Il MOTORASSO, giunto alla 20° edizione, si svolge per più di 100 Km sulle strade panoramiche del triangolo lariano, in parte ripercorrendo quelle dello storico Circuito del Lario e della Valsassina.
Sui monti e lungo il lago sono previste 3 soste con degustazione di prodotti e specialità locali.
L’obiettivo del MOTORASSO è promuovere il fantastico territorio del Triangolo lariano e della Valsassina dal punto di vista naturalistico, culturale, storico, turistico, sociale e gastronomico.
Dopo l’iscrizione, (dalle 8,00 alle 11,00) in Piazza Mazzini ad Asso, dopo la colazione, verrà consegnata la ROADMAP, i centauri quindi potranno seguire il percorso debitamente segnalato in collaborazione con la Protezione civile del Comune di Asso e attraversando Canzo, costeggeranno il Lago del Segrino, con vista sul lago di Pusiano, scenderanno a Cesana Brianza, costeggeranno i Laghi di Annone, Oggiono e recheranno a Lecco per dirigersi sulla vecchia strada per la Valsassina.
Superato Ballabio, Pasturo, Introbio e Primaluna si dirigeranno verso Parlasco.
Nel suggestivo borgo di Parlasco, nel corso del 2007, è stato realizzato un ciclo di affreschi che narra la leggendaria storia del Lasco, noto come il celebre bandito della Valsassina.
Il protagonista della leggenda del Bandito è Sigifredo Falsandri, conosciuto anche come il conte di Marmoro. Durante le ore diurne, era noto per la sua generosità e la sua carità verso i bisognosi, ma al calare della notte si trasformava in un temuto bandito che seminava il terrore nella valle, compiendo crimini e rapine.
Le avventure del Lasco prendono vita attraverso gli affreschi, trasformando le strade di Parlasco in un autentico museo all’aperto.
Dopo l’aperitivo a cura della Pro loco di Parlasco a base di salumi e formaggi locali, girovagando tra le strette viuzze del paese, i centauri potranno immergersi nell’atmosfera del romanzo storico scritto 60 anni dopo “I promessi sposi” di Alessandro Manzoni da Amatore Mastalli di Cortenova inedito, che pervenuto in possesso di Antonio Balbiani da Bellano, fu rielaborato e pubblicato con il titolo “Lasco il bandito della Valsassina”.
Questo romanzo descrive la vita difficile e travagliata degli abitanti di Parlasco e dell’intera Valsassina, alle prese con gli avvenimenti storici, le influenze dei signorotti locali e le credenze popolari del periodo.
La storia narrata è quella del conte Sigifredo Falsandri signore della Rocca di Marmoro una specie di dottor Jekyll e mister Hide che di giorno, nei panni del Buon Signore si dimostrava caritatevole aiutando la popolazione, mentre di notte si trasformava nel bandito Lasco e, con i suoi bravi, inscenando la “caccia selvatica”, rubava ed uccideva senza pietà terrorizzando tutta la Valle.
La vicenda, si svolge nella seconda metà del 1600, intrecciandosi con la storia della Valsassina e le sue leggende, specialmente quelle raccontate nelle “filere” che quasi sempre avevano per tema streghe e folletti; alcuni capitoli sono, infatti, dedicati alla “Strega di Tartavalle”, la cui unica colpa fu di aver curato tante persone con quell’acqua ferruginosa, da lei scoperta, che per tanti anni fu vanto della Valsassina. Il nome di questa strega “Bissaga”, processata a Introbio e poi messa al rogo venne dato a un sentiero che unisce Perlasco a Taceno.
Alcuni episodi di questo romanzo si svolgono sulla Rocca di Bajedo perché Ugo, il figlio del conte di Marmoro è fidanzato con Celestina, figlia della contessa Rosalba, cugina del “Lasco” e castellana di Bajedo.
“Lasco” era un romanzo di tal popolarità che ne fu tratto anche una pièce teatrale grande successo.
Discesi al passo Agueglio i motociclisti potranno fermarsi a fare foto dallo splendido belvedere sul Lago di Como con vista su Bellagio, Isola comacina, Balbianello, Cadenabbia e Menaggio.
Ripartiti, scenderanno verso Esino Lario per fermarsi al Castello di Vezio per la visita.
Posto al centro del Lago di Como, sul promontorio che sovrasta Varenna, si erge, da più di mille anni, il Castello di Vezio, un antico avamposto militare di origine basso medioevale eretto a difesa e controllo del lago e dei borghi circostanti dalla regina longobarda Teodolinda. Immerso nel verde di uno degli oliveti più a nord del mondo e in un giardino mediterraneo ai piedi delle Alpi, il Castello ospita permanentemente un’esposizione sul Lariosauro. Con i suoi sotterranei visitabili, la torre arredata, il giardino botanico, le statue disseminate nel giardino e i “fantasmi”, il castello si fonde offre un panorama su tutto il lago di ineguagliabile bellezza naturale.
Ripartiti costeggeranno il ramo di Lecco e attraverseranno Mandello del Lario, Abbadia lariana, Lecco fino a Onno dove inizieranno le strade del Circuito del Lario, Limonta e Vassena, Visgnola, Civenna, Magreglio.
Si fermeranno al Monumento del Trofeo del CONI del Circuito del Lario posato a Lasnigo sul rettilineo che ospitò negli anni ’20-’30 la celebre corsa motociclistica. Ritrae un discobolo che lancia una ruota d motocicletta per le strade del mondo. Si tratta di una copia di grandi dimensioni del Trofeo originale (70cm circa in bronzo) che veniva consegnato ai vincitori della corsa rivale del Tourist Trophy.
Il giro termina presso il monumento ove i centauri potranno ritirare il gadget della manifestazione ed eventualmente pranzare presso il Ristorante “da Elena” a pochi metri dal monumento.