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Royal Efield Interceptor 650
Categoria: Le nostre prove

A me basta salire in sella per sorridere. Ma mi rendo conto che il sorriso che sottende la goduria dell’andare in moto si può dividere a sua volta in “sorrisi diversi” tutti egualmente efficaci sulle nostre “endorfine”.

C’è il sorriso da adrenalina quando spalanchi il gas di una moto da “millemila cavalli”, c’è poi quello “agile” della moto piccola leggera che tra le curve diventa una saetta; non dimentichiamoci poi del sorriso comodoso delle “big tourer” che ti coccolano come in una spa. E poi c’è lui, il sorriso a “prescindere” che ti danno quelle moto stylose, piacevoli da guidare, e che guidi per il semplice gusto dell’andare; posso tranquillamente classificare la Royal Enfield Interceptor 650 in quest’ultima categoria e posso spiegarvi anche il perché.

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STILE CLASSICO IN ABBONDANZA

Basta guardala, li ferma sulla stampella laterale per sentenziare, che si è davvero accattivante nel suo abito da modern-classic come dicono quelli fighi.  Il bel bicilindrico da 648 cc fa bella mostra di se, con le alette di raffreddamento “bi-color” e le pance dei carter lucidate quasi a specchio. Linea della sella praticamente dritta che poi sale dolcemente sulla curvatura del serbatoio (13.7 litri di capienza).  Scarico cromato anzi cromatissimo due-in-due che regala simmetria  alla moto con quella forma davvero “vintage” e che poco cede alle moderne omologazioni ben celando i catalizzatori nella linea affusolata. A sovrastare lo scarico una bella coppia di ammortizzatori posteriori regolabili in precarico. Forcella tradizionale per l’anteriore. Manubrio largo, ma non dritto, più quasi “corna di bue” con barrettina centrale, che non so bene a cosa servA, probabilmente da irrigidimento,  ma mi piace molto. Strumentazione di bordo analogica con indicatori tondi, chiari nella lettura e gradevoli da vedere col contorno cromato, che sovrastano il fanale tondo d’ordinanza in una “classic”. Unica concessione al digitale sono indicatori benzina e conta Km. Tutti belli i colori disponibili, ma trovo che il “Canyon Red” sia davvero azzeccato, posto che poi la colorazione delle Interceptor (plurale) è affidata appunto al serbatoio stesso poiché i parafanghi anteriore e posteriore sono neri. I cerchi a raggi completano un quadro di design, proporzioni ed immagine finale che stanno facendo breccia e non solo tra gli amanti del genere.

SORRIDI…SI GUIDA

E qui torniamo da capo, basta girare la chiave, rigorosamente NON elettronica e il borbottio educato ma leggermente rauco del motore porta già “good vibration”. Il tempo di allacciare il casco buttando un ultimo sguardo alle cromature e via in sella, comoda, con pozione di guida a busto quasi eretto, con una confortevole posizione anche delle gambe; rimane un generoso spazio per il passeggero perché se si sorride in due è meglio, no? La frizione con comando a filo è morbida e non affatica mai anche nell’uso cittadino e nel traffico. A tal proposito il calore sprigionato dal motore non è mai esagerato, ma fermi nel traffico, nelle torride giornate dell’estate 2022 un po’ si è fatto sentire, ma tutto svanisce non appena si riprende la marcia con un minimo sindacale di velocità che possa essere chiamata tale Il cambio a 6 marce è preciso, silenzioso anche quando si innesta la prima da fermi.  Si trotta allegri, spinti da una coppia di 52.3 Nm a 5.150 giti e una potenza di poco più di 47 cavalli. Più che sufficienti a dare brio, nonostante la bilancia ci dica che la moto pesa (in ordine di marcia) poco più di 210 kg.

royal interceptor

Non è nata per correre la Interceptor, credo sia chiaro al primo sguardo, ma ciò non toglie che regali una guida interessante anche tra le curve dolci di collina; sulle prime la doppia ruota da 18” (anteriore e posteriore) disorienta un attimo, ma la classic indiana stupisce subito per la facilità di guida. La Royal Enfield Interceptor è pensata per non mettere mai in difficoltà il suo pilota: corretta altezza e conformazione della sella che donano buon appoggio dei piedi a terra rendendo facili anche le manovre a bassa velocità o da fermi. Lo stacco della frizione dolce e progressivo e i valori di potenza in gioco ti danno l’impressione, poi confermata, di avere sempre il pieno controllo del mezzo senza che “ti scappi mai di mano”.  L’impianto frenante si basa su due dischi, l’anteriore da 320 mm e il posteriore da 240. La frenata è adeguata alle prestazioni alla moto, sempre modulabile anche se per frenare forte bisogna agire con decisione sulla leva anteriore. Vibrazioni non pervenute, avrei scommesso il contrario, invece no, nulla, segno che anche il più piccolo dettaglio è studiato bene. Le sospensioni fanno il loro lavoro, a patto che le sconnessioni non siano troppe ed in sequenza altrimenti si balla un po’, però forse sarebbe meglio avere strade migliori con fondo stradale più curato, ma questo sarebbe un discorso troppo lungo.

interceptor 650

Le due ruote da 18” (120/90 anteriore, 130/70 posteriore) come detto sulle prime disorientano un po’, togliendo di base un po’ di agilità alla moto, ma non serve correre, serve godersi il viaggio in sella alla Interceptor, sia verso mete lontane sia verso il posto di lavoro, tragitto, questo sì, che richiede grandi sorrisi e animo leggero.  E qui si torna da capo, il sorriso, i bordi della bocca che si incurvano pian piano verso l’alto man mano che si va a spasso con questa moto. Difficilmente ti viene voglia di correre, semplicemente ti godi l’andare; magari anche inconsciamente, ma sei portato a guardare il mondo che attraversi, a coglierne sfumature e profumi, in tutto relax, con quel sound sornione che esce dagli scarichi e che ti accompagna discreto. Difficile poi passare inosservato, lo stile classico non tramonta mai e attira sempre sguardi incuriositi.

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Poi diciamocelo, come  disegnerebbe una moto un bambino? Sella, motore, serbatoio… l’essenzialità della semplicità. E se vuoi distinguerti ancora di più il catalogo delle personalizzazioni after-market è ben fornito, poi puoi sempre lasciare spazio alla fantasia. Il prezzo? Beh per i “monocolori” come la moto in prova si parte da 6.600,00 euro, che diventano 6.800,00 per il bi-color e 7.100,00 euro per il serbatoio cromato.  Tanta sostanza quindi ma un prezzo davvero accattivante. La comprerei? Si senza se e senza ma.

 

LA TECNICA IN PILLOLE

Cilindrata: 648 cc - Numero cilindri: 2 - Peso in ordine di marcia 212 kg - Altezza Sella 820 mm - Potenza Massima: 34.9 Kw @ 7.150 giri - Coppia: 53.2 Nm @ 5.150 giri - ABS : a doppio canale - Ruota anteriore 100/90 - 18 56 H - Ruota posteriore 130/70 63 H - Capacità serbatoio: 13.7 litri - Freno anteriore: disco da 320 mm - Freno posteriore disco da 240 mm - Sospensione anteriore: forcella telescopica da 41 mm - sospensione posteriore : doppio ammortizzatore idraulico

Altre specifiche tecniche e colorazioni su www.royalenfield.com

Foto di Flavio Carato

Abbigliamento del Test: Casco Hevik HV29 Smart, Giacca LS2 Bullet , Guanti Ls2, Jeans PMJ Caferacer

 

 

 

 

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