Questo sito utilizza i cookie che ci aiutano ad erogare servizi di qualità. Utilizzando i nostri servizi acconsenti all'uso dei cookie.

XT600
Yamaha XT 600 2KF – Test aMotoMio

Negli anni ’80 le moto erano divise in diverse tipologie, le turistiche e le sportive, poi c’era un settore che stava prendendo piede, quello delle Enduro.
Riprendevano in maniera moderna ed efficace l’idea delle scrambler, ma con una sostanza ben diversa, più pratica essenziale e avventurosa.


Io c’ero e mi ricordo quelle leggere monocilindriche dalle sigle secche; XL, KL, DR, XT con tutte le eventuali derivazioni più aggressive che aggiungevano magari una R o diventavano una doppia T.
Come dicevo ero tra i protagonisti di quel motociclismo, anche se la mia indole e il gusto mi hanno spinto verso le carenate sportive e alla libidine dei 4 cilindri sportivi, eppure ne ero attratto, m’incuriosivano.

XT600

Così a distanza di trent’anni eccomi alle prese con una, di quelle moto, che a quei tempi erano tra le più desiderate moto del momento.
Sono in sella a una XT 600 del 1987, i più precisi diranno seconda serie 2KF, e sono totalmente al digiuno di terra, sterrato e avventura.
XT 600 prosegue la storia delle sue sorelle che l’hanno preceduta, la XT 500 e XT 550, ed è stata in vendita dal 1983 al 2003.
La seconda versione, la 2KF, protagonista di questa prova è rimasta in listino dal 1987 al 1989, e precede la terza e quarta serie che oltre a cambiarne sensibilmente l’estetica acquistano il magico bottoncino dell’avviamento elettrico.

XT600

Affiancata alla sorella “Africana” Tenerè, questa bella e versatile moto ha segnato un passo importante per molti motociclisti che in quegli anni sognavano orizzonti vasti.
Quegli anni ’80 dove la voglia di libertà aveva il profumo delle due ruote e anche chi non poteva o non voleva, non rimaneva insensibile al fascino e al richiamo che queste monocilindriche hanno sparso attorno alla fine del secolo scorso.
Il fuoristrada per me è una cosa oscura, ma se ci penso bene anche molti possessori di quei modelli, nei tempi, storici difficilmente hanno portato le ruote fuori dall’asfalto se non per qualche strada bianca in una vacanza in Sardegna.
Comunque sono seduto su quest’alta e stretta cavalletta che regala simpatia e amichevolezza.

XT600

Non fosse per quell’avviamento a pedale che incute terrore anche per leggende metropolitane, non troppo leggende però, che lo definiscono come “azzoppatore” di motociclisti e per quella propensione a far sudare sette camicie sotto il sole quando a caldo la “4 Valve” non ne vuole sapere di avviarsi.
Invece ripongo i timori e scopro che il decompressore automatico funziona bene e che con qualche piccola accortezza l’avviamento non è quasi mai un problema.
Non immaginatevi la prontezza dell’avviamento elettrico, armatevi di pazienza e mettete in conto qualche colpo alla pedivella ma alla fine quei 595 cc danno vita al propulsore.
Centoquaranta kg di ferro che danzano leggeri su sospensioni morbide e dalla lunga escursione.
Una guida leggera, facile e intuitiva capace di portarvi a spasso per le campagne, disimpegnarvi facilmente in città e, per chi è capace, divertire anche nel fuoristrada.
Il cambio è preciso e le cinque marce sono ben spaziate, anche se su strada si vorrebbe magari una quinta più distesa, e la frizione è morbida.
La sella è stretta, ma non scomoda e offre spazio anche all’eventuale passeggero.

XT600 XT600
XT600 XT600


La frenata è quella che è, ci sono due bei dischi, ma le sospensioni e la tipologia della moto fanno rimpiangere i moderni impianti.
L’anteriore va spremuto a fondo per ottenere spazi di frenata accettabili e il posteriore tende facilmente al bloccaggio, probabilmente più adeguate nel fuoristrada e comunque difficilmente comparabili con impianti più recenti di almeno 30 anni.
Il motore è brillante con 45 cavalli che disimpegnano bene la guida e divertono in tutte le marce, il largo manubrio e l’ampio angolo di sterzo fanno il resto rendendo intuitiva e divertente la guida.

XT600

La tenuta di strada è adeguata alla ciclistica e alle gomme tassellate leggere, gomme che andranno sicuramente sostituite se qualcuno ha pruriti fuoristradistici, ma un ottimo compromesso per la guida su asfalto e su strade bianche.
Ampi gli specchietti e pratici i comandi al manubrio che sostiene una strumentazione semplice, ma completa.
Una moto che a distanza di tre decenni è ancora in grado di divertire e non passare inosservata, tanto da essere tra le più ricercate in questo momento storico in cui si riscoprono le moto Vintage e tra queste le enduro stanno appunto ricevendo molti consensi.

XT600 XT600
XT600 XT600


Facile trovarne qualcuna ancora a prezzi accettabili e anche la ricerca di ricambi, per l’eventuale restauro o rimessa in strada, è abbastanza semplice, noi ci siamo rivolti a WEMOTO con ottimi risultati.
Ristretta la scelta per le gomme, confermata da F.lli Moro, che per il modello in oggetto è limitata alle sole Dunlop K850 che rispettano perfettamente le misure da libretto previste per la 2KF.
Insomma ben tornata XT 600!

Grazie a Tommy Bressani per le foto e alla Cascina Bullona per l'ospitalità.

Abbiamo usato: Giacca, guanti e paraschiena Tucano Urbano - Pantaloni PMJ - Casco Bell - Stivali TCX - Sneakers Stylmartin - Maschera Ariete

GALLERY



Flap


Scheda tecnica (Dati dichiarati dalla casa):
XT 600     Modello: 2KF
Anni di produzione: 1987-1989
Colori disponibili: Bianco/rossa, Blue/bianco, Verde/celeste (nel 1989); nel 1989 le moto erano equipaggiate con motore di colore grigio.
Motore:Monocilindrico 4 tempi, SOHC, 4 valvole
Cilindrata: 595 cm3
Alesaggio x corsa (mm): 95,0 x 84,0 mm
Rapporto di compressione: 8,5:1
Carburatore: TEIKEI Y27PV, sistema YDIS
Potenza max (DIN): 45 CV (33,0 kW) a 6500 giri/min
Coppia max (DIN): 5,1 kgm (50,0 Nm) a 5500 giri/min
Lubrificazione: Carter secco
Accensione: CDI
Avviamento: A pedale
Capacità serbatoio benzina: 13 litri
Cambio: 5 marce
Ciclistica
Telaio: Monoculla aperto
Sospensione anteriore: Forcella oleopneumatica Kayaba, steli 41 mm, escursione 255 mm
Sospensione posteriore: Tipo Monocross, escursione 235 mm
Freni (ant. / post.): Disco 267 mm / Disco 220 mm
Rapporto finale (pignone/corona): 15/39
Pneumatici (ant. / post.): 3.00-21 / 4.60-18
Dimensioni
Lunghezza max: 2210 mm
Larghezza max: 885 mm
Altezza max: 1230 mm
Passo: 1440 mm
Altezza minima da terra: 265 mm
Altezza della sella: 885 mm
Peso a secco: 140 kg