E’ il classico “mezzo” che fa bestemmiare forte i puristi. Quelli per cui “Sport” fa solo rima con “benzina”, “emozione” va a braccetto solo con “sound” e “performances”. Calare un motore elettrico dentro una piccola icona di stile e sportività deve apparire agli occhi dei “nagazionisti dell’elettrico” come una delle più grandi blasfemie del XXI secolo.
Calmi, tutti fermi, inutile guadagnarsi le ire degli dei, forse bisognerebbe ragionare un attimo a mente fredda, schiacciare l’acceleratore della Mini Cooper SE, godersi i 7 secondi che impiega per lo
0-100 km/h e poi riparlarne. Mi sembra superfluo ricordare tutta la storia della Mini Cooper made in BMW, ma sicuramente è un’auto che dalla sua comparsa nei primi anni 2000 è rimasta fedele a se stessa, con piccolissimi ritocchi estetici che non hanno mai snaturato l’idea iniziale. Un piccola “bombetta”, concentrato di sportività e sensazioni forti. Come pensare quindi di mantenere inalterate tutte le emozioni e tutti i concetti che pervadono il concetto di “Cooper” trasformandola in un auto a propulsione elettrica? Beh la risposta è relativamente semplice. Intanto i motori elettrici possono offrire doti performanti inimmaginabili, e poi è (semplicemente) bastato calare dentro al cofano un propulsore che eroga l’equivalente di 184 cv (135 kw), con una coppia pari a 270 nm, mica paglia. Quindi immagina (o magari prenota un test drive) di salire su una Mini, trovare l’alta qualità di interni e finiture, sederti nella classica posizione di guida “kart” e pestare forte sull’acceleratore. Ecco fidati, non troverai le differenze, a parte il fatto che il tutto avviene in un silenzio cui non siamo ancora abituati, e quindi nei primi momenti può disorientare, tranne per il fatto che la strada davanti a te diventa sempre più piccola.

ABITABILITÀ’ INTERNA - NIENTE CAMBIA
Chi ha avuto o guidato una mini per un po’ di tempo sa che l’abitabilità interna è ottima per due persone, un po’ tirata per quattro passeggeri e con un bagagliaio adeguato alla dimensione della macchina con una capacità di 211 litri espandibile fino a 731 litri abbattendo i sedili posteriori; uno dei punti di forza del progetto Cooper SE è che gli spazi interno sono rimasti immutati poiché la batteria al Litio da 32,6 KW, divisa in 12 moduli, è stata concepita per essere a forma di “T” posizionata sotto i sedili posteriori e alla consolle centrale tra i due sedili anteriori. Questo posizione fa si che non si rubi spazio interno, e soprattutto contribuisce a tenere il baricentro basso.

Complice il fatto che il motore elettrico pesa decisamente meno di quello a benzina, nonostante la presenza del pacco batterie il peso della Cooper SE è di 145 kg più alto rispetto alla sorella a benzina con cambio automatico (steptronic): Tutto dentro all’abitacolo richiama sportività, dai sedili avvolgenti, alle leve dei comandi che possiamo definire stile Rally. L’orologione centrale serve per tutto il sistema di infotainment e navigazione, mentre la strumentazione sopra il volante ci mostra stato di carica della batteria, tachimetro, utilizzo istantaneo della batteria, autonomia e mappa inserita. Il sistema di navigazione oltre a ricevere aggiornamenti sul traffico ci consiglia l’itinerario più green per arrivare a destinazione, con l’immancabile mappa delle stazioni di ricarica. La leva “del cambio” richiama un cambio automatico ad “impulsi” risulta quindi intuitiva e facile da usare.

SENSAZIONI E FEELING DI GUIDA
Se c’è una cosa che ha sempre entusiasmato i possessori di una Cooper S (o di mini in generale) è il feeling di guida, anzi per la precisione si parla spesso di Go-Kart feeling; può sembrare una esagerazione, ma nella realtà dei fatti è quello che si percepisce portando la mini tra le curve o forzando tanto la mano tra i cordoli di un circuito. Il passo “corto” la luce a terra e lo sterzo molto diretto (nella modalità sport) fanno si che condurre la Mini con piglio sportivo sia un’esperienza appagante. Il propulsore elettrico forte anche della sua coppia spinge davvero forte, e senza nemmeno il “colpetto” di cambio di marcia regala sensazioni brucianti senza soluzione di continuità.

E l’altra cosa davvero entusiasmante e che non ha “buchi” riprende da qualsiasi “regime” a qualsiasi velocità quando gli si chiede potenza. La tenuta di strada è agevolata poi da tutta una serie di “controlli” elettronici come il DSC (Dynamic stability control) che contribuisce alla sicurezza di guida in qualsiasi condizione meteo e stradale, limitando anche lo slittamento delle ruote anteriori in trazione. Come poco sopra accennato possiamo scegliere tra 4 mappe, sport, mid (che coniuga sportività a comfort) oltre a Green e Green+ votate alla massimizzazione del risparmio di energia delle batterie. Addirittura la green+ gestisce in autonomia lo spegnimento di tutto il “superfluo” come ad esempio il climatizzatore. Particolare è il “one-pedal feeling” che tradotto vuol dire che appena lascio l'acceleratore l’auto inizia a rallentare (quasi) come se stessimo frenando. La forza con cui si rallenta è settabile su due livelli, alto e basso, e possiamo assicurare che sul livello alto, con un po’ di apprendistato si riesci a guidare usando un solo pedale perché il più delle volte azionare i freni non serve.

In più durante questa decelerazione viene recuperata energia che viene re-immessa nella batteria. Un stile di guida green e consapevole non è fatto di forti accelerazioni e altrettanto forti frenate, ma piuttosto di dolcezza e lungimiranza per esempio iniziando a rallentare molto prima di un semaforo rosso. Una guida consapevole non può fare altro che aumentare l’autonomia di percorrenza. Già...appunto parliamo di autonomia. Mini dichiara tra i 235 e 270 km secondo il ciclo WLTP. Sappiamo tutti, senza essere ipocriti, che le autonomie dichiarate secondo il WLTP non sono sempre reali, indipendentemente dal carburante utilizzato. Durante la nostra prova abbiamo semplicemente notato che con il 100% di batteria carica, appena staccata la spina, l’auto dichiarava circa 160 km di autonomia. Guidandola per un po’ però ci siamo accorti che non è un dato realistico (in positivo) poiché con un pieno abbiamo percorso poco più di 200 km, avvicinandoci quindi alla soglia dichiarata, che però non abbiamo mai raggiunto.

Dobbiamo però anche confessare che il motore e l’auto sono cosi entusiasmanti che il più delle volte abbiamo badato poco al “risparmio” concedendoci il piacere di guida. E’ chiaro che se confrontiamo la mini con altre elettriche sul mercato con più del doppio di percorrenza dichiarata sarebbe un confronto non leale. Auto elettriche più grosse possono montare pacchi batterie più grossi e di conseguenza aumentare l’autonomia. Sulla mini è tutto proporzionato e studiato per il piacere di guida, quindi anche il pacco batterie è dimensionato in tal senso. La Mini Cooper SE si può ricaricare sia con una presa domestica, consigliando l’installazione di una wallbox e un aumento di potenza del contatore oppure alle colonnine pubbliche. I tempi di ricarica variano in maniera sostanziale. Una colonnina da 11 Kw ci permette di ricaricare l’80% in due ore mezza e il 100% in tre ore e mezza. Una colonnina a corrente continua 50KW permette di passare all’80% in soli 35 minuti. Come per tutti i veicoli elettrici si parla spesso dell’80% perché dal 80 al 100% inizia il bilanciamento automatico delle celle della batteria, con tempi che variano. Naturalmente con la presa casalinga i tempi si dilatano, ma diciamo che normalmente abbiamo tutta la notte per ricaricare il veicolo. Mini offre “charge now” ovvero la possibilità di accedere alla più grande rete mondiale di stazioni ricarica pubbliche tramite tessera o app. E sempre a proposito di “applicazioni” e smartphone la app Mini Connected offre la possibilità di comandare “da remoto” la propria Mini. Tranquilli non è supercar, non andrà a cercare parcheggio da sola, ma farvi trovare l’abitacolo fresco (o caldo) quello si...tramite comando sul vostro telefonino; sempre in remoto potete controllare lo stato di carica quando la macchina è connessa ad una colonnina o punto di ricarica

UNA DOTAZIONE FULL OPTIONAL (O QUASI) DI SERIE
Lunga, lunghissima la lista di allestimenti e optional, su quattro taglie "personalizzabili", S-M-L-XL dai una occhiata al link (click qui). Solo per citarne alcuni sensori anticollisione con rilevamento pedoni, fanali full led, sensori di parcheggio e retrocamera posteriore, sedili riscaldabili, e un sistema integrato di intrattenimento+navigazione+info vettura davvero completo. I cerchi della versione in prova sono di disegno dedicato alla Cooper SE, ma naturalmente sono disponibili anche in altre versioni. Apprezzabili tutti i comandi al volante che nella maggior parte dei casi consentono di comandare tutto senza staccare le mani dal volante. La chiave è di tipo "hands-free" e si può tenere anche in tasca. Nel bracciolo (regolabile) c'è l'alloggiamento del telefono con anche ricarica wireless, ma i "phablet" non ci stanno.

I NEGAZIONISTI….E IL RESTO DEL MONDO
Tornando all’inizio possiamo affermare di aver guidato per 15 giorni un’auto bella (lo è da 20 anni), divertentissima, eccitante al punto giusto. E ad emissioni zero. Ogni qual volta si tocca questo tasto nasce un vespaio tra chi dice che l’elettrico inquini di più rispetto ad un auto normale considerando tutto il ciclo di vita e chi difende a spada tratta la trazione elettrica. Noi non vogliamo schierarci con nessuno, se non con i dati oggettivi, ovvero che sempre più spesso le nostre città, soprattutto quelle più grandi hanno decisamente bisogno di mezzi ad emissioni zero. E per fare questo non dobbiamo per forza accontentarci di auto disegnate solo dalla galleria del vento con forme anonime, ma ringraziando il cielo possiamo affidarci a chi con ferma volontà prende un simbolo e lo trasforma in 100% green.
La mini è nata per emozionare. Questa sorella full-electric non è da meno….
#provatodavvero
Foto di Roberto Serati
Si ringrazia Mini Italia

|
|
GALLERY