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Chaz Davies a Laguna Seca
Superbike Laguna Seca: pareggio per Davies e Rea

Le gare americane sono state dominate dal solito trio, Davies, Rea e Sykes, lasciando un po' staccato Marco Melandri, tanta adrenalina in pista, ma anche la commozione nel ricordo di Nicky Hayden.


Poche settimane per rimettersi in piedi e in pista dopo il brutto incidente di Misano, Chaz Davies si presenta a Laguna Seca con la solita grinta, per niente distratto dai postumi del brutto incidente che aveva coinvolto Jonathan Rea. Il gallese sale sulla Panigale vestita a festa in vista del pensionamento, detta così può sembrare un po' triste, ma di fargli la festa lo hanno deciso a Borgo Panigale, ormai rivolti al futuro per un 4 cilindri.

La Superbike a Laguna Seca

Gare caratterizzate dallo strapotere del trio formato dal Poleman Tom Sykes, che in Gara1 riesce ad arginare gli avversari per quasi metà gara, da Chaz Davies e da Jonathan Rea. Gara1 parte per l'appunto con Tom Sykes che prova a imporre la sua gara, ma che non riesce a staccare i due cagnacci che lo braccano per tutto il circuito. All'undicesimo giro però Tom si lascia fulminare da Davies e dal compagno, per poi vederseli sgusciare via giro dopo giro. Rea ci prova a fermare Davies, ma la voglia di riscatto del gallese e le voci che girano per il paddock sul fatto che un bicilindrico non è adatto alle corse, trasforma la rossa e il rosso in un concentrato di potenza. Niente da fare per Rea, al traguardo vede la Panigale dal codino.

Vanno segnalati gli acuti in Gara1 di Fores, ormai una certezza, e di Camier, che quando non cade o non ha guasti, produce buone prestazioni in sella alla MV Agusta.

Gara2 che parte con il solito frullatore della griglia, purtroppo non ancora abolito, anzi potrebbe essere deciso di confermare questo colpo di genio di qualche cervellone della Dorna. Sta di fatto che è ancora Tom a presentarsi alla fine del primo giro in testa al gruppo, con Rea alle spalle e Davies che continua a soffrire un po' di più questa griglia confusa.

Il cavatappi di Laguna Seca

Servono sette giri e qualche bel sorpasso per mettere tutto in ordine, Rea, Sykes e Davies. Alle spalle per qualche giro c'è Fores, ma poi di nuovo Melandri, già quarto in Gara1 in replica per Gara2. Gara senza altri spunti di nota, i tre si inseguiranno per tutto il circuito per i restanti 18 giri, senza produrre grandi emozioni, se non la guida adrenalinica che induce il circuito del cavatappi.

Gara che rimette in ordine di marcia le cose, Jonathan Rea di nuovo porta a casa la giornata con una 2^ e una 1^ piazza, aumentando il divario, anche se di poco. Argina Davies, ma Gara2 sarebbe dovuta essere più consistente. Confermano le loro buone doti di uomo squadra sia Melandri che Sykes, anche se i due pare nell'ombra tramino di prendere il posto del loro compagno, e chi non lo farebbe.

Jonathan Rea a Laguna Seca

Da segnalare le ottime prestazioni di Fores con la Panigale del team Barni, alla faccia delle moto clienti, di Camier in Gara1 e di Laverty redivivo in Gara2. Sempre molto attese le Yamaha che però non riescono a sopravanzare nemmeno alcune moto clienti, poco pervenuta la Honda. Qualche investimento in più in questo campionato alle due nipponiche non farebbe male, molto male invece tentare di ottenere una Superbike di serie C.

Grande patos invece attorno a questa gara, con la spettacolarità tipica americana, il ricordo di Nicky Hayden a cui Davies ha dedicato la vittoria in Gara1 portando la sua bandiera nel giro d'onore, la presentazione dell'ultima Ducati Panigale nonché ultima sportiva bicilindrica, ma anche un po' di malinconia nel vedere tanti posti vuoti per il tracciato di Laguna Seca. Forse era il vecchio Miller il circuito più adatto?

Sei settimane di pausa ora per la Superbike, mentre la MotoGP torna il 6 Agosto a Brno.

Wolf

Ritratto Wolf