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MotoGP: Valentino Rossi
MotoGP: Valentino Rossi getta la spugna con Yamaha
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Lapidario Valentino Rossi nella conferenza che inizia il fine settimana di gara in Thailandia, gara che inaugura il ciclo in estremo oriente. La M1 è indietro e iniziano a mancare le motivazioni al dottore, che inizia anche a dubitare del contratto biennale firmato con la casa di Iwata. Il minimo secondo Valentino Rossi, sarebbe quello di avere una moto per giocarsi il pdio, e non per combattere per la sesta o settima posizione.

Rossi lo dice chiaramente "due mesi sono pochi", si riferisce al tempo a disposizione per avere una moto nel 2019 pronta a competere con le altre case top, tempo che secondo il dottore non basta a cambiare radicalmente la moto. Infatti per la prima volta Valentino parla di necessità di cambiare l'hardware della moto, e non il comparto elettronico, insomma un problema strutturale della moto che continua a non adattarsi a qualsiasi variazione di setup o qualsiasi variazione di programmazione elettronica.

Le richieste del 9 volte campione del mondo sul cambio di direzione sullo sviluppo della moto, risalgono ormai al 2017, ma nulla è sostanzialmente cambiato. L'accusa da parte di Rossi è pesante, in Giappone non ascoltano i piloti e hanno portato avanti ostinatamente una linea di sviluppo che a portato ad un progressivo arretramento della moto dei tre diapason.

A fare eco a Valentino anche Maverick Vinales, che cambia leggermente rotta dalle ultime dichiarazioni, impossibile fare bene con questa moto, ma le motivazioni per fare il meglio possibile ci sono.

Con Valentino Rossi il management di Iwata si vedrà in Giappone, incerto il risultato, se una rassicurazione del lavoro in atto, che potrebbe non essere positivo vista la linea errata, un nuovo piano di sviluppo che comunque necesseterà almeno un anno, o semplicemente un richiesta molto giapponese al dottore di non esternare ulteriormente il suo malcontento.