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Area B
Redazionale - Milano Area B oh
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Che l’inquinamento atmosferico sia un problema reale è fuori discussione, quello che a volte stupisce è l’incompetenza e la fantasia contorta di chi dovrebbe, con l’aiuto di ogni cittadino ovviamente, porvi rimedio.


Parliamo ovviamente della città di Milano, visto che la realtà che conosciamo, ma probabilmente anche altrove il problema è lo stesso.
A quanto pare le soluzioni sono dettate da idee personali e propagandistiche che puntano a gettare fumo, mai termine fu più calzante, negli occhi a elettori e cittadini in genere mascherando scelte discutibili in soluzioni miracolose senza mai però andare allo scomodo vivo della questione.
Un esempio potrebbe essere il limite di 90 km/h sulle tangenziali Milanesi imposto dall’allora Sindaco (Scusate ma SindacA proprio lo digerisco) Moratti per abbassare il tasso di inquinamento.

Tangenziale

Peccato che, sempre che il traffico congestionato lo permetta, questo significa maggior tempo dei veicoli sulla strada e spesso a un regime di utilizzo del motore non ottimale che potrebbe significare anche maggior emissione di gas inquinanti.
Teorie personali e sicuramente sbagliate ma che fanno pensare che forse si poteva fare meglio, magari anche solo pensando a un più logico 110 km/h.
Stessa giunta e spunta l’Area C per preservare il centro della Città e proteggerla dalle famigerate emissioni pestilenziali, peccato che pagando si possa entrare e che, soprattutto, non esiste una bolla protettiva che impedisca all’aria inquinata dell’area esterna di superare il confine previsto.

Area B e C

Nuova giunta e nuove idee malsane che si concretizzano con la recentissima Area B che di fatto si estende alle periferie di Milano con l’intento di abbassare l’inquinamento atmosferico bloccandolo all’esterno, mi viene da pensare alla bolla di prima e alle migliaia di veicoli che gireranno per ore alla ricerca di un posto dove parcheggiare l’auto per prendere i fatidici mezzi pubblici che, genialata, probabilmente avranno anche  un aumento del costo del biglietto!
Già parcheggi che non esistono e dove ci sono soddisfano appena le esigenze pre Area B, figuriamoci quando sarà a regime totale questo assurdo progetto
Inutile la polemica sul fatto di bloccare i Diesel euro 3, 4 ecc. manco fossero i veri fautori della situazione catastrofica.
Inutile anche pensare a quanti saranno obbligati a rottamare, inutilmente, auto magari ancora in ottimo stato, sempre che ne abbiano le possibilità.
Comunque ormai ci siamo; c’è l’Area B con una serie di norme, permessi, limitazioni e deroghe capaci di mettere in crisi chiunque.

Area B

Naturalmente anche le moto sono state coinvolte nel provvedimento in maniera altrettanto furba.
Proprio il mezzo che potrebbe snellire la circolazione con la sua capacità di muoversi agevolmente nel traffico e quindi rimanendo in funzione ben meno di qualunque altro mezzo a 4 ruote viene progressivamente inserito in quelli vietati.
Un calendario che si completerà nel 2030, ma che già tra solo 5 anni bloccherà le moto 4 tempi euro 1, mentre per le 2 tempi euro 0 son già problemi.
Che i due tempi siano inquinanti non ci piove, ma quanto potrà incidere l’uso di una moto sul totale del parco circolante e quanto potrebbe invece contribuire a togliere auto ferme nel traffico?
Situazione ancora più dura per le moto diesel, si avete letto bene, visto che dal 1 ottobre 2019 le moto diesel euro 0 e 1 non potranno più accedere all’Area B.
Pertanto se per caso foste possessori di una rarissima Royal Enfield Taurus Diesel o di una Sommer Diesel 462 o di altri prototipi e mezzi mai arrivati sul mercato Italiano, non potreste superare i varchi dell’Area B.

Royal Enfield Taurus Sommer


Comprendete che la situazione è alquanto grottesca.
Ma attenzione: se la vostra moto è oltre trentennale e iscritta a un registro storico potrete ottenere, registrandovi sull’apposito sito, un carnet di 25 ingressi annuali.
Ma secondo voi quanta strada faranno mai queste benedette moto d’epoca? Quanti chilometri percorrono, alla fine, in un anno?
Resta da capire, e personalmente ho qualche dubbio, se davvero le auto e moto dei privati siano i veri responsabili dell’inquinamento atmosferico o se le cause vadano ricercate in mezzi di trasporto pubblici obsoleti, camion e caldaie da riscaldamento non efficienti, ma si sa…meglio colpire dove è più facile e remunerativo.

MIlano

Insomma un pastrocchio di regole, date e numeri che probabilmente metteranno in difficoltà molti e andranno sicuramente a colpire, con sanzioni, ignavi utenti in buona fede…ma la Legge non ammette ignoranza.
Se volete provare a capirci qualcosa curiosare sul sito del COMUNE DI MILANO e se ci capite qualcosa, vi prego, spiegatelo anche a noi.

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