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Dani Pedrosa MotoGp Jerez 2017
MotoGP Jerez: domina Pedrosa, Rossi domenica nera

Domenica trionfale per gli spagnoli in terra di Spagna, incanta tutti Dani Pedrosa che regola anche il velocissimo compagno, mentre un insospettabile Jorge Lorenzo riguadagna il podio. Domenica nera per Valentino Rossi, che per un soffio non perde la testa del campionato, ma brutto spettacolo vederlo arrancare fino al traguardo.


Per Valentino Rossi peggio non poteva andare, sorpassato nel finale anche dall'Aprilia di Aleix Espargaro, una gara passata a difendere faticosamente le posizioni di rincalzo, per trovarsi completamente a mal partito nel finale, quando si è dovuto arrendere a Petrucci, Folger e infine a Espargaro. Un week end tutto in salita, con una M1 recalcitrante che di trovare la strada per i buoni tempi non ne ha voluto sapere, la prova è anche la prestazione di Maverick Vinales, meno peggio di Valentino, ma sesto lontano dalle posizioni in cui era atteso.

Stona la prestazione davvero incredibile di Zarco sulla M1 del team Tech3, una M1 in versione 2016 che equipaggiata con mescola media ha fatto impazzire tutti nei primi tre giri, soprassando in modo perentorio piloti del calibro di Rossi, Vinales, Cruchlow, Iannone e per un breve periodo anche Marc Marquez. Un contrappunto che dovrebbe far correre ai ripari gli ingegneri Yamaha, che evidentemente hanno combinato qualche pasticcio su questa M1 2017.



Ma il protagonista quasi invisibile di questa Domenica è stato Dani Pedrosa, scattato in testa e rimasto davanti e a distanza per tutta la gara, imprendibile anche per il compagno. Mentre dietro tutti, compreso Marc, dovevano sbrigare qualche faccenda, il piccolo fantino disegnava una traiettoria dopo l'altra con assoluta perfezione, non concedendo mai nulla agli avversari.

Alla partenza è scattato davanti Dani, ma nei primi tre giri, come già detto, lo spettacolo è stato tutto di Zarco. Dopo un primo giro in cui Andrea Iannone ha sorpreso tutti piazzandosi saldamente terzo e Valentino Rossi ha cercato di rimediare ad una brutta qualifica, Zarco ha iniziato la sua rimonta proprio da Valentino Rossi. Passato il pesarese, ha iniziato la sua scalata fino a trovarsi alle spalle di Marquez in soli due giri. Un soprasso dopo l'altro che hanno lasciato tutti increduli. Ma insieme a lui, un po' a distanza, un altro pilota ha iniziato una rimonta un po' più faticosa, meno rapida, ma molto redditizia: Jorge Lorenzo.



Sbrigata anche lui la pratica Rossi ha iniziato a macinare posizione dopo posizione fino a ritrovarsi alle spalle proprio di Zarco dopo sei giri. Valentino nel frattempo era impegnato a risistemare il brutto week end, non ancora afflitto dalla crisi del dopo metà gara, provando a trattenere la quinta piazza. Regge per qualche passaggio, ma poi con il sorpasso di Dovizioso all'undicesimo giro inizia la caduta. Giro in cui finisce anche la fuga di Zarco, agganciato da un Jorge Lorenzo davvero tanto redditizio su questa Ducati, e che dal giro 12 si piazza sul podio senza più mollarlo.

Da qui in poi le prime quattro posizioni si congelano. Nel finale Marquez cerca l'assalto al compagno, ma Dani è pronto e lo tiene a distanza, negandogli la soddisfazione di mettersi davanti a Valentino in campionato per un solo, acido, cocente, odioso punticino. Anche Zarco dopo la difficoltà per il deperimento delle gomme che lo aveva gettato in pasto a Jorge Lorenzo, sembra riprendersi e tenere il ritmo. Valentino scivola via via posizione dopo posizione mentre le Ducati ufficiali si presentano nuovamente nelle posizioni che contano. La Spagna può prepararsi a festeggiare i suoi figli sul podio.



Gara che rimescola tutte le carte e che conferma il talento del campionde della Moto2 Johann Zarco. La brutta Domenica della Yamaha ha ammucchiato la classifica, ora tocca a Le Mans dire la sua sullo stato di forma delle Yamaha, passaggio a vuoto o crisi? Chissà se in Giappone qualcuno ha esclamato "c'è qualcosa che non va", ma in giapponese ovviamente.

Pollice alzato per le Honda e i suoi due piloti, tutti assolutamente in forma. Pollice su per Ducati in recupero, per Jorge Lorenzo e per Johann Zarco. Pollice alzato anche per Aprilia che si inizia a vedere spesso nei primi 10.
Pollice verso per le Yamaha. Punto.

Nell'attesa di verificare i valori a Le Mans tra due settimane, siamo pronti a goderci il Round 5 della Superbike in Italia, sul mitico circuito di Imola intitolato a Enzo e Dino Ferrari. Sarà ancora fuoco e fiamme quanto la sostanza rossa si mescolerà a quella verde?

Wolf



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