e velocità compresi, riducendo la sella a una sottile striscia di neoprene su una leggera struttura artigianale, dotata però di un leggero sostegno lombare per contrastare le forti accelerazioni che questo Dragster può esprimere, aiutandosi anche con le pedane, da BMX, con possibilità di ancoraggio del piede.
La moto tra le mie gambe era nella configurazione “Base” capace di esprimere circa 200 CV e una coppia di 280 NM che diventano 370 cv e 360 NM con il NOS inserito.
Accelerazione bruciante da 0 a 100 in 3,5 per la base e 2,8 in full power, per una velocità massima non rilevabile, ma sicuramente oltre i 250 km/h per la “Base” e oltre 280 km/h per la “Full”
Fabio però vuole di più e ha già in programma un ulteriore step consistente nel montaggio di una turbina Garrett e un radiatore aggiuntivo per portare la potenza a oltre 500 CV
Ha promesso di farmela provare quando sarà pronta, ma sarò pronto io?
Moto in prova di proprietà di Fabio Banfi
Grazie a OMT Garage di Origgio per la location fotografica e il Camion Americano.
Abbigliamento utilizzato nel test: Casco Caberg - Giacca Dainese - Pantaloni PromoJeans - Stivali Forma - Paraschiena Zandonà - Intimo PromoJeans
Flap
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