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Joe Bar Team

“Piscio sui pomponi e  sui cilindri dispari”

 


Bar
Si il “Bar”, da sempre il motociclista ha il suo Bar.
Luogo usato spesso per sfoggiare con vanagloria narcisista l’ultimo gioiello acquistato, fa nulla se è un cesso inguardabile, per Lui è la moto migliore al mondo.
Il bar del caffè prima della partenza per un giro o per un viaggio, e il bar dove bere il bicchiere della staffa dopo una bella “cavalcata”.
Il Bar dove ci si trova, con altri malati di moto per chiacchiere che spaziano dai motori alle curve di ogni genere con la velocità e la pericolosità del TT, spesso testimone di racconti di imprese e prestazioni che diventano sempre più grandi come le prede dei Pescatori.
Joe e il suo Bar incarna, con la fumettistica esasperazione tutte queste faccettature di noi Motociclisti.
Nel suo Bar nasce il Joe Bar Team.

 

Il JBT nasce nel 1989 dal disegnatore/motociclista BAR2, al secolo Christian Debarre (classe 1960), che ambienta le strisce umoristiche con le imprese spericolate e le imbarazzanti vicende dei protagonisti, in una Parigi degli anni ’70, a cavallo delle più significative moto di quegli anni ad omaggio allo stile Inglese ed Italiano e alle incredibili proposte motoristiche dei Giapponesi.
Nel bar di Joe e nelle strade limitrofe prendono vite ingigantite le storie dei nostri eroi che enfatizzano all’estremo le caratteristiche dell’andare in moto in cui ognuno di noi almeno in parte si ritrova, o immagina, e quindi legge con un sorriso di identificazione.
In Italia le strisce arrivano nei primi anni ’90 come inserto di motosprint e in seguito come pagina finale del settimanale, diventando subito oggetto di curiosità ed in seguito di culto.


Ma chi sono i protagonisti del JBT.

  • Joe, il proprietario del bar dove il Juke box suona solo i suoni delle più grandi gare motociclistiche e  dei motori a 2 e 4 tempi.
    Di solito staziona dietro al bancone, ma lo abbiamo visto in funzioni di cronometrista, direttore di gara e qualche volta al seguito dei nostri a cavallo di una Moto Guzzi  V7 special.
  • Edouard Bracame (Ed il polso) – la sua moto è la moto la Honda CB 750 Four,               La sua prima frase è “Piscio sui pomponi e  sui cilindri dispari” che da il via alla prima striscia del JBT e che incarna il suo spirito di provocatore. Spesso più fanfarone che reale vincitore di sfide è il Re della frenata tardiva….spesso troppo tardiva. L’abbiamo visto anche in veste di Capitano di scuderia e “nave scuola” per i giovani pivelli del Bar.
  • Guido Brasletti (Pepé) -  guida il gioello italiano Ducati 900 SS non rinnega le origini italiane  scegliendo in seguito sempre moto Ducati il suo casco tricolore è un onore al suo cognome.
  • Jean-Raoul Ducable (Jeannot la rotella) -  guida una Kawasaki 750 H2 l’occhialuto con un naso prominente che esce dal casco integrale, l’unico dei quattro protagonisti a preferirlo al jet, si è anche cimentato in qualche competizione assistito ovviamente dal JBT con risultati che si possono ben immaginare.
  • Jean Manchzeck (Joe ragazzata) - Norton Commando 850 spesso deriso dai compagni come “Manchilgas” è fedele alle moto d’oltre manica e teorico della traiettoria.

Ora non vi resta che riprendere i volumi, se li avete sullo scaffale, o cercare di procuraveli, ottimo riferimento la libreria Gilena, e mettervi seduti a sorridere dei nostri motociclistici pregi e difetti.

Se volete c'è anche il Sequel