
Gli annunci di questi giorni ci parlano di notevoli differenze tra le scelte delle case
Cosa vedremo all'Eicma? E' la domanda che ci facciamo ogni anno con un aspettativa quasi da bambino entrando nel reparto giocattoli del grande magazzino qualche giorno prima di Natale, ma se negli anni scorsi, in tempo di abbondanza, le novità erano tante e annunciate che roboanti campagne e dispiegamento di mezzi, da un paio d'anni le case scelgono con più parsimonia i pochi testimonial del loro rinnovamento.
Gli annunci di questi giorni ci parlano di notevoli differenze tra le scelte delle case. Alcune hanno deciso di uscire con diversi modelli nuovi, mentre altre hanno deciso di giocare totalmente in difesa. Da parte nostra ci preme rilevare, che essere un presente assente, cioè portare nuovamente solo cose già viste, è quasi alla stessa stregua di non presentarsi. La fantasia e la passione del motociclista va continuamente stimolata.
Qui sotto una piccola carrellata di quello che vedremo, ma personalmente mi sento di consigliare di abbandonare le vie troppo battute e di avventurarsi tra gli stand meno conosciuti di produttori di materiale pregiato o di moto con tanta anima e tanta passione, come ad esempio la CR&S che presenterà la possente ed emozionante DUU in versione stradale, monoposto e biposto, una moto che nella sua filosofia costruttiva e in quella del suo costruttore, sembra incarnare più di ogni altra il concetto di libertà del motociclista. Non a caso si è guadagnata un posto al MAD-moto Arte Design tra i capolavori motociclistici degli ultimi 50 anni.
Peccato che per tutti gli estimatori e i pretendenti ad averla nel box ci sarà un po da aspettare, visto che le prenotazioni hanno saturato le capacità produttive dell'impianto per il 2011, costringendo l'azienda a spostarsi nel nuovo impianto di Cusago. Ma è buon segno che la voglia di motociclette con l'anima sopravvive a quest'epoca materialista.
Aprilia
Le novità per la nuova stagione a Noale passano per i due estremi di gamma. Dorsoduro e RSV4 chiamano gli utenti di due segmenti opposti, ma che desiderano forte personalità e tecnologia.
RSV4 APRC SE
Aggiornamenti per la regina della Superbike, se squadra che vince non si cambia, meglio comunque non dormire sugli alloti. La superbike probabilmente più emozionante del momento riceve aggiornamenti per diventare la moto più sofisticata sul mercato, anche più dell'S1000RR. Nell'elenco dei dispositivi, oltre ai cornetti a d altezza variabile, troviamo l'APRC, il controllo di trazione più sofisticato attualmente installato su una superbike, capace di misurare e imparare dalle variazioni percepite (anche la variazione dei pneumatici montati), di misurare con due giroscopi le inclinazioni della moto, di mettere a disposizione un cambio elettronico e un sistema per ottimizzare le partenze ALC. Insomma, il massimo per chi vuole entrare in pista. Prezzo per questa race machine 22000€.
Dorsoduro 1200
La nuova versione della motard stradale di Noale adotta un cuore molto più generoso della sorellina, con un bicilindrico di 1200cc derivato dal 750. Se infatti molti si aspettavano di rivedere il glorioso V60 montato sulla RSV1000, sembra che la stagione di quel bicilindrico sia definitivamente tramontata. Questo nuovo possente cuore è un V90 che eroga 130cv con teste bialbero e distribuzione mista ingranaggi e catena.
Il resto della struttura è all'altezza della qualità aprilia, pinze Brembo radiali, controllo di trazione ATC, ride by wire per controllare il richiamo della cavalleria.
La risposta Aprilia all'Hypermotard di casa Ducati, una funbike che speriamo diverta molti... anche se non ci sembra per tutti.
BMW
Non ci sono molte novità in casa BMW, reduce dal titolo di miglior superbike al mondo per la sua S1000RR, risultato direi soddisfacente per chi è appena entrato nel segmento rispettando per giunta i canoni di costo giapponesi, a parte qualche nuova colorazione e qualche rivisitazione, si è prodotta in pochi annunci. E' l'esempio della G650GS, sorella della ormai onnipresente F650GS, non cambia la sostanza, sempre monocildrica rimane, ma una rinfrescata non fa mai male.
K1600GT e GTR
La moto più attesa dell'anno. Non si sa se con intenzione o meno, ma la casa bavarese è riuscita a spostare l'attenzione dei grandi annunci dalle moto ipersportive, alle grosse turistiche. Sono mesi che si parla del nuovo motore 6 cilindri 1600c di BMW, quello che nell'immaginario dei turisti a lungo raggio dovrebbe essere uno sguardo sul passato e uno sul futuro, un modo forse per distinguersi ancora dai soliti 4 cilindri giapponesi, forse un nuovo tentativo per dare la grande mazzata alle case giapponesi, che nelle turistiche stanno subendo l'assaldo delle case europee trascinate da BMW, apparentemente senza essere in grado di reagire in modo adeguato.
La grossa bavarese sicuramente avrà tutto lo stile BMW, l'imponente sei cilindri dalle immagini sembra farla da padrone nell'estetica della moto, mettendo a nudo le fiancate dei cilindri. L'impostazione da grande nave da viaggio, sembra però voler introdurre un nuovo dinamismo nelle tourer mastodontiche come quelle prodotte da Harley Davidson o la mitica Honda Gold Wing. Ci aspettiamo la solita moto totalmente priva di difetti e maneggevole in movimento come sono solitamente anche le BMW più grosse.
Ducati
A Borgo Panigale hanno puntato tutto sui muscoli, e dopo aver messo a soqquadrro il mondo delle turistiche con la sportiva e tecnologica Multistrada, si presenta con la rivisitazione delle sportive e l'introduzione del Monster 696, probabilmente l'equilibrio e la dotazione perfetta per quello che è il punto di partenza del filone attualmente più ricco, le naked.
1198SP e 848Evo
Ducati ha inteso affinare e appuntire le sue armi migliori attraverso una serie si aggiornamenti sulle 2 supersportive. La 848 Evo eridita nuove pinze monoblocco Brembo e l'ammortizzatore di sterzo, oltre che sospensioni Sachs al posteriore e all'anteriore. Notevole l'aggiornamento al motore che portano la potenza erogata da 134 a 140 cv. Il 1198SP è l'erede della versione S, quello che la contraddistingue dalla progenitrice è un avvicinamento alla versione R, con l'arrivo di antisaltellamento, controllo di trazione, serbatoio di alluminio e ammortizzatore Ohlins TTX36. Insomma, con qualche soldo in meno rispetto alla versione R, ci si porterà a casa una signora moto pronto pista.

Diavel
Dopo aver visto mille foto di vario genere, alcune rubate, le altre ipotizzate, aspettiamo di vedere quello che per Ducati sembra essere l'inizio di un nuovo filone, più lontano dalle supersportive che per un decennio sono state il suo simbolo, per migrare verso moto tutte muscoli e con forte personalità. Non sappiamo bene se questa strada porterà ad un ulteriore incremento di successo per Ducati, sicuramente la ricerca di nuovi segmenti sono la speranza di aggredire nuove fasce di motociclisti invece del solito zoccolo duro. Vedremo dal vivo come si presenta questa nuova creatura che monterà lo stesso motore del nuovo Multistrada.

Honda
Honda si presenta con poche novità di rilievo, molte variazioni di colore, qualche piccolo restyling, ma niente di stravolgente sui modelli di punta. La regina dello stand sarà la nuova moto tutto fare disegnata nel centro stile di Roma, che utilizzerà il nuovo motore del VFR, ma probabilmente con un taglio di cilindrata. I disegni svelati di volta in volta da Honda mostrano una moto alta, che richiama un po lo stile Ducati Multistrada, e che sicuramente sarà un'ottimo mezzo come è solita costruire la casa giapponese. Da lustro alla creatività italiana che anche questo modello, come la Hornet 1000, nasce dai centri stile italiani.
CBR250R
Una nota va fatta anche su un nuovo trend giapponese, quello delle piccole sportive. Honda segue l'esempio di Kawasaki e la sua Ninja 250, immettendo sul mercato il nuovo CBR250R. Piccola e compatta vuole essere una tentazione per chi si avvicina alle due ruote, ma non vuole restare intimorito da missili terra aria con ruote e specchietti. Buona l'intenzione e anche il risultato estetico. Ci piacerebbe che non fosse anche un'operazione al risparmio dal punto di vista ciclistico. Andare bene in moto fa bene alla moto.
Kawasaki
Le novità per la verdona sono di diversi livelli. Si va dal cambiamento radicale al ritocco, bene o male toccando quasi tutta la produzione. Notevole l'esercizio fatto sulla muscolosa Z1000 per farla diventare una sport tourer aggressiva e completa di tutto il necessario, dopotutto nessuno sfugge al ritmo di mercato imposto da BMW, e la verdona se la cava davvero bene. Continua anche la voglia di moto poco impegnative e vintage con il ritorno della serie W, la W800, con un'aggiunta di motore che non guasta. Ma veniamo alle 2 grosse novità.

ZX10R
Kawasaki ha già annunciato da tempo in grande spolvero la sua novità più importante, la nuova ZX10R. Seguendo le orme della concorrenza... europea, ha deciso di sviluppare una moto da corsa per poi omologarla per la strada. Dopo la resa piuttosto scarsa dell'attuale modello, sul quale c'era stata grande attesa, Kawasaki decide in controtendenza di puntare decisamente sul campionato delle derivate di serie, e di sviluppare un'arma in grado di vincere il titolo, una moto estremamente emozionale e che appare coinvolgente già al primo sguardo. Nuovo il telaio, nuove le quote, nuovo il motore e nuova la dotazione. Niente è stato lasciato al caso, niente è stato lasciato intentato dall'unica casa giapponese che si vanta di fabbricare solo moto, niente scooter.

Z750R
Vento di novità anche per la regina delle vendite, l'ormai mitica Z750. A differenza di Suzuki, Kawasaki punta anche sui contenuti, se l'impegno sul motore non è estremo in quando giudicato sufficiente, diverso il discorso per la ciclistica. Nuovo telaio, bello il forcellone, pinze radiali all'anteriore, sospensioni anteriori e posteriori ereditati dalla più prestante 1000, dischi a margherita al posteriore e all'anteriore, ed una estetica più aggressiva. Insomma, ad Akashi non vogliono cedere il trono delle vendite.
MotoGuzzi
La casa di Mandello, sottoposta alle cure Colanino e alla tecnica, come lui l'ha chiamata, indiana, non annuncia grosse novità ma prosegue nella sua strada per riportare gli italiani (in altri paesi non è poi così difficile) al marchio dell'acquila. La qualità delle moto continua a sembrarci di buon livello, e speriamo che l'immagine scialba della Guzzi anni 80 e 90 abbandoni la mente dei motociclisti, a giusta ragione ovviamente. Ci rammarica enormemente invece la scelta di limitare i modelli ad alcune categorie specifiche, due pe lo più, e non investire invece in segmenti dove i motociclisti che sopravviveranno all'era del bar, sceglieranno le loro prossime moto, moto che dovranno avere più personalità che cavalli. Vedremo mai l'MGS01 con targa e fanali e le concept V12 nelle vetrine dei concessionari?
Norge 1200 8V
La Norge ha già riscosso ottimo successo tra gli appassionati delle moto comode a lungo raggio, che cercavano una tourer italiana in alternativa a quelle bavaresi. Oggi eridita il motore a 4 valvole per cilindro, un buon avanzamento per dare più pastosità ad un motore che aveva bisogno un po più di corposità e schiena.

V7 Racer
Continua l'operazione vintage inaugurata con la V7 con un'altra rivisitazione diremmo abbastanza riuscita. Telaio rosso, targa col il numero, mascherina numerata e altri particolari anni 70 le danno un tocco di personalità in più, che piaceranno soprattutto a chi cerca una moto per farsi notare o per respirare quell'aria di anni motocilistici molto più liberi e anche spericolati.
MV Agusta
F3
Finalmente qualcosa di davvero nuovo dopo anni a rivisitare gli stessi modelli, anche se quello dell'anno scorso sull'F4 è stato qualcosa di molto più sostanzioso. La moto, che sarà un 3 cilindri qualcuno direbbe a sposare la filosofia Triumph del "3 è il giusto compromesso", ma in MV dicono semplicemente un ritorno ad una gloriosa storia fatta di tante vittorie della tecnologia italiana. Appare piccola e molto compatta. Le indiscrezioni sono molto poche, anche se già dalle foto si nota un forte family feeling, inconfondibilmente bello il forcellone monobraccio. Quello che ci aspettiamo è qualità e particolari di pregio come solo la casa costruttrice della più bella moto al mondo sa fare. Il nostro Flap, che ha partecipato alla presentazione a porte chiuse, ci ha già rassicurati che non rimarremo delusi.
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Suzuki
Le novità che la casa di Hamatsu porta al salone di quest'anno sono molto importanti, visto che riguardano le fasce più importanti, vale a dire le naked e le sportive di media cilindrata.
GSR750
La novità più importante è il GSR750, più importante perchè si colloca nella fascia di mercato che registra più vendite in assoluto, e perchè dopo Yamaha, Ducati e Aprilia, anche Suzuki si accoda alla tendenza che alza l'asticella della cilindrata entry level intorno ai 750 cc. Il nuovo GSR si dimostra molto accattivante nelle linee, perfettamente in linea con le due sorelle Kawasaki e Yamaha, e se pur non vince per originalità delle linee resta comunque un grande passo avanti rispetto al GSR600. Che poi ad Hamamatsu credano molto nella nuova estetica e che questo debba essere il segmento dei motociclisti "poca spesa tanata resa", è dimostrato dal reparti ciclistico non di prim'ordine. Infatti è stato abbandonato il bel forcellone della 600, e non ci sono pinze radiali come ormai la moda, e i tempi moderni, vogliono. Diverso il discorso per il motore. Lo splendido propulsore del gixxer 750 non aspettava altro che trovare posto su qualche altro modello, adattato a dovere ovviamente.

GSXR 600 e 750
Arriva il consueto restyling di uno dei nomi più blasonati e storici delle super sportive: GSXR. Non sappiamo bene a quale generazione siamo arrivati, ma i cambiamenti sono più sottopelle che in superficie. Infatti a guardarla lateralmente non si notano immediatamente grandi differenze, ma il codino più filante e il nuovo gruppo ottico di... vecchia ispirazione ne caratterizzano i tratti. Il gruppo ottico infatti ha ripreso lo sviluppo verticale che aveva caratterizzato Suzuki come unica a non adattarsi alla moda del doppio faro orizzontale. E' bene in fondo che mantenga una personalità unica. Degna di nota invece la dotazione. Infatti spiccano all'anteriore pinze radiali Brembo e la forcella Showa big piston. Per il motore solito lavoro di fino dei tecnici per migliorare uno dei migliori 4 cilindri mai prodotto.

Triumph
La casa inglese sembra una delle più attive in questo anticipo di stagione, a differenza di molte altre decide di non giocare in difesa, ma di sfruttare le due fasce di mercato più generose, visto che a buone carte in mano. Dopo aver presentato la sua gran turismo la Sprint 1050 GT, in puro stile nave da crociera, tre novità di rilievo ci aspettano all'Eicma.
Tiger 800 e 800xc
Altra analogia con i prodotti della casa bavarese sono le nuove Tiger nelle versioni 800 e 800xc, un'enduro di cilindrata intermedia che richiamano l'F800GS, e che vogliono introdurre nella gamma della casa inglese una moto tutto fare, corredata dall'ormai inseparabile 3 cilindri della casa di Hinckely. Notevole il richiamo off road della moto, che nella versione standard monta un cerchio da 19 pollici, ma nella versione XC monta un cerchio da 21 con la possibilità di calzare anche pneumatici tassellati. Lo stile è snello e i richiami ai fari dal disegno teutonici sono abbastanza evidenti, ma siamo sicuri che per il resto la moto avrà una forte personalità inglese.
Daytona 675R
Nella versione aggiornata per il 2011 l'inglesina tutto pepe non cambia nell'estetica e nemmeno nel motore, ma acquista componentistica pregiata che miglioreranno sicuramente l'efficacia di quella che è uno dei best seller tra le super sport. Parliamo di ammortizatori Ohlins sia per la forcella che al posteriore, e di pinze Brembo radiali monoblocco. Insomma, non si può voler nulla di più per far scendere l'inglesina in pista.
Speed Triple
Alla terza generazione di una moto che ogni volta lascia il segno per forme anomale e quel gruppo ottico che ti guarda in maniera più brutale di una... Brutale, Triumph decide di rivisitare il suo best seller seguendo però i canoni del design attuale, che vuole più linee tirate e meno tondeggiamenti. Il risultato direi che è di tutto rispetto, e rimarrà sicuramente il riferimento per le muscle bike, bello il nuovo gruppo ottico obbligatoriamente doppio, ma belli anche i nuovi fianchetti e il disegno del serbatoio. Il motore rimane lo stesso 1050 a 3 cilindri che ci ricorda che la verità sta nel mezzo, mentre la cilistica è stata rivista con operazioni importanti come lo spostamento delle masse verso l'anteriore, un nuovo forcellone, sospensioni Showa e pinze Brembo. Insomma c'è tutto, tecnologia, fascino, prestazioni, sostanza. Non si smentisce mai.
Buon divertimento!!!
Wolf

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