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Sabato, Sab Feb 2020



“Tre Giapponese”
Dentro la prima un po’ di gas e la moto sembra scappare via, uno scatto felino, seconda, terza e la sensazione è la stessa di spinta forte e piena, sembra difficile tenere la ruota a terra se si ruota velocemente la manetta destra.


Eppure cavalli non sono tanti in senso assoluto, eppure la moto sembra una tranquilla Naked.



La prima cosa che colpisce di questa moto è proprio questo motore a tre cilindri che spinge in ogni marcia con vigore, la seconda è la frenata, basta una leggera pressione alla leva e la moto affonda sulla forcella con spazi di arresto decisamente ridotti, forse troppo, tanto da far desiderare la sicurezza in più del sistema ABS disponibile come optional a € 500,00, soldi comunque ben spesi.
Frenata compensata da un valido impianto al posteriore, anche qui quasi eccessivo, ma che con un minimo di pratica sa dare valido aiuto per frenare in spazi ridotti.
Tutto qui? Motore e Freni?



Assolutamente no, la moto è gradevole pur non essendo originale ma del resto ormai si assomigliano un po’ tutte, però ha qualcosa di suo come quel faro strano davanti come le Giapponesi ci hanno abituato, un bel codino con una fanaleria moderna e uno scarico cattivo a fetta di salame che spunta sotto il bel forcellone a banana, con un suono educato, ma molto personale.
Una strumentazione disassata, full digital, completa aiuta a gestire il motore, e davanti a lei solo la chiave d’accensione e null’altro se non la strada.
Si, perché la moto è corta, soprattutto davanti, il manubrio si impugna vicino alla seduta come un motard e la sensazione di dominare la ruota davanti è estrema, la stessa che scompare sotto la forcella proprio lì davanti.



I comandi al manubrio sono comodi e intuitivi da azionare come quelli a pedale, il sinistro comanda un cambio veloce e preciso che aiuta l’esuberante motore a fiondare il pilota da una curva all’altra, comodo anche da azionare, anche stando in sella, il cavalletto laterale.
La frizione è morbida con uno stacco preciso e facile da dosare che permette di togliersi da ogni impaccio.



Ben frenata e ben gommata con una ciclistica adeguata, solo un po’ cedevole in frenata all’anteriore nell’esemplare in prova, ma la possibilità di regolazione permette di risolvere il problema che comunque si pone solo se si spinge forte, altrimenti nel turismo e passeggiando si apprezza invece la capacità di assorbire le asperità delle nostre dissestate strade.
Si guida con facilità, una volta imparato a dosare la veemenza di questo tre cilindri che vorrebbe vedere la ruota davanti al cielo fino alla terza.
Un motore, che sembra avere più dei 115 cavalli dichiarati che complice il frazionamento dispari unisce il meglio del bicilindrico e del quattro, permette di scendere in sesta fino a 50 km/h e poi riprendere senza incertezze con un corposo allungo, un'occhiata agli stabili specchietti retrovisori e tutto alla spalle sparisce velocemente.



Peccato che si percepisca un po’ di on/off che disturba la guida se non si tiene la moto in tiro.
Dotato di tre mappe motore, A-B-ST, permette di trovare quella giusta in ogni situazione, anche se la STandard è comunque quella che ho preferito in questo breve test.
La mappatura B taglia potenza e addolcisce l’erogazione in maniera evidente e probabilmente su bagnato o in condizioni di scarsa aderenza diventa la scelta migliore, se fosse coadiuvato dal sistema ABS poi sarebbe il massimo della sicurezza.



Per chi vuole divertirsi poi c’è la mappa A che appuntisce la risposta in modo sensibile, anche se meno evidente, dando un po’ di pepe in più al motore per far divertire i piloti più sportivi.
Un minimo spostamento e la moto curva veloce scendendo progressivamente in curva per poi mantenere sicura la traiettoria, i cambi di direzione e le manovre anche nel traffico non sono un problema grazie alla posizione di guida e alla svelta ciclistica.
Peccato che quando la velocità sale la mancanza totale di una protezione si faccia sentire, nemmeno una piccola unghia a proteggere o deviare l’aria verso il casco.
Una moto questa MT09 decisamente divertente, facile, non fosse per quel motore che sulle prime può far prendere la mano, e comoda nei tratti brevi, ma del resto per questo è stata progettata, per divertire e sfidare la giungla cittadina.



Mi piace lo scarico sotto il bel forcellone, bellissimo l’intreccio dei “serpenti” dei collettori e originale la strumentazione.
Non mi piace la mancanza di ABS, io l’avrei messo di serie anticipando così l’obbligo di questo validissimo sussidio alla sicurezza, e il retro della strumentazione a cui sembra manchi qualcosa, il coperchio, lasciando a vista connettori e bulloni che una copertura avrebbe altrimenti celato.
Yamaha torna al tre cilindri dopo le moto dei tre diapason degli anni settanta e lo fa con una moto che oltre al motore sembra avere anche il prezzo giusto.

Rimando per i dati tecnici al sito ufficiale Yamaha

Moto in prova fornita da ICOMOTO Galliate

Abbigliamento utilizzato per il test: Casco LS2 – Guanti Alpinestars – Giacca OJ – Pantaloni Promojeans – Paraschiena OJ – Stivali Stylmartin – Intimo SIXS

Flap

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