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Lunedì, Lun Apr 2020
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"Nuvola veloce e minacciosa"
Un colpo alla pedivella e il grosso mono prende vita con un suono pieno che sposta l’aria alle mie spalle.
Prima in su e via...


No, non ho sbagliato, il cambio di questa Nimbus è rovesciato, quindi la parola d’ordine è concentrazione per evitare scalate involontarie mentre si pensa di allungare.
Non è la sola stranezza di questa bella e leggera moto realizzata da Simone Iaria e Motocicli Ignoranti.
La base è una Yamaha XT600 ma, in effetti, solo dal motore, splendidamente spazzolato nei carter e verniciato a polvere di nero, ne tradiscono la provenienza.
Motore di serie ma fatto respirare attraverso filtri a cono che danno aria al carburatore di serie.



Il collettore è quello di serie, ma la marmitta che corre alta è di derivazione Harley Davidson.
Da qui il resto è tutta fantasia e Arte meccanica.
Il telaio è stato ampiamente modificato nella parte posteriore per fare posto alle pedane arretrate, ai filtri e per slanciare la linea di questo cavallo a motore.
Il frontale è caratterizzato da un grosso faro aftermarket che è sovrastato dal solo contagiri Veglia.
Strumentazione ridotta all’osso come del resto i comandi, tasto on/off, di spegnimento e clacson.



Allo snello telaio e al piccolo serbatoio in alluminio, di derivazione crossistica Vintage, fa contrasto un corposo avantreno di derivazione Ducati SS che guida una panciuta ruota da 17” gommata 120/90.
Per far posto a tanta ruota Simone ha dovuto auto costruirsi, le piastre forcella ricavandole dal pieno.
Un lavoro splendido che donano una sensazione di solidità estrema ai semimanubri che stringo tra le mani.
Dalla sua officina meccanica sono usciti anche il tappo del serbatoio, vaschette dell’olio per i freni anteriore e posteriore, tappo dell’olio, piastra reggi strumento e persino i tappini degli pneumatici.



Tutti pezzi ricavati dal pieno con oltre 40 ore di lavorazione.
Al posteriore il forcellone è quello di serie con un cerchio da 17” gommato 140/80.
La gommatura abbondante delle ruote la fa sembrare una strana Bobber, una cafè racer particolare ma piacevole, elegante nel suo telaio marrone in contrasto con la verniciatura panna del serbatoio con pance lucidate a vista.
La sella auto costruita parte finale a “panettone” sostiene il piccolo fanale posteriore a Led, niente oltre, la moto finisce li, poiché la targa è spostata a lato vicino al perno della ruota.



Ma torniamo da capo una spinta a vuoto, fino in fondo, alla pedivella e poi un altro deciso e la moto parte.
Non ci credevo nemmeno io di esserne capace dopo quasi trent’anni, eppure il cupo suono e l’ago del contagiri testimoniano il motore ha preso vita.
Prima in alto e tutte le altre in giù.
Il motore spinge deciso e la sensazione di controllo è massima, degna di una moto da strada sportiva, saranno i semimanubri, sarà il carico sull’avantreno che comunque non è scomodo.
Alla prima curva mi accorgo però che lo svelto telaio da enduro ha perso la sua caratteristica, la moto va guidata, quasi spinta di corpo nella curva, ma poi la traiettoria viene mantenuta con estrema precisione.



Il cambio lavora bene e basta ricordarsi del cambio rovesciato e tutto va bene, anche perché con un motore così corposo l’uso del cambio andando a passeggio è davvero limitato.
La frenata è affidata ad un grosso disco anteriore con pinza radiale Brembo serie oro a due pistoncini con pompa Brembo di derivazione Monster.
Al posteriore un piccolo disco con pinza a pistoncino singolo comandato da una pinza Discacciati a pollice sul semimanubrio di sinistra.
Frenata più che abbondante davanti, meno incisiva, direi giusto sufficiente a stabilizzare la moto al posteriore, ma nel complesso adeguata alle prestazioni.
Dopo un po’ ci si prende gusto e la moto diventa sempre più divertente, solo il ridotto angolo di sterzo.
Spiace alla fine schiacciare il pulsante di spegnimento e riconsegnare la moto a Simone.



Mi regalo un po’ di tempo per osservare i dettagli; il filo di ferro attorcigliato a bloccare i bulloni in stile Racing, la verniciatura dei cerchi in tinta con il serbatoio, le finiture estreme di ogni particolare, solo il bordo inferiore della sella in lamiera forata non mi piace, ma sono dettagli che spariscono in tanta perfezione.
Una bella realizzazione su base Tassellata che diventa una cafè racer stradale, seguendo la via al contrario della moda del momento.
Nimbus mi piace più associare il nome alle Nubi del cielo che alle scope volanti di Harry Potter, ma, di fatto, anche questa moto è capace di fare magie.

Scheda Tecnica:

Costruttore: EXTEMPORAE | MOTOCICLIGNORANTI
Modello: NIMBUS
Base di partenza: Yamaha XT600 3TB 1994
Anno di realizzazione: 2013
Motore:
Cilindrata: 595cc monocilincrico 4 tempi, 4 valvole per cilindro, 5 marce.
Potenza massima: 48 cv@6500 rpm
Coppia massima: 51 Nm @ 5500 rpm
Avviamento a pedale
Cambio rovesciato
Freni:
Anteriore a disco 320mm con pinza e pompa Brembo con serbatoio dal pieno
posteriore a disco 210mm con pompa Discacciati a pollice con serbatoio dal pieno
Telaio e ciclistica e strumenti:
Telaio monoculla 3TB modificato, piastre di sterzo e pedane ricavate dal pieno.
Forcella anteriore: derivazione Ducati con foderi anodizzati
Ammortizzatore posteriore: 3TB revisionato ed ottimizzato
Ruota anteriore: 18” con mozzo ricavato dal pieno
Ruota posteriore: 18”
Semimanubri in alluminio ricavati dal pieno
Serbatoio in alluminio
Sella monoposto artigianale
Pedane ricavate dal pieno
Contagiri analogico Veglia Borletti competizione
Impianto elettrico semplificato senza batteria
PESO IN ORDINE DI MARCIA: 130Kg
www.extemporae.com

Abbigliamento utilizzato nel test: Casco Shark - Giacca Montecatena - Pantaloni PromoJeans - Stivali TCX - Guanti OJ - Paraschiena Zandonà - Intimo PromoJeans

Flap


Foto di Gianfranco Macaluso e Flap

Grazie a San Giacomo Horses per la location fotografica

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