Partire scettici e tornare stupiti. Ecco l’effetto della RTX 300, made in TVS.
Quanto scritto sopra è la pura verità. Quando abbiamo ricevuto l’invito alla prova della TVS RTX 300 sulle strade Toscane in Garfagnana sono partito molto scettico, pervaso (alla fine sono umano e motociclista normale) da quell’italica convinzione che sotto una certa cilindrata le moto possano essere poco interessanti. Clamoroso errore iniziale che, come vedrete, è stato corretto quasi subito, ma tant’è….ed è inutile che facciate facce strane voi che state leggendo: chi non ha peccato scagli la prima biella…

A PRIMA VISTA
La RTX 300 in colorazione Viper Green ci accoglie scrutandoci dall’alto di una pedana posizionata sulla (notevole) terrazza panoramica dell’hotel. L’avevo già intravista ad Eicma 2025 non lo nego, ma non la ricordavo di dimensioni cosi importanti. Mollo la valigia e vado verso la moto. Ma siamo sicuri che sia “solo” un 300 cc? Oppure ho preso un granchio?
Eh no, nessun errore, il propulsore è appunto un monocilindrico da 300cc, ma la moto, dal design per altro accattivante, si presenta con proporzioni e volumi degni di una moto di più alta cilindrata. Cupolino, carene e serbatoio si raccordano in un tutt’uno, con una caratterizzazione del frontale che esprime una identità precisa che unita alla leggerezza della parte posteriore “sostenuta” dal telaio con traliccio a vista dichiara fin da subito gli obbiettivi che stanno alla base del progetto RTX 300

UN PO’ DI STORIA
Non è un mistero che TVS punti a prodotti di qualità che uniscano tecnica, tecnologia e un pizzico di “arte su ruote”, così come l’hanno definita durante la conferenza stampa. “Art on wheels” non era specificatamente diretto alla RTX 300, ma è più un concetto legato alla filosofia TVS che, soprattutto in Italia, vuole coniugare solidi principi, storia, tradizione, cultura e perché no arte (ve ne abbiamo parlato qui click), senza parlare solo e necessariamente di prestazioni, cilindrate e valori di coppia e potenza. E se TVS ti suona “sconosciuto” come brand ti devo segnalare che è il terzo produttore mondiale di motocicli, con quasi 6 milioni di unità venduta in ben 90 paesi al mondo. Non una “startup” arrembante ma un colosso solidissimo, che sta alle spalle anche del progetto Norton, tanto per rendere l’idea. E se ancora non bastasse è la stessa realtà che ha collaborato con BMW per la produzione del motore 310 che ha equipaggiato molti modelli bavaresi. Se però pensi che la RTX 300 sia l’ennesimo riciclo del citato 310 cc ti stai sbagliando di grosso. (ma tranquillo mi sbagliavo anche io)

UN MOTORE TUTTO NUOVO…E CHE MOTORE!!!
Partiamo dai numeri semplici?? 299,1 cc, 36 cv a 9.000 giri e coppia di 28.5 Nm a 7000 giri. Ma così è troppo semplice e riduttivo. Aggiungiamoci pure frizione anti saltellamento e il fatto che sia chiamato D4…ovvero che ha 4 elementi doppi: doppio albero a camme in testa, due pompe dell’olio, doppio separatore tra carter e cilindro e in ultimo doppia camicia di raffreddamento. Il cilindro subisce poi uno speciale trattamento brevettato che favorisce l’adesione dell’olio. Insomma tanta tecnica per un motore sicuramente base di partenza per futuri sviluppi o (chi lo sa?) cilindrate maggiori, ma su questa cosa al momento il team di TVS non si è sbilanciato per nulla.
Anche se a questo punto è superfluo scriverlo, questo motore è appunto tutto nuovo e non c’entra nulla con il “vecchio” 310 per altro montato su altri modelli TVS. Il nuovo 300 a quasi parità di potenza col 310 ha una erogazione più lineare soprattutto ai bassi e ai medi.

DOTAZIONE RICCA, ANZI RICCHISSIMA
Il mio stupore scaccia-scetticismo sale molto quando in conferenza stampa si iniziano a snocciolare i contenuti tecnologici di questa moto. Partiamo dalla prima figata vera: cambio quick-shifter bi-direzionale, come detto abbinato a frizione antisaltellamento. Il comando del gas è di tipo ride-by-wire, che consente la gestione di ben 4 mappe, tra cui enduro con una risposta pronta dell’acceleratore e la possibilità di disattivare l’ABS e il traction control. Eh già c’è pure il controllo di trazione!
Altra chicca, il cruise control, (intelligente, che non si “disinnesta” al cambio marcia) impensabile per una 300 fino…ad oggi. Tra l’altro io sono un grande fan del cruise control, non necessariamente per i meri trasferimenti autostradali, ma anche per salvaguardare punti e patente su quelle strade a scorrimento veloce di solito infarcite di autovelox. Ma non è finita qui: la luce anteriore è di tipo adattativa e si intensifica con l’alzarsi della velocità e sul dashboard da 5” pollici può, tra le altre cose, mostrare il mirroring di Google Maps tramite la nuova applicazione di TVS per smarphone denominata TVS SmartXConnect. E per chiudere, andando al solido, sospensioni WP regolabili, con steli da 41 ed escursione (anteriore e posteriore) di 180 mm.

SU STRADA (MA NON SOLO)
Salendo in sella, la sensazione è di comfort. La triangolazione sella/pedane/manubrio ci accoglie subito con comodità, inserendoci bene nella moto, complici anche le forme del serbatoio che accolgono bene le ginocchia. Busto eretto, manubrio largo il giusto per una immediata sensazione di controllo totale. La sella, posta a posta a 835 mm da terra accontenta un po’ tutti compreso il sottoscritto la cui statura è di 170 cm. Il peso di circa 180 kg in ordine di marcia dice la sua, rendendo fin da subito la moto intuitiva e con un alta sensazione di maneggevolezza. I primi Km di trasferimento ci servono per giocare con i riding mode disponili scegliendo subito su strada l’opzione Tour, ma provando anche la risposta dei settaggi urban e rain con delle erogazioni decisamente più dolci. Nemmeno il tempo di apprezzare le prime curve su asfalto che ci troviamo una bella strada bianca da percorrere sia in salita che in discesa. Qui impostiamo il quarto riding mode, il “rally” più adatto al fuoristrada che permette il disinserimento del controllo di trazione e dell’ABS posteriore. Si guida in piedi, un po’ per esigenze fotografiche un po’ per velleità enduristica, più nella nostra testa che nella realtà. La ruota da 19 all’anteriore filtra bene le asperità e riesce a digerire, anche se meno volentieri, le pietre di dimensione più generose. Il piccolo monocilindrico è una manna per i meno esperti di fuoristrada poiché ti conduce con sicurezza senza mai la paura di perdere il posteriore per un eccesso di potenza…a patto che non si faccia come me e si sfidi il destino (e le prestazioni) dando una bella manata di gas convinto che ci fosse il fotografo appostato che invece era un km più a valle….ma cosa volete che siano…facezie!
Tornati su asfalto le strade della Garfagnana sembrano disegnate per la RTX 300. Si danza tra le curve, anche quelle più strette con brio e facilità, con un motore che spinge il giusto e che non smette di stupire per carattere ed erogazione. Aggiungo poi che il quick shifter aiuta tantissimo, non facendo mai calare troppo di giri il motore e consentendo una progressione davvero inaspettata e divertente. Peso e maneggevolezza fanno si che si freni pochissimo, inserendo in curva con facilità e velocità. Inutile spostare tanto il corpo la TVS RTX 300 segue le volontà del pilota senza grande sforzo.
L’accoppiata dei cerchi 19 all’anteriore e 17 al posteriore è equilibrata per la guida stradale, consentendo di assorbire anche le sconnessioni dell’asfalto, anche le più bastarde, che come ben sappiamo non sono così una rarità sulle strade del bel paese.
Negli allunghi la protezione aerodinamica si fa sentire, con il plexy (non regolabile) che offre un buon riparo al pilota, o almeno sicuramente a quelli della mia altezza.

CONCLUSIONI
Terminiamo la prova con una certezza: giudicare senza provare è come sempre un azzardo. TVS con la RTX 300 porta sul mercato un bel “ferro” adatto a molti motocilisti che possono godere delle due ruote senza troppi pensieri; e non mi riferisco solo al prezzo di poco più di 5.200 euro per la versione top, ma anche alla facilità di guida e di gestione anche da fermo, al fatto che la moto possa essere equipaggiata con borse e accessori per viaggiare a lungo raggio, senza contare poi il fatto che con questa 300ina si possano affrontare anche le strade bianche per scoprire, chi lo sa, magari qualche posto nuovo in più lontano dal classico tracciato d’asfalto.
Se, come credo, siete scettici sulle mie parole provatela e poi ne riparleremo.

ABBIGLIAMENTO DEL TEST: Giacca Clover Airblade 5 - Casco CGM 366 Dual - Pantaloni Clover SYS2 - Scarpe Stylmartin - Guanti Clover
GALLERY
|
|