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Ducati Panigale 1299 Final Edition
Pensionati a 300Km/h

Bicilindrico è bicilindrico, ha un suono tutto particolare, seducente, un po' ruspante, è la tatuata delle moto, la ragazza un po' maleducata, l'umorismo tecnico a Borgo Panigale poi le ha regalato ancora più colore chiamando una linea di motori "Testastretta" con riferimento a questioni tecniche, ma facendo pensare a qualcosa con poco cervello, condizione indispensabile per girare la manetta di un attrezzo a due pistoni che tira cazzotti del peso di Tyson alla velocità di Pacman Manny Pacquiao.


Il bicilindrico sportivo va definitivamente in pesnione, l'ultimo caposaldo, quello anche più estremo, getta la spugna a favore di un più facile 4 cilindri, il mitico bicilindrico di Borgo Panigale dal DNA sportivo assoluto, lascia il campo ai plurifrazionati omologando definitivamente anche il campionato Superbike, e un vuoto si apre nella passione motociclistica che pare immutabile... fino al prossimo cambiamento.

La Ducati Panigale è sportività vera, moto di una bellezza sfrenata, tanto da ammaliare anche chi alle rosse dice di preferire le more o le bionde, o addirittura quelle con gli occhi a mandorla, non ci sono ca@@i che tengano, io sono multi marca da sempre e questa Panigale è davvero bella. La più bella forse e quindi destinata ad essere il canto del cigno. Qualcuno urla già allo scandalo, qualche ducatista impreca e giura che sarà l'ultima ducati che compra, ma la macchina della fede in rosso e del marketing sono già all'opera, arriva il 4 quaddro cilindri a V, quello che vince in MotoGP, quello che in realtà stai comprando due bicilindrici desmodromici accoppiati, cosa vuoi di più?

Cose già successe e già viste, questa stessa Panigale fu pietra dello scandalo abbandonando un altro simbolo della fede ducatista, il mitico telaio a traliccio. Oggi nessuno sembra più ricordare che questa Panigale non lo ha, come nessuno sembra ricordare che case come quella di Borgo Panigale, ma anche altre case italiane, non legano la loro intera storia ad un solo motore.

Forse quelli più scandalizzati sono i NON ducatisti, che privi di fede faranno fatica ad accettare il pensionamento del bicilindrico più veloce di sempre, specialmenti gli amanti di questo schema di motore come il sottoscritto. La storia la ricorderemo noi che le abbiamo viste e le abbiamo guidate, le racconteremo a chi i bicilindrici li vedrà solo su moto turistiche, o tra qualche anno nei musei dei motori a scoppio. Brutta questa eh?

Saremo tutti presto ammaliati da una nuova creatura seducente a 4 cilindri, speriamo più bella di questa Panigale (e quindi poco somigliante alla GP17), in tanti cercheranno l'occasione di mettersi un bicilindrico sportivo di buon usato nel box, di sicuro quuelo che arriva non sarà più qualcosa di unico, non sarà più qualcosa di unico e diverso, marketing o meno. Dopotutto a Noale lo avevano già fatto.

Quattro cilindri e telaio in alluminio, due cose che i ducatisti hanno avversato su ogni passo di montagna, in ogni chat, davanti ad ogni birra. Ora il quattro cilindri è arrivato e il telaio in alluminio pare anche quello...

Wolf

Ritratto di Wolf