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Il braccio al collo

L’aprile più caldo degli ultimi anni. Ed io che mi aggiro a piedi, con un ringhio nascosto, per le vie della mia città. Il braccio destro vistosamente imbragato in un tutore. I vari conoscenti che incroci, che normalmente manco rallentano e fanno solo ciao con la mano ti si piantano davanti;


tu ti aspetti la classica domanda, e invece no già il primo sentenzia <<sei caduto ancora in moto eh?>>; a parte che ancora che cosa??? Non che mica tutti i giorni sono in terra, pensiero subito seguito da grattata vistosa mancina; pacata la risposta <no tranquillo, solo la riparazione di un legamento che…>, interruzione immediata <<che ti sei rotto in moto!!>>. Onde evitare di consumarmi i gioielli in toccate scaramantiche, fingo fretta e me ne vado. Incontro però un secondo teorico che più pacato domanda <<cosa hai fatto?>>, e senza nemmeno che io riesca a riempire l’esofago di aria per rispondere, subito un'altra sentenza <<caduto in moto eeeeehhhh??>>. Per quanto io possa odiare gli insulti gratuiti, me ne scaturiscono 2 o 3 assolutamente senza prezzo, ma non avevo considerato il campione del mondo dei medici da strada, che pur arrivando abbondantemente dopo gli altri guadagna il gradino più alto del podio con << ah già che avevi fatto l’incidente in moto>> ed io…<<beh si…nel 2014, ma era la clavicola sinistra>, ma the doctor incalza <eh si appunto conseguenze dell’incidente>>…..decido di non rispondere e rimanere impassibile aspettando il trionfo finale <<beh dai scusa sei caduto hai rotto la spalla sinistra è ovvio che anche la destra ne abbia avuto conseguenza>>…già…..fottuta miseria….che scemo che sei Fagna, siamo nel 2017, i legamenti si rompono wireless, quindi….occhio ragazzi che se prendete una storta al piede sinistro potrebbe in criccarsi il collo.
Che bello il mondo di chi non va in moto…..

Fagna