Categoria: Biker World



“…il viaggio prosegue…”
Non ci siamo dimenticati di Paolo Briganti e del suo “Africa Adventure trip for Chidren” e del racconto della sua avventura in Africa, ecco infatti la seconda parte del suo viaggio attraverso Mozambico, Tanzania, Kenia e Etiopia.


Un percorso che le parole di Paolo non riescono ad esprimere in pieno, meglio tuffarsi subito dopo nella gallery a fine articolo per dare colore al racconto che avete letto.
Flap


9 Dicembre
Ci alziamo a Cumbana in Mozambico, luogo di rifugio per camionisti una vera bettola dove si affittano stanze ad ore. Per i volontari non è stato molto esilarante ma come sempre si sono subito adattati alla situazione, in compenso al fianco della struttura era presente una officina che dopo una lunga contrattazione  affrontata con il mio spirito africano a gentilmente messo a disposizione il cortile completamente recintato con una sorta di guardia notturna nel quale abbiamo potuto parcheggiare in sicurezza jack e le moto  passando la notte in serenità almeno per il pensiero rivolto hai mezzi.  Il resto della giornata,invece si è trascorso in viaggio verso Vilankulos dove un ragazzo del luogo ci indica il Lodge “Mama Mia” gestito da un italiano. Andrea ,emiliano doc, ci ha accolto con il classico entusiasmo italiano insieme a sua moglie Benilde, sua suocera Gina e le sue due bellissime figlie. Ci hanno spiegato un po’ la situazione che incontreremo da Rio Save fino a Quelimane sempre comunque con nessuna certezza .  A quanto pare gli scontri sarebbero dovuti alla scoperta di giacimenti minerari e di gas nella parte settentrionale del paese che sarebbero sotto la gestione del partito politico salito al potere dopo le elezioni tenutesi circa due settimane fa. I ribelli a nord reclamano il loro diritto alla gestione dei giacimenti. Pare che un accordo sia stato raggiunto. Ma per ora ci toccherà  essere scortati da un convoglio militare! Dopo un ottima cena a base di pesce e vino emiliano  in allegria con i nostri padroni di casa..tutti a letto. Domani direzione Rio Save dove attraverseremo il Ponte della Speranza.


10 Dicembre
Sveglia alle 04,30 del mattino. Salutiamo Andrea e la sua famiglia. Alle 07,30 circa arriviamo all ingresso del Bridge Save  (il ponte della speranza) dove troviamo un fiume di macchine e tir incolonnati e in attesa che il ponte si apra le sue porte. Alle 09,00 in punto comincia l attraversamento , ma prima paghiamo il pedaggio. L ‘ aria è tesa e noi pure. Non sappiamo cosa ci aspetta su quel ponte in quanto le notizie sono varie e confuse. Dopo un attesa al sole che pare interminabile, ecco arrivare il convoglio militare che ci scorterà per circa 120 km. Uomini  armati con tanto di mitra e lancia razzi  proteggono il convoglio lungo circa 13km ,ci passano accanto e si posizionano strategicamente  . Alla vista delle armi e dei mezzi militari super armati con artiglieria pesante capiamo che si fa sul serio. Durante il tragitto avvistiamo un villaggio dato alle fiamme , incendi  e profonde buche scavate dai ribelli  lungo la strada per far rallentare i mezzi durante il loro passaggio ,assaltarli e darli alle fiamme. Chiediamo informazioni e ci dicono che alcuni di questi assalti nei gg scorsi hanno provocato dei feriti e dei morti. spesso il convoglio rallenta quasi a fermarsi per via della presenza di auto e camion ormai bruciati e ridotte a carcasse lungo la strada a causa degli scontri dei giorni precedenti , nel silenzio tra i motori spenti sentiamo spari di mitra e di lancia razzi. In alcune tratti i militari si stendono per  terra  assumendo una posizione d'attacco imbracciando l arma inoltre i militari  per aumentare la visibilità danno alle fiamme le sterpaglie lungo i campi che costeggiano la strada . Vedo nei volti del gruppo la  preoccupazione perché realizzano di essere in piena guerriglia. In una delle tante soste udiamo colpi d'arma da fuoco io mi avvicino e vedo una raffica di bossoli di proiettili ancora fumanti in terra  che io raccolgo ancora fumanti per ricordo . Inoltre a pochi mt da noi, ci sono tir cisterne di benzina e subito ci viene in mente che in caso di attacco  e di annessa esplosione saremmo spacciati. Ma in compenso gli uomini della scorta sono in maggioranza per una difesa maggiore per i tir , Dopo 5 ore circa arriviamo a destinazione superando la zona rossa . Tra i mezzi militari  una camionetta con i vetri  infranti attira la nostra attenzione perchè  a quanto ci dicono sarebbe stata presa di mira durante il percorso dai ribelli. Adesso possiamo tirare un sospiro di sollievo ma se penso che poco prima quella camionetta era vicino ai nostri mezzi ci vengono i brividi! Quando il convoglio rallentava veniva spontaneo guardare tra i cespugli e gli alberi oltre l asfalto per paura che ci potessero assalire senza pensare poi agli eventuali proiettili vaganti. Comunque è finita bene . Ci rifocilliamo comprando dell’acqua fresca per strada .La giornata è caldissima e molto umida. Normale essere assetati e disidratati! Adesso sorridiamo rilassati e ancora increduli pensando che eravamo in zona di guerra! Il viaggio avventura continua alla volta di Quelimane ma un altro imprevisto ci rallenta.
Jack ha preso una buca talmente profonda che a causa del contraccolpo ha rotto le due saldature anteriore del porta pacchi! Se continuiamo rischiamo di perdere gli aiuti umanitari e lo stesso porta pacchi. Dopo aver messo i pacchi nella parte posteriore del mezzo e risistemato il vano porta pacchi alla meno peggio decidiamo di tornare indietro di qualche km e di fermarci a Gorongosa  e, visto l orario, pernottiamo nella  Posada Azul campeggiando Ceniamo velocemente facendo progetti per il giorno dopo e pensando a come risistemare Jack..urge un saldatore! La giornata è stata a dir poco  pesante..Buona notte.


11 Dicembre
Salutiamo Gorongosa ,da noi simpaticamente soprannominata la città dei motorini e partiamo in direzione Quelimane  c/o la sede dell’ Onlus progetto Mozambico (PMO).Siamo in ritardo sulla tabella di marcia quindi tutto il giorno lo passiamo in viaggio  e sostiamo solo per rifocillarci velocemente comprando un ananas per strada e mangiandola sul ciglio della stada . Questo per oggi sarà il nostro pranzo! Arriviamo a destinazione verso le 19.00 di sera e ad accoglierci ci sono Giovanna e Lucio,una coppia di ragazzi che ha deciso di trasferirsi qui circa 4 anni fa. Giovanna ci ha deliziati con una cena a base di pizza e verdure fresche. Durante   la cena parliamo dell’attività’ del centro qui a quelimane e della situazione in Mozambico.  Siamo stanchi , andiamo a letto perche domani sarà  una giornata fitta di impegni. Ci ospitano qui stanotte e non sanno quanto è importante per noi la pizza che ci hanno offerto … senza parlare dei bagni in “stile” italiano che ci mettono a disposizione!! A chi  non conosce lo stile di vita africano non può far paragoni e capire i disagi che con i passare dei giorni si possono affrontare , personalmente tanto disagio non lo vissuto ma i  membri del gruppo si


12 Dicembre
Siamo ancora a Quelimane..Progetto Mozambico. Dopo aver fatto colazione facciamo visita al centro. Giovanna ci fa vedere la biblioteca, le aule per gli studenti e il day hospital .Poi è la volta del centro di educazione alimentare gestito da Lucio. Facciamo un pò di riprese video ,foto e intervistiamo Lucio e Giovanna. Qui a Quelimane si suda da fermi..il caldo umido è incredibile. Solo nel pomeriggio si alza una leggera brezza.e ci godiamo la compagnia dei ragazzi del centro ,che con canti e balli e tantissimi giochi di gruppo ci coinvolgono simpaticamente regalandoci momenti di vero e semplice divertimento. Momenti che fanno dimenticare le grandi fatiche per giungere nel centro.   Ceniamo  e dopo un po di relax nel giardino alcuni vanno a letto… tranne Federico e Beppe che decidano di fare un giro per la città con Lucio..mentre io controllo le parti meccaniche preventivando ed elencando i lavori da eseguire per il giorno successivo .


13 Dicembre
Oggi colazione veloce e subito dopo io e Beppe andiamo a far saldare il portapacchi mentre il gruppo guidati dalla direttrice Giovanna con a seguito anche il gruppo vanno in giro per Quelimane per  fare un po’ di shopping e comprare regali. Una sosta per bere qualcosa di fresco in questa giornata bollente è  stato detto obbligatoria !. Piu tardi ci ritroviamo tutti nel centro..anche lucio è tornato .E’ l ora della  consegna dei beni di prima necessità destinati al centro ,.e dei saluti momento non facile. Incontrare italiani nel mondo fa sempre un certo effetto. Vorremmo fermarci  ancora ma dobbiamo ripartire…direzione Alto moloque.


14 Dicembre
Ci alziamo e ci rimettiamo subito in viaggio verso Macomia. Solo una piccola sosta e proseguiamo ..non vediamo l ora di arrivare in Tanzania. Ma 1100km e la distanza dal confine quindi si viaggia senza sosta ed a oltranza In tarda serata arriviamo a Macomia.E’ molto tardi e la nostra cena stasera  e a base di pane e scatolette! Durante il viaggio si è surriscaldata l’ acqua e si è rotta la cinghia. A questo punto ho deciso di tornare indietro di  di 50 km ma da solo per comprare una cinghia nuova  lasciando il gruppo sulla strada per Macomia ,torno con la cinghia nuova ma per sicurezza ne acquisto due ,riassumo le vesti da meccanico in quanto mio mestiere da una vita e sostituisco la cinghia e ripristino l'impianto di raffreddamento di jack, bene e tutto risolto  riprendo le vesti da avventuriero motociclista e si riparte  . presto giunge il tramonto e Dopo una giornata cosi’ impossibile preparare la cena. Solo giusto il tempo di preparare il campo base quindi E’ il caso di dire ..a letto senza cena!!!


15 Dicembre
Macomia-Negomano      
Buongiorno! Oggi è arrivato il momento di cambiare la mia ruota posteriore completamente liscia e priva di aderenza! Visto che le condizioni climatiche sono delle peggiori e si prevende pioggia per giorni  di conseguenza il fango lungo il trip e assicurato, Proseguiamo come sempre in completo offroad e attraversiamo dei villaggi lungo il sentiero, in un villaggio vicino Mueda ci fermiamo a prendere qualcosa da mangiare e scopriamo un frutto a noi sconosciuto,una via di mezzo tra un ananas e una banana come sapore. Se non abbiamo capito male si chiama  Akuja . Un abitante del paese si arrampica sul albero apposta per prendercelo!I bambini ci assalgono e le donne del villaggio si avvicinano incuriosite. Gli uomini ci chiedono sigarette I bambini invece penne e quaderni. Dopo aver fatto  un po’ di foto proseguiamo il viaggio in direzione Negomano . Ben 118 km di sterrato che a causa delle abbondanti piogge e diventato acquitrino con tanto di guadi profondi da attraversare e fango! Ci mettiamo piu del previsto ad attraversare la strada e a causa di un indicazione sbagliata allunghiamo di molto il percorso previsto. Alla fine tra una caduta e l altra attraversando guadi di oltre un metro di profondità  tale da farci  pregare di non cadere o che il motore si spenga durante il passaggio ,  il gruppo con jack prosegue lungo il percorso senza la mia guida  perche ho scoperto di aver perso la targa lungo il tragitto di conseguenza torno indietro alla ricerca  mentre federico si possiziona lungo il ciglio della strada e attende il mio arrivo , tutto inutile dopo una 10 km rinuncio e torno indietro per raggiungere il gruppo  e in tanto si avvicina l'oscurità ,dopo parecchi km intercetto federico che visto il mio ritardo nel fra tempo e ripartito,poco male  lo raggiungo ugualmente  mentre jack e l'equipaggio sono ormai per noi  in raggiungibili, io federico proseguiamo tra giungla e tracciato fangoso con mille difficoltà create da animali vaganti e fosse  e solchi di grandi dislivelli che in alcuni punti oltrepassavano  due metri  ,ma si prosegue ugualmente senza sosta ,chilometro dopo chilometro il tempo passa ed e ormai giunta  l'oscurità solo dopo due ore di trip in notturna siamo usciti dalla giungla raggiungendo la lingua asfaltato do con ansia ci attendeva jack e il suo equipaggio che ci ha accolti illuminando gli ultimi metri del tracciato selvaggio, in primis  cerco la nostra posizione con il GPS e in gruppo riprendiamo la marcia arrivando in 1 ora a Negomano in prossimità del fiume Ruvuma che segna il confine con la Tanzania. Ecco giunto un momento di relax colgo l'occasione di complimentarmi con tutti partecipanti per la loro determinazione nel affrontare una situazione di vero stress e di vera avventura , perche un percorso cosi faticoso e impegnativo mette alla prova molte persone ancora maggiormente se e per loro la prima avventura vissuta in terra africa con il mio modo di vivere l'avventura ,quindi complimenti meritati alla grande  per tutti i ragazzi.
In dogana (lato mozambico)  ci danno il permesso di accamparci nel loro territorio perche il ponte per arrivare dall altra parte  a quest’ora (18.30)è chiuso da mezz’ora circa! Picchettiamo le tende e udite udite andiamo a cena in Tanzania!Siamo sfatti dalla giornata e andare a piedi dall'altra parte non è una passeggiata soprattutto per le ragazze,in piu’ la serata è calda. Però che bello il ponte illuminato solo dalla luna e che silenzio… un silenzio interrotto solo dalle nostre risate! Ci spiegano che a quest’ora è possibile solo andare provvisoriamente dall'altra parte e solo a piedi per poi tornare indietro per passare la notte in Mozambico! Dopo cena  riattraversiamo il ponte  a piedi e a letto… domani alle 08.00 finalmente saremo in Tanzania.


16 Dicembre
Sveglia all’alba..peccato che la dogana apra il ponte solo alle 8 di mattina!E noi che pensavamo di essere li per le 8!!! Approfittiamo dell'attesa per lavarci al fiume come fanno normalmente la gente locale. Solo dopo in dogana ci dicono che nel fiume sono stati avvistati coccodrilli. Siamo pronti ..attraversiamo il ponte e finalmente arriviamo in Tanzania ! In dogana ci accolgono subito con un Akuna matata ..pole pole! Molto simpatici  e l impatto con questa  gente ci piace!! Facciamo i documenti necessari e ci fermiamo per comprare acqua e qualcosa da mangiare. Scambiamo i meticals con la moneta locale e partiamo in direzione Tunduru. Arriviamo  a destinazione dopo circa 250 km  .La Tanzania è bella ed è come l immaginavo. Ciò che colpisce sono i colori..il contrasto tra il verde intenso e cangiante della vegetazione e il rosso della terra…La gente è socievole e le donne molte belle e curate. Per strada incontriamo un locale che gentilmente ci accompagna in una guest house, troppo lussuosa e comoda, fuori dallo spirito del viaggio, quindi cerchiamo una postazione per far campo. Lo stesso locale ci accompagna a cena e ci indica un posto dove mangiare. Poi ci salutiamo e ci diamo appuntamento per il giorno dopo..vuole salutarci prima della partenza! Il primo impatto con la gente non può che essere positivo. A letto ..domani ci aspetta il viaggio verso Songea dove ci aspetta suor Lea !


17 Dicembre
Partiamo in direzione  per Songea come punto di arrivo di massima,  a quel punto giunti lì, prendo contatti con Andrea,il direttore della Onlus “Smile for Africa”, che mi da le ultime indicazioni per raggiungere il convento scoprendo poi che lo stesso dista ancora 50 km e si riparte in quella direzione. Usciamo di nuovo dalla zona civile dopo circa 10 km da Songea e rincominciamo  ad addentrarci in un   tracciato selvaggio. Passando quindi colline con sali e scendi, di terra rossa,  impegnativi e passando all' interno di molti villaggi o piccole comunità di capanne ancora primitivi, che ci impegna fino all' oscurità inoltrata e solo allora giungiamo al  convento  di sant’Agnese gestito da suor Lea . Arriviamo molto tardi,alle 22.00 circa dopo 250 km circa, di strada di cui 180  di sterrato che pareva non finire mai .Ci siamo divertiti un sacco e abbiamo visto un panorama mozzafiatpo!Abbiamo fatto foto e video e sarà l ultimo sterrato di Beppe! Le suore ci vengono incontro ma suor Lea non c è e ci dicono che è impossibile contattarla a causa della mancanza della linea telefonica. Ci raggiungerà domani mattina .Le suore ci preparano una cena a base di the’ ,pane uova e burro e si scusano per non aver altro da offrirci ma non immaginano quanto per noi sia tanto. Gli spieghiamo che a pranzo oggi abbiamo mangiato pane e formaggio per cui le uova e tutto quello che ci hanno offerto va più che bene!!Ci preparano le stanze e a letto.


18 Dicembre
Al risveglio  con sorpresa troviamo Suor Lea che ci aspetta e che è tornata prima avendo saputo della nostra visita. Ci invita a visitare la struttura. Adesso qui è estate per cui non ci sono molti bambini. La suora ci porta nell' orfanotrofio che ospita 70 bambini e che appena ci vedono ci prendono letteralmente per mano ad uno ad uno  e ci portano in giro nella struttura mentre seguiamo e cerchiamo di ascoltare la suora. Difficile infatti sentire quello che ci dice suor Lea  con i bimbi che adesso ci saltano addosso e fanno a gara per essere presi in braccio. La suora ci dice che a parte i bambini dell' orfanotrofio il convento ospita 500 bambini nella scuola elementare, 500 nella scuola media e 150 ragazzi nell' istituto tecnico. Il convento si trova a Chipole a circa 25 km da Songea che conta 2000 abitanti. I casi di ADIS sono 100.In orfanotrofio abbiamo conosciuto Letizia, una delle bambine che ne è affetta. Letizia dispensa sorrisi a tutti . Salutiamo la suora e i suoi bambini. Dopo aver scaricato  dal portapacchi di jack  circa 6 quintali di beni di prima necessità distribuiti hai bambini del centro con l'aiuto e le indicazioni  di suor Lea , si riparte tra una foto e tanti sorrisi e in direzione per  Iringa. Finalmente dopo tanto caldo oggi è arrivata la pioggia. Per la notte ci fermiamo a una 20 di km da  Njombe ,campeggiamo in piena savana accendiamo un fuoco e in torno ad esso raccontiamo le nostre emozioni vissute durante il trip sulle visite alle onlus .


19 Dicembre
Da Njombe  partiamo in direzione Morogoro. Ci fermiamo nella città  di Mikumi nei pressi della quale si trova una grande riserva naturale. Purtroppo siamo arrivati tardi e la sera è già calata quindi non possiamo visitarlo. L 'aria è strana stasera..domani uno dei Briganti,Beppe, ci lascia per fare ritorno in Italia. Lo accompagneremo a Dar Es Salaam. Fino alla fine abbiamo rimandato il pensiero della sua partenza e vorremmo che la rimandasse ..ci abbiamo sperato fino alla fine ma non può restare. Un po’ di tristezza cala tra i Briganti…


20 dicembre
Mikumi-Manundo
Ci svegliamo all’alba. Io e Federico  accompagniamo Beppe alle porte di Dar Es Saalam in moto. Il resto del gruppo, invece,dopo aver salutato e fatto foto con Beppe in prossimità di una stazione di servizio, proseguono da soli verso nord in direzione Moshi. Già ieri ne avevamo parlato e non ci sembrava il caso di entrare tutti in città  con Jack al seguito perché non ne saremmo più usciti, a causa del traffico frenetico che vive  attorno e dentro alla capitale. Io e Federico arrivati in città salutiamo Beppe e poi ripartiamo per  raggiungere il gruppo . Quando arriviamo all'  appuntamento con il resto del gruppo, scopriamo che per un disguido hanno  proseguito per altri 150 km circa. A quel punto ripartiamo per raggiungerli  , per ridurre la distanza utilizziamo la strada asfaltata pensando di accorciare le distanze, pessima idea,l' intensità di camion e pullman è incredibile e la qualità degli autisti è veramente pericolosa, il sorpasso in curva è alla norma per i camionisti, il sorpasso con la corsia impegnaata non è un problema, tutto questo si aggiunge alle strade asfaltate che si sono trasformate col passaggio dei camion ,con loro peso ,e il  calore del sole hanno ridotto la lingua d' asfalto a vere e proprie trappole per i mezzi a due ruote, con solchi avvalli e piccoli dossi con nessun tipo di illuminazioni artificiali se non chè i forti abbaglianti dei mezzi che va a incrociare tanto forte da accecarti, tutto questo ha fatto si che sia stata una decisione errata, perché  si è verificata una grave situazione di pericolo. Nonostante tutto riusciamo a raggiungere il gruppo in un altro paese dove hanno provveduto a prenotare la stanza per la notte. Domani si parte alla volta del Kilimangiaro!


21 Dicembre
Manundo-Marangu
Ci mettiamo in viaggio poco dopo il risveglio  e facciamo un'unica sosta per un piccolo spuntino per poi ripartire verso il famoso Kilimangiaro. Arriviamo a Marangu in serata .Mangiamo qualcosa e a domani..visiteremo la zona intorno al Kilimangiaro.


22 Dicembre
Marangu-Lodge We Mbu
A Marangu due locali ci portano in giro per farci vedere le  bellissime cascate di Nduro e per visitare le abitazioni dei Chagas antica popolazione africana tutt’ora esistente in questa zona ,da sempre in conflitto con un'altra nota popolazione,  ovvero quella dei fieri Masai. I Masai ,infatti, nascono come popolo di pastori ma presto sono quasi costretti a diventare guerrieri . La causa è che le loro steppe verdi e rigogliose  nel periodo invernale diventano aride e secche per cui i Masai si spostavano nelle terre dei Chagas per fame. I Masai hanno provato più  volte a sottomettere i Chagas nelle loro strane  e affascinanti abitazioni scavate nella roccia ma non ci sono mai riusciti. Oggi , finalmente sono riusciti a trovare un accordo tra loro e vivono pacificamente. La strada per giungere alle cascate è un bel po' ripida ma giunti a destinazione aiutati da bastoni rudimentali il paesaggio che vediamo ci lascia a bocca aperta...la vegetazione è fitta, il suono dell 'acqua rompe il silenzio. Lasciamo la meravigliosa vallata ci dirigiamo verso il parco del Kilimangiaro giungiamo all' ingresso ma scopriamo molte difficoltà date dal regolamento che prevede il divieto di accesso dei veicoli, forché quelli autorizzati dal parco, per visitare la valle del Kilimangiaro bisognava seguire i sentieri obbligatori dove in alcuni di essi  prevedono la guida obbligatoria inoltre ci spiegano che per arrivare a una buona altezza dell' imponente montagna era necessaria almeno otto ore di tracking, dopodiché fare una notte di capeggio e proseguire per il ritorno tutto questo ci scoraggia per il troppo tempo che richiedeva la visita al grande parco, rinunciamo alla grande escursione, la     direzione del National Park of Ngorogoro. Finito il giro ripartiamo alla volta di Ngorogoro Crater . E’ tardi dormiamo in zona qui a Lodge We Mbu.


24 Dicembre
Karatu-Gelai Bomba
Oggi è la vigilia di natale ed essere qui al sole tra gli alberi e il canto delle cicale è quasi surreale!Le città sonno addobbate e illuminate, i bambini ci chiedono regali e tutti sono in festa,voci e musica ovunque. Ci mettiamo in viaggio verso il confine con il Kenia…Namanga. Attraverseremo la grande valle dei Masai che occupa circa 200 km dal territorio della Tanzania e 200 km al confine keniota. Dopo numerose ricerche tramite  le domande d' informazione riesco a trovare il tracciato con il quale entreremo nella grande vallata, il tracciato si presenta subito impegnativo perché ci porta ad attraversare piste e sentieri nel nulla più assoluto, fino ai piedi di una catena collinare, incredibilmente sul sali e scendi delle colline attraversando guadi e piccole foreste raggiungiamo la cima dove appare imponente dopo circa 100 km di sterrato duro, la grande savana dei Masai subito riconoscibile dalla sua pianura erbosa di colore verde smeraldo, gli alberi di piccola dimensione e animali in piena libertà . Il tutto arricchito da piccoli laghi dove gli stessi animali vanno a dissetarsi, incredibile la visione, il paesaggio toglie il fiato, anche il cielo di per sé, colmo di colore azzurro intenso e nuvole bianche sparse e gli ,uccelli padroni indiscussi!  Il paesaggio è meraviglioso e ci sono più animali qui in libertà d'   ammirare che nella riserva del Krugher!  Ci sono Gnu, gazzelle, cicogne,zebre e gnù! Mi fermo per fare foto e riprese video e come un bambino inizio a gareggiare nella savana con le gazzelle che corrono,  con gli gnù, e io sempre dietro nonostante la mia velocità in moto. Proseguo lo sterrato dando sempre un' occhiata alla posizione del gruppo, continuando il trip una mandria di zebre mi attraversa  senza alcun timore continuo per  il mio tracciato, io per istinto proseguo inseguendo il loro cammino, in un tratto mi ritrovo ad attraversare la distesa in mezzo al branco di zebre, in quel momento le emozioni sono incredibili e indescrivibili, la gioia è immensa. Il tempo scorre velocemente e la distanza pure, controllo l' orario e non vedo arrivare Jack attendo qualche minuto per verificare cosa era  successo, dopo un po' di km vedo il gruppo fermo li raggiungo e chiedo loro se c'erano problemi, subito mi riferiscono Jack si è fermato, io non mi preoccupo pur essendo bloccati in mezzo alla Savana, tolgo i vestiti dei Briganti del Deserto e rimetto  le veste del meccanico.  Ci rimettiamo in viaggio insieme  ai ranger che nel frattempo si sono avvicinati a noi per vedere cosa fossera successo. I ranger ci indicano un percorso alternativo e più rapido per arrivare a Namanga. Peccato però che ad un certo punto sbagliamo direzione ad un bivio. La sera sta calando e ci rendiamo conto che non arriveremo a Namanga in tempo per la notte. Stiamo per accamparci quando ci viene incontro un Masai  che ci indica il giusto percorso per il confine e ci invita a seguirlo con i nostri mezzi. Adesso è buio e ci illumina solo la timida luna. Diventa buoi. Il Masai, per abbreviare le distanze, cambia percorso e incomincia una ricerca di direzione nel vuoto con riferimento solo la luna, di conseguenza attraversiamo  colline, campi e letti di fiume in secca,  ci sono pietre ma soprattutto voragini scavate dall'  acqua  che scende giù  a valle. Si prosegue ed io rimango in coda per chiudere il gruppo e per controllare che nessuno si perda e così si è proseguito per latri 20 km alla velocità media di 30/40 kh . Qui siamo a circa 1200 mt  di altezza. Lo stesso  Masai perde l' orientamento e si cambia più volte direzione ad un certo punto io sempre arretrato, come mia responsabilità mi impone. A   pochi metri  non mi accorgo di un altro solco scavato dalla potente acqua e il posteriore della moto cade al suo interno, la moto sprofonda, la mia preoccupazione primaria è come far uscire la moto dalla voragine, dopo molti tentativi e tecniche acquisite dalla mia esperienza di ride africani, libero la moto, nel frattempo  perdo completamente  di vista il gruppo, e mi ritrovo in piena Savana al buio, insolitario, in mezzo alla Savana senza sapere neanche il punto in cui mi trovo. L' unica cosa che mi faceva compagnia era il luccichio continuo degli occhi degli animali, che popolano la valle. Non mi preoccupo e non vado in panico, al contrario mi sento a casa mia. Faccio un checkup alla moto con l' aiuto di una pila di emergenza che tengo sempre con me , e subito vedo che si è sganciata la catena dalla corona. Ripristino la posizione corretta della catena, ok, la moto è a posto. Mi resta solo capire dove si trova il gruppo e la direzione in cui si è allontanato, quindi faccio fede alla mia esperienza e cerco di udire il suono prodotto da Jack o eventuali segnali luminosi. Ma nulla da fare allora seguo il mio istinto: prendo la direzione della collina più alta per salire sua vetta, da lì scruto nell' oscurità un alone luminoso, che deduco sia dei mezzi del gruppo scendo e seguo l' alone , dopo pochi km li raggiungo. Il primo che incontro è Federico che accentuava la posizione con i fari della moto. Radunato tutto i membri del gruppo si riparte dietro le tracce del Masai, che giungiamo finalmente, dopo altri 30 km al suo villaggio. Giunti al villaggio Masai nonostante il tardo orario e la notte inoltrata, gli abitanti del villaggi ci accolgono con canti e balli, tradizionali dei Masai e si cena con le pietanze da loro offerte. Tutti attorno ad un grande  fuoco.  E’ vero che i Km di sterrato da 130 sono diventati 200 e che abbiamo allungato la strada anche rischiando .. ma chi l'avrebbe mai detto che avremmo passato la vigilia di natale in un villaggio Masai sotto le stelle del cielo africano!? Dopotutto se non fosse cosi’...che avventura sarebbe!?Buona Notte da..sogno in Africa! Montiamo le tende e a dormire...


25 Dicembre
Ci svegliamo nel villaggio Masai. Facciamo foto anche con gli abitanti del villaggio e con i proprietari di casa ,scambiamo indirizzi e ripartiamo verso Namanga.Ci mancano 30 km di sterrato ma molto facili visto che la pista si presenta una pista battuta finito  il tratto  sterrato mi rendo conto che la ruota è sgonfia e che è bucata! Finiti i 30 km di sterrato arriviamo all' imbocco della strada asfaltata che ci porta al confine, cerchiamo subito un distributore e facciamo  rifornimento ai mezzi, mi fermo e cambio la ruota sgonfia, a giudicare dalla lunghezza del chiodo mi rendo conto che deve essere successo all' ultima stazione di servizio stile africano (ahaahahahahahahaha) composta da due o tre fusti di benzina o un tavolo per la contrattazione del prezzo del carburante.  Continuiamo e ci dirigiamo verso Nairobi ma decidiamo di fermarci prima perché stanchi ancora del giorno precedente. Causa buio e assenza visibilità. Ci fermiamo ad Athi River  a circa 30/35 km da Nairobi.  Siamo talmente sfatti che non festeggiamo nemmeno il Natale.  Auguri a tutti!!


26 Dicembre
Oggi ci sentiamo riposati quindi subito ci rimettiamo in viaggio verso Nairobi. La città è davvero molto bella.  Lo stile è moderno e ci sono grattacieli  altissimi ovunque. Decidiamo di fermarci e di visitarla. Oggi qui è il boxing day  e tutti i  bambini sono nel parco centrale della città, insieme alle loro famiglie che giocano ,mangiano noccioline e gelati. I più grandi fanno giri  sui pony. Sono tutti vestiti a festa e truccati  in volto. Ci colpisce la grandezza del parco in piena città  e soprattutto il fatto che è pieno di cicogne,corvi enormi  e avvoltoi che svolazzano sulle nostre teste! Poi ci fa sorridere la presenza di tanti dromedari a spasso nel parco. Nel pomeriggio ci rechiamo presso l' ambasciata etiope qui a Nairobi sperando che mi rilascino il visto ma è chiuso ! Ci riproviamo domani.


27 Dicembre
Siamo ancora a Nairobi. E ci passeremo altri due giorni. Torniamo in ambasciata per il visto. I Briganti già hanno il visto per l' Etiopia. Solo io non ce l' ho perché in Italia non me l' hanno rilasciato a causa della mia nascita in Eritrea.  Sembra siano ben disposti. Infatti me lo rilasciano ma  ci fanno capire che tutti dobbiamo fare il visto ex novo,anche chi ne è in possesso e quello rilasciato in Italia verrà annullato! Una sorta di ricatto stile tangente trasformata in richiesta legittima, da parte dell' ambasciata etiope. Andiamo in centro città per fare foto che gli altri del gruppo non hanno con sé non pensando  sarebbe stato necessario rifare  il visto! Torniamo in ambasciata ,paghiamo 20 dollari a visto e ci dicono di tornare nel pomeriggio per il rilascio! Finalmente usciamo vittoriosi dall 'ambasciata! Adesso posso entrare anche io in Etiopia!Ripartiamo in direzione Nakuru ma ci fermiamo prima e facciamo campo a circa 30 km dalla città. A  Oleodondo…in piena savana!


30 Dicembre
Che risveglio! Succede solo in Africa di uscire dalle tende e accorgersi di essere circondati da zebre , facoceri e antilopi che spaventate scappano alla nostra vista! Le zebre arrivano a spingersi fino al ciglio della strada sterrata! Facciamo un giro nella savana per fare qualche foto e io mi diverto a correre in sella alla mia moto con le zebre! Arriviamo a Nakuru,la superiamo e ci dirigiamo verso Kisumu. Pernottiamo in zona.


31 Dicembre
Direzione Victoria Lake per fare foto. Arriviamo a Kisumu Depot nei pressi del lago e ci dicono che nelle vicinanze non ci sono zone di facile accesso per costeggiare il lago. Mentre chiediamo informazioni,  molti ragazzi si avvicinano ai mezzi e in un momento di distrazione da parte di Federico a cui aveva dato l’ incarico di dare un occhiata alla mia moto, mi accorgo che il mio cellulare è sparito!  Mi guardo intorno vedo un gruppo di ragazzi precedentemente attorno alla mia moto e mi avviccino per chiedere informazioni se avessero visto qualcosa, due o tre di loro mi descrivono un ragazzo in particolare, rintraccio subito il gruppo in cui era aggregato e io gridando e implacando in modo molto selvaggio mi avvicino a loro, scatta quasi una rissa ma  mi assicurano di non saperne nulla uno del gruppo chiama  un tizio della zona ci accompagna presso la stazione centrale di polizia a Kisumu. Facciamo denuncia e riesco a parlare direttamente  con il commissario capo , mi assicura che  tramite gps sarà possibile rintracciarlo ma con l' aiuto di 500 shining( 50 €) posso incaricare  direttamente uno informatore locale che in breve tempo riuscirebbe a restituirmi il telefono . Quindi ci invitano a pernottare ancora a Kisumu e a tornare il giorno successivo.


31 Dicembre
Ci dirigiamo nuovamente presso la stazione di polizia  qui in città. Tra gli altri abbiamo conosciuto Vincent E Antonina due poliziotti molto disponibili  e gentili. Del cellulare non hanno traccia per ora ma sono ottimisti e ritengono di riuscire a trovarlo. Speriamo ! ma nel frattempo  dobbiamo ripartire,il viaggio è lungo. Ci dicono che se dovessero trovarlo ci avvisano e ce lo spediscono ovunque  noi siamo. Con questa speranza ripartiamo verso Nakuru. Torniamo indietro sul nostro percorso perche non possiamo andare a nord verso il lago Turkana..Ce l hanno sconsigliato a causa di scontri ci dicono essere in zona tra Turkana e un altro gruppo locale! Per  noi non dovrebbe essere pericoloso ma meglio evitare e non rischiare l’ incolumità del gruppo. Mentre torniamo a Nakuru riceviamo la telefonata di Antonina. Hanno rintracciato il cellulare e domani Antonina lo spedirà tramite corriere a Nakuru. Pernottiamo a Nakuru.


1 Gennaio
Fine dell’ anno in bellezza! Ritiro il mio cellulare dallo spedizioniere. Ringrazio ancora una volta la polizia di Nakuru e ripartiamo alla volta di Nyeri. Ci fermiamo a Nyeri  e festeggiamo qui l’ ultimo giorno dell' anno facendoci un regalo! Abbiamo bisogno di un letto vero e di acqua calda e quindi decidiamo di dormire in un albergo  dove ci sia acqua corrente e calda, cosa non facile in buona parte dell'Africa! Troviamo un  resort, l' unico disponibile, dove ceniamo  tra danze locali e musica dal vivo!Scoprendo in seguito che al suo interno è presente una sorta di discoteca all'aperto dove i giovani ma anche gruppi di famiglie della zona si recano ballare.  Le ragazze vengono invitate a ballare dai ragazzi del posto! All'arrivo del nuovo anno vengono liberati palloncini  in cielo e tutti cantano un inno locale e pregano. Dopo un Natale in un villaggio Masai...il Capodanno non poteva essere da meno! Buon Anno a tutti dal Kenia!


2 Gennaio
Nyeri –Isiolo
Prosegue il nostro viaggio in Kenia passando da Naniuku fino ad arrivare ad Isiolo. Durante il tragitto alla nostra destra scorgiamo in tutta la sua maestosità il Kenia Mountain e ci stupisce trovare a 2500 mt d'altezza coltivazioni di riso,the e persino rosai in serra. Il paesaggio è bellissimo e ancora una volta siamo senza fiato. Lungo il tragitto incontriamo numerosi europei che si sono trasferiti in Kenia e a cui chiediamo informazioni sulla strada. Il viaggio verso l'Etiopia  continua ma viene rallentato da un problema alla moto di Federico. Ci fermiamo per una sosta e brindiamo ancora al nuovo anno con una bottiglia di vino bianco.…ancora auguri a tutti!! Ci accampiamo ad Isiolo.


3 Gennaio
Direzione Moyale. Ci avevano detto che fino a marzabit (marsabit)  avremmo trovato solo asfalto e invece ancor prima di arrivare a Marsabit cominciano 250 km di sterrato. A sorpresa incontriamo una savana brulla e sterile. I bambini che prima ci chiedevano soldi o dolci adesso ci chiedono acqua! Fa molto caldo e l'aria è bollente! Scorgiamo un po' distanti da noi un gruppo etnico locale che poi ci vengono indicati come Samburu i quali vivono qui a nord in Kenia. Il loro abbigliamento è caratterizzato innumerevoli collane  che arrivano fino a coprire il seno per le donne  e da enormi orecchini posizionati anche sulla parte alta dell' orecchio. In testa hanno bellissime fasce di coralli. Gli uomini invece hanno una piuma in testa .  Tutti poi hanno bracciali e cavigliere in ferro . Non sono molto socievoli e sembrano piuttosto austeri e fieri come popolo. Gli uomini non ricambiano il nostro saluto a differenza di donne e bambini. Per strada incontriamo con sorpresa carovane di dromedari..una scena da film. Il sole è basso è in controluce l' effetto è notevole!!  Sorridiamo alla vista di un cartello indicante..” percolo attraversamento Elefanti”…solo in Africa!!! La savana diventa sempre più brulla e cattiva fino a quando sulla nostra  destra troviamo un piccolo cratere e poco più avanti comincia il deserto.. il deserto del Kiroli. Chi non è mai stato in Africa e pensava che il deserto potesse essere solo di sabbia deve ricredersi. Esistono vari tipi di deserto..uno di questi è quello del Kiroli caratterizzato da terreno finissimo molto somigliante alla sabbia e da pietre..Il deserto del Kiroli ha l'aspetto di un deserto lunare fatto appunto di roccia d origine vulcanica  di colore nero e di pochi arbusti  secchi. Gli unici animali che incontriamo qui sono grandi corvi che si avvicinano molto a noi in attesa di cibo. E poi naturalmente ci sono tantissimi dromedari,che si spostano coi loro padroni a mandrie di cento/centocinquanta elementi in direzione del mercato del bestiame  per i loro affari,  altra presenza sono gli avvoltoi!E' calato il buio..mai visto un tappeto cosi grande di stelle e così vicino a noi che pare caderci addosso. Un posto magico questo,il posto giusto per accamparsi .E' tardi.. il sole è tramontato da molto ormai, ma l' aria è ancora molto calda .Intorno solo silenzio interrotto dal sibilo del vento e dalle risa di iene in lontananza. Pura magia…


4 Gennaio
Ci svegliamo nel deserto. L’alba all’orizzonte si confonde con il tramonto del giorno precedente..un vero spettacolo! Il tempo sembra essersi fermato. Intorno a noi sempre e solo il sibilo del vento. Ripartiamo e dopo pochi km incontriamo un locale a cui diamo un passaggio  sulla mia moto. Dopo poco il gruppo mi fa  segno  di fermarmi! Torniamo indietro e vediamo parte del carico sul tetto in bilico. Stiamo per perdere il potalizzatore e alcuni pacchi contenenti aiuti umanitari mentre abbiamo già perso il tavolo a causa delle corde allentate dai troppi salti sullo sterrato. Saliamo sul portapacchi  per stringere le corde e il locale molto gentile ci aiuta salendo anche lui a bordo. Lasciamo il nostro nuovo amico  e continuiamo verso Moyale. Oggi per certi versi è davvero una giornataccia.  Jack a causa dello sterrato e delle troppe vibrazioni ha perso un tubolare che tiene il tetto all'interno della cabina e successivamente una parte del finestrino del lato del  guidatore. Inoltre, la moto di Federico  ancora non va! Sempre a causa delle troppe buche è scoppiato un para olio, della forcella anteriore della moto di Federico. Via adesso verso Moyale, ma il nostro viaggio viene ancora una volta rallentato. Jack si ferma e non da segni di vita a mia insaputa! Io in quel momento   sono a  circa 5  km più avanti .Attendiamo l' arrivo di Jack . Ma nulla di fatto, Jack non arriva. Chiedo informazione ai passanti che arrivavano dalla stessa direzione, arriva un fuoristrada e lo  fermo , gentilmente gli  chiedo notizie  su Jack, vengo a sapere che il gruppo è  fermo e  sulla strada  alcuni militari  si  sono fermati per dare soccorso, nello stesso momento in cui parlavo col conducente de fuoristrada passa la polizia doganale e chiedo se può verificare la situazione del gruppo. Alla fine decido di andarli incontro e la camionetta dei militari insieme alla polizia doganale mi accompagna dal gruppo e  a questo punto  rimetto ancora una volta i panni da meccanico e provvisoriamente risolvo il problema che è nella cinghia dell'alternatore e nel comando elettronico della pompa di iniezione. Il mezzo infatti si spegne continuamente e non regge il minimo ma ugualmente riusciamo ad arrivare alla stazione di polizia di Moyale  .I poliziotti ci invitano ad accamparci sulla zona accedente , alla caserma,  fatta di poche costruzioni e un paio di turche. Prima però ci accompagnano con la loro camionetta a mangiare qualcosa e in seguito ci vengono a riprendere. Domani ripartiremo alla volta dell'Etiopia!


5 Gennaio
Moyale. Mattinata dedicata a Jack. Dopo circa 510 km di sterrato  in 2 gg…è praticamente a pezzi!! Sistemo il tubolare , i perni che tengono il tetto e la portiera lato guidatore che era bloccata  e non si apriva più! Tiriamo fuori i pacchi e i nostri effetti personali, risistemiamo e puliamo il retro. Ieri  a causa dei sobbalzi  un contenitore di olio si è rotto e abbiamo  rischiato di rovinare completamente il resto del materiale umanitario ancora da consegnare!  Ma per fortuna è salvo! Dopo la cabina mi dedico al motore.…ripristino le parti danneggiate. Un breve checkup alle moto, purtroppo in questo checkup  risulta un danno alla moto di Federico  riguardante la pompa dell'acqua riparata precedentemente in Sud Africa, dopo vari tentativi per risolvere il problema, siamo costretti nuovamente a caricare la moto nel retro di Jack . Ripartiamo verso l'Etiopia, lasciamo alle spalle Moyale kenyota. Ormai giornata finita! Arriviamo nella Moyale etiope  verso le 16.00 ma ci dicono che è chiuso perché oggi è sabato e la dogana chiude prima! Riusciamo a farci timbrare i visti sul passaporto ma non i Carnet De Passage! Con la mia esperienza delle zone doganali sono riuscito con la mia simpatia africana a convincere gli addetti agli uffici per il transito dei mezzi. Ringraziamo e proseguiamo. Il lato etiope di Moyale  che sulla cartina è segnata come strada asfaltata in realtà è un vero disastro! L ' asfalto è tutto un buco ,sarebbe stato meglio uno sterrato e soprattutto più divertente! Uno dei tanti buchi o meglio  dire voragini poi  fa perdere l' unico finestrino rimasto di Jack scoppiare ! Mai vista in Africa una strada peggiore di questa! Proseguiamo verso Mega.


6  Gennaio
Ci svegliamo a Mega. Abbiamo dormito in una pensioncina senza nome e con un sola turca per tutti gli ospiti! Letti abbastanza dignitosi ma luogo a dir poco selvaggio .Nonostante le lenzuola ho consigliato a tutti di dormire nel proprio sacco a pelo, per evitare contatti con le pulci. Accamparsi ieri notte era impossibile siamo arrivati a Mega troppo tardi ma dovevamo scegliere se fermarci prima e accamparci o proseguire e fare più strada possibile verso Addis Abeba . Ci fermiamo ad Awassa luogo incantevole caratterizzato da innumerevoli laghi.


7 Gennaio
Ad Awassa  conosco una ragazza eritrea, Saba Sessa. Parla benissimo l' italiano infatti ha vissuto in Italia a lungo. Parlando più tardi con lei veniamo a sapere che è Eritrea ma che a 11 anni è stata adottata da una famiglia Italiana e che ha vissuto a Grosseto , dove lavorava,fino a pochi anni fa! Inoltre a conferma che il mondo è piccolo  che conosce molti miei amici e parenti eritrei. Bello parlare con lei e ricordare i luoghi della nostra infanzia e quanti ricordi anche se non sempre belli a causa della guerra. Saba poi ci dice che oltre ad occuparsi di turismo e a lavorare in quel settore, gestisce un centro.  Il progetto / centro si Chiama Blein facente parte a sua volta del più ampio progetto continenti con più sedi nel mondo compreso il Sud America. La sede principale del progetto è a Roma. Andiamo a visitare il  centro, non è un caso fare incontri di tale importanza! Dopo aver fatto foto e riprese video  con annessa intervista relativa all’organizzazione del centro, chiamiamo i bimbi all’appello e consegnamo loro tra l'altro anche penne e quaderni che loro apprezzano  più  dei vestitini e dei dolci, in più ritengo il centro idoneo per un altro depuratore d'acqua potabile, l' ultimo dei cinque già donati e installati. Quale modo migliore per cominciare la nostra avventura in Etiopia! Terra a quanto ci dice Saba , ricca ma mal sfruttata a causa della mancanza di informazione e formazione dei locali! Salutiamo e proseguiamo da un lato non contenti a causa del poco tempo passato nel centro. Avremmo voluto passare più tempo con Saba, una ragazza dolce, sensibile e molto provata! Ci ha raccontato degli episodi da brividi! Arriviamo ad Addis intorno alle 21.30.Due partecipanti ripartono da Addis Abeba per l'Italia e se ne aggiungeranno altri tre.Siamo in orario. Troppo tardi per  proseguire  e  per accamparci. Inoltre a quest’ora difficile trovare un posto dove dormire quindi io e i Briganti dormimo nellla parte posteriore del truck. Viaggiare di notte in Africa è un vero suicidio anche se a volte siamo stati costretti ,come oggi a farlo! A Domani!


8 Gennaio
Siamo giunti ad Addis Abeba in capitale subito annuncio il mio arrivo  a mio cugino. Che ci viene incontro. Andiamo all' hotel dove ci aspettano gli altri tre partecipanti, dopo saluti  di benvenuto ci aggiorniamo per il giorno successivo per iniziare il tour nel Nord Etiopia.In serata con mio cugino e Federico  ci incontriamo e andiamo nei locali per svagarci e per raccontare l' avventura fino in Etiopia, passiamo una serata di divertimento.


9 Gennaio
Con un piccolo brithing descrivo come passeremo e cosa faremo in questi giorni nel Nord Etiopia. Non sono in programma le visite con le onlus , perché ogni villaggio lungo il nostro tripoffroad adventure prevede l 'attraversamento di villaggi nei quali ogni azione umanitaria è di vero aiuto. Si parte per  la Libelà, la prima chiesa della cultura cristiano-ortodossa. Continuiamo verso Gondar  toccando le vette di 3850, dove il paesaggio è incredibile, nonostante l' altezza il verde ne è padrone, e le scimmie babbuine, i guardiani, le nuvole ci riportano nel loro attraversamento in una sorta di nebbia, tipica della pianura padana ma subito dissolta al suo passaggio già dopo  100 km il paesaggio cambia da zone erbose a zone rocciose e brulle , e lì i villaggi sono riconoscibili dai numerosi coni di tucul e la folla di bambini che via via escono al nostra vista .


10 Gennaio
Siamo in direzione per Mechelè, il nostro percorso ci porta ad attraversare ben 150 km di curve e passi di montagna tra sali e scendi fatte di sterrato , strade bianche e alcune tratti di mulatiera, stretti e ripidi. Le moto scivolano via e salgono via senza problemi, e Jack con i ragazzi supera difficoltà date dai dislivelli e i tornanti li supera senza grossi problemi, è davvero un mezzo inarrestabile! Nel Nord Etiopia i villaggi di tucul vengono sostituiti da case squadrate con tetti a spiovenza costituiti da pareti di legno intrecciato e rivestito da fango e paglia come se fosse una malta da intonaco. In alcuni di questi villaggi ci fermiamo e consegniamo il materiale,veniamo subito accolti calorosamente e i bambini circondano il mezzo incuriositi della nostra presenza. Iniziamo a consegnare loro il materiale umanitario, alla fine ogni bambino ha ricevuto matite, quaderni, vestiario, la felicità si leggeva nei loro occhi e le grida di gioia ci avvolgevano tutti, anche in questa occasione i genitori hanno voluto condividere con noi il pranzo, cosa da noi gradita. Ma il tempo è tiranno e i km sono tanti, quindi si riprende la marcia. A distanza  di tre ore, organizziamo il campo base e si va a dormire.


11 Gennaio
Incredibilmente ci svegliamo e la brina in  un strato di ghiaccio ci dà il buongiorno ed è la seconda volta che ci capita, quindi con calma aspettiamo i primi raggi solari che fanno evaporare lo strato di ghiaccio,  visto lo sbalzo termico. Affianco all' accampamento era presente una grossa collina di facile accesso, è nata subito una gara di chi la scalava per prima, da lì si vedeva benissimo il campo base con le  moto, le tende e Jack , in mezzo alla valle, dopo questo piccolo svago si riparte verso Axum, che dista circa ancora 400 km , da percorrere in offroad . I tempi si allungano notevolmente e quindi decidiamo di riprendere la via del ritorno per non rischiare di arrivare ad Addis Abeba, perdendo dei giorni.


12 Gennaio
Siamo sulla strada di ritorno, gli ultimi partecipanti avevano la data di partenza per l' aereo i due giorni successivi quindi si è viaggiato dalla mattina fino alla sera tardi, macinando 600 km, per giungere ad Addis Abeba in un giorno solo.


14 Gennaio
Con oggi è l' ultimo giorno della presenza dei partecipanti e con essa si conclude anche la prima parte della “Africa mission trip for children 2013”. Oggi, giorni di saluti si va in aereo porto di Addis Abeba e gli ultimi partecipanti prendono il volo per l' Italia con u po' di tristezza , ma con tanta gioia di aver partecipato ad una vera avventura e un' azione umanitaria vissuta in prima persona.


15 Gennaio
Rimane con me Federico che decide di partecipare insistendo alla mia attraversata del coast to coast , che è la seconda parte della mission 2013.

Paolo Briganti

Questa Seconda parte la troverete presto sempre su aMotoMio.it insieme alla motivazione di tanto ritardo, unito alla promessa che “Trip for Children” non è ancora finito.
Flap

MOZAMBICO
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TANZANIA
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KENIA
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ETIOPIA
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