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BMW R NineT Scrambler - Test aMotoMio

Sarà che l'età mi porta ad apprezzare moto di sostanza, sarà che in fondo per me le velleità velocistiche non sono mai state una priorità, ma questa BMW R NineT Scrambler mi è piaciuta subito.


Da, ferma, appena ritirata dalla sede Milanese di BMW Italia, con quella sua linea classica equilibrata e intrigante, quel doppio scarico alto sovrapposto e la sella di pelle marrone che richiama gusti di campagna e fa tanto vintage.
Poi subito dai primi metri con una sensazione di controllo totale, una corretta posizione in sella e facilità di gestione del mezzo totale.
Sensazione confermata poi in tutti i dieci giorni, e quasi 1000 chilometri, in cui è stata in mia compagnia.



Il punto di forza è sicuramente il motore, il boxer 1200 bialbero, nell'ultima, secondo me la più riuscita, versione raffreddata ad aria.
Corposo, pieno, equilibrato con quei 110 cavalli buoni, che sono l'ideale per trottare sul filo dei limiti extraurbani e nello stesso tempo capacità di divertire quando gli viene data biada per correre.
Nessuna mappatura, nessun fronzolo inutile, quello che c'è, è più che sufficiente e non manca nulla di necessario.
La ciclistica è comune alla NineT ma in questo caso la forcella è di tipo tradizionale anziché a steli rovesciati.
A dire il vero, grazie anche alla taratura stradale, in effetti, poco Scrambler, non si rimpiange una forcella diversa; un largo manubrio poi fa il resto e insieme rendono la scrambler, un’arma micidiale nelle manovre, in città e nel misto, dove ci si trova con una moto agile leggera e nello stesso tempo precisa e stabile, quasi incredibile.


Il tutto con un sound coinvolgente e pieno che esce dagli scarichi, un suono mai fastidioso che regala all'udito emozioni e ricordi degli anni '70/'80.
Certo la protezione all'aria è pari allo zero, ma se si rimane entro i limiti autostradali, si viaggia senza troppa sofferenza.
L'abbiamo usata per un corso di guida di SRE chiamato "Mangia Tornanti" e le strade delle Prealpi Bergamasche hanno messo in luce tutto il divertimento che questa moto è in grado di dare.
Oltre al citato motore, sempre pronto a spingere, abbiamo trovato un cambio preciso e una frizione morbidissima.
I freni poi, tre dischi, sono assolutamente perfetti per le prestazioni di questa moto, dosabilissimi e con un moderno ABS disinseribile se si vuole percorrere qualche strada Bianca.



Gommata con ottime gomme Metzeler Tourance Next, abbiamo goduto di una tenuta è una sensazione di sicurezza estrema.
Tutto il resto sono dettagli; strumentazione ridotta all'osso con il solo tachimetro, ma con un display interno con tutte le informazioni necessarie fornite dal computer di bordo.
Blocchetti elettrici tradizionali, con le frecce sul solo comando di sinistra, e per i freddolosi manopole riscaldate.
Tradizionali specchietti tondi, classici, forse banali ma perfettamente in linea con lo spirito della moto e comunque sempre stabili e dall'ottima visibilità.
Visibilità che nelle ore notturne viene esaltata dalle ottime prestazioni del faro tondo anteriore e dalle luci a led per il posteriore e le frecce.
Tutto perfetto, ovviamente no, ma in fondo sono peccati veniali o magri semplicemente cose che non ci piacciono.
La sella, in effetti, risulta un po' squadrata e con grosse cuciture in prossimità dell'interno coscia che alla lunga possono infastidire.
La stessa sella, sotto di cui rimane il posto per i documenti, si smonta mediante una vite torx, sotto il parafango, vero che in dotazione c'è l'apposita chiave, ma si poteva forse trovare di meglio, magari con una chiusura con la stessa chiave d'accensione.



Dettagli che non inficiano un giudizio totalmente positivo per una moto che fa innamorare velocemente di se anche il più smaliziato motociclista, per chi poi ha qualche capello bianco, poi diventa irresistibile.
Una moto da cui non si vorrebbe mai scendere e nemmeno restituire... ma del resto...

Moto in prova grazie a BMW Motorrad Italia

Abbiamo usato: casco Bell - Maschera SNOB Milano - Giacca, pantaloni, paraschiena e guanti Clover - Stivali Stylmartin

Grazie a Carlo Flaminio per le foto

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