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E così il mitico ciclomotore della Piaggio, il Ciao, compie 50 anni!
Lanciato nel 1967 e prodotto fino al 2006, oltre tre milioni di esemplari, nasce da un progetto firmato da Corradino d’Ascanio, lo stesso progettista della Vespa e dell’Ape, è spesso considerato sinonimo di ciclomotore.


Un motorino, come si usava dire, un Moped per quelli che vogliono fare i fighi, per tutti un mezzo geniale nella sua semplicità e robustezza.
Capace di mettere su due ruote diverse generazioni di quattordicenni.
Desiderato da molti, capace di creare fazioni tra Piaggisti e Garellisti, rimane un oggetto intramontabile e ai nostri tempi rivalutato grazie a manifestazioni, Monferraglia per prima, dedicate proprio ai motorini a pedali.
Ricordo che all’epoca dei miei quattordici anni, preistoria, costava la bellezza di 171.000 lire, troppo per soddisfare il mio desiderio e così le ruote a pedali per me hanno preso forma di un Benelli a tre marce degli anni ’60 chissà da che parente venuto.
Poi finì lì la mia epoca del motorino, intanto mia sorella otteneva, a suon di ottimi risultati scolastici, un fiammante Ciao PX….ed eravamo nel 1982 ormai.
Quel Ciao che ha scorrazzato per la provincia di Milano, e poi in quella di Ravenna, è poi tornato nella cantina paterna, finché, qualche anno fa chi scrive, attorno ai 50 anni (riecco il magico numero) non ha deciso di riesumarlo.
Una pulita al carburatore, candela e miscela nuove e qualche pedalata per avere di nuovo un fumoso scoppiettio al profumo del 2%.
Con quel motorino ho completato due Monferraglie e mia figlia ha percorso i primi chilometri prima di subire il fascino di un moderno scooter.
Ora quel Ciao condivide il garage con altri suoi simili, pronto a riaccendersi in ogni momento, accanto al lui anche un più dotato SI, ma vuoi mettere?
SI, Ciao.
Buon Compleanno Ciao

Flap