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BMW R Nine T Racer - prova aMotoMio

La tentazione. Si la tentazione di mettere da parte tutto quanto è consolidato cedendo all’attrazione di una creatura decisamente affascinate, ma che con altrettanta decisione può rivelarsi una “situazione scomoda”. La crisi di mezza è età del motociclista non può che manifestarsi così, nell’invaghirsi di una linea ovviamente sportiva, vagamente retrò e che sicuramente non si può dire comoda, senza dimenticare carattere e fascino da vendere.

Ed in effetti, fin dal primo incontro visivo, questa Nine-T Racer, altro non ha fatto che alimentare insane voglie, finalmente soddisfatte, dal poter salire in sella per questa prova. E nell’atto stesso di appoggiarsi (letteralmente) con i polsi ben carichi, ai semimanubri, ti si palesa chiaramente il significato del termine “Racer”.

Non ci avevi pensato eh? Eppure è così palese Racer..come Cafè Racer, come gara, corsa, sportività e un filo di arroganza tipica di chi sa quali sguardi attrae. E di sguardi questa Nine-T ne attrae veramente molti, vuoi per il design, vuoi per la livrea bianca solcata solo dai colori BMW motor sport che altro non fanno che richiamare di nuovo il mondo delle corse. E se qualcuno mai osasse non girarsi al vostro passaggio, beh basta dare un colpo di gas per far uscire dallo scarico, una voce rauca, importante, che magicamente sembra il canto delle sirene di Ulisse.

Tutto puoi pensare tranne che il tutto sia di serie e omologato; ma si sa in bmw fanno le cose fatte bene, e ci tengono alla voce delle loro creature, siano esse auto o moto. Mettendomi di fianco alla Racer e osservandola proprio non riuscivo a ricordare quale iconica figura girasse nella mia mente, e il paragone più bello me lo hanno già rubato gli amici di Motociclismo, riportando alla mente di tutti, mia compresa, la figura del “levrier noir” ovvero la moto (truccata) usata dal poliziotto di Joe Bar. Mannaggia mi sono fatto anticipare anche questa volta. Ma sto divagando passiamo alla sostanza.

Si guida come una vera moto sportiva, spalmati sul serbatoio per impugnare i semimanubri, che caricano  non poco i polsi se le andature sono basse. Man mano che il ritmo si alza allora è li che la Racer fa dimenticare di non essere una moto da città e tira fuori tutti i suoi assi nella manica. Rigida si ma al punto giusto permette inserimenti in curva precisi e senza sbavature, con il propulsore da 110 cv che ha coppia da vendere e ci “accompagna” fuori dalle curve con una progressione entusiasmante e un sound che potrei definire eccitante.

Il cardano c’è ma anche forzando la guida sportiva non si fa sentire più di tanto. La frenata è bella tosta, anche solo tirando la leva con due dita. Le pedane sono arretrate e costringono le gambe ad una posizione rannicchiata. Sono dotate di piolini per “avvisare” quando la piega è più che accentuata….e oppss assicuro che erano già (più o meno)m slimazzati quando sono salito in sella io. Per i 15 giorni della nostra prova, i terreni di caccia ideale si sono dimostrati i tracciati misto-veloci, a patto di avere un buon asfalto, perché diversamente tutte le asperità la racer le copia senza filtro su tutte le giunture del vostro corpo. Niente mappature elettroniche, solo controllo di trazione (optional) per altro escludibile. Il cupolino è proprio “seventies” e anche se sembra molto piccolo consente di viaggiare ad alte velocità proteggendo bene dall’aria.

Insomma, affascinate, di carattere, si guida godendo ad ogni curva. E poi vuoi mettere quella sensazione quasi perversa di fermarti al semaforo, mollare i semimanubri, distendere la schiena e poggiarti sul serbatoio col fare di chi ne ha vissute tante?? Beh dai solo per quello, come direbbe il compianto Guido Nicheli <<sei già in pole position>>.

Difetti? Almeno due!! Uno.... assoluto nella posizione del cavalletto laterale, per azionarlo devi “pericolosamente” sfiorare la leva del cambio, tanto che mi sono auto convito a fare l’operazione solo a moto spenta o con la frizione tirata. L’altro, in effetti trascurabile, che se vuoi una moto tuttofare o peggio per il “casa lavoro” è meglio che lasci stare. Per tutto il resto, la passione vince sulla ragione, e ti basterà uscire una sola volta con lei e non vorrai più scendere. Che le tue vertebre siano d’accordo o meno questo è trascurabile.

Per tutti gli approfondimenti tecnici vi rimandiamo al sito BMW Motorrad

Si ringrazia BMW Motorrad Italia per l'esemplare in prova

Abbigliamento del Test:

Casco LS2 Breaker – Giacca Spidi Tronik NetPantaloni Promo Jeans Dallas – Guanti Spidi – Sneakers TCXParaschiena Zandona

Foto di Carlo Flaminio

Fagna

 

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