Questo sito utilizza i cookie che ci aiutano ad erogare servizi di qualità. Utilizzando i nostri servizi acconsenti all'uso dei cookie.

BMW R65 Dragoni Special - "La moto del suocero"

Credo che già la preparazione di una “special” comporti una buona dose di responsabilità, sotto tutti i punti di vista, su tutti meccanico e stilistico. Se poi ami proprio il rischio, direi che preparare una moto “speciale” per tuo suocero (letteralmente parlando) faccia schizzare il livello di “peso psicologico” oltre i livelli di guardia. Un po’ per il nome, “la moto del suocero” appunto, un po’ per lo stile questa moto ci aveva colpito fin dalla sua comparsa al BIG (link), tanto che ho insistito un bel po’ con Nico Dragoni, per poterci salire e ma soprattutto per scorrazzare un po’ su piccole e tortuose strade della nostra campagna.

La base, semmai fosse necessario precisarlo, è una BMW R65, che ovviamente conserva ben poco dell’originale, mantenendo quell’inconfondibile carattere stilistico tipico del boxer fatto a “quella maniera li”. Una moto piacevole da guidare e con cui andare a passeggio e che devo ammettere mi piace molto, se mi è consentito un parere squisitamente personale.

Tantissimi gli interventi sia meccanici che stilistici eppure la moto trasmette una piacevole sensazione di eleganza, semplicità e raffinatezza. Molto belli i cerchi a raggi in alluminio lucidato, che da soli già mutano l’immagine della moto, anche se per altro le cromature le troviamo un po’ ovunque, in un piacevole e mai azzardato accostamento con il blu della vernice. Il serbatoio è quello originale, ma con piccolo vano porta oggetti e/o documenti cui è stato aggiunto il tappo tipo Monza che ci sta un gran bene.

La sella, il portadocumenti inteso come busta e le manopole in pelle sono realizzati a mano. Insomma a cercare punto per punto le singole modifiche ci si potrebbe stare un bel po’, ma come al solito a noi interessa guidare, e pronti via non troviamo il blocchetto chiave ne i comandi al manubrio.  Il primo è stato spostato sotto la sella davanti all’ammortizzatore sinistro, mentre i comandi a manubrio sono finiti tutti “dentro” al fanale anteriore, eccezion fatta per le il comando delle frecce, rimasto al suo posto, ma con una levetta talmente minimal che ho avuto più volte il terrore di sdradicarla.

Detto questo, caschetto aperto, giubbotto da Fonzarelli, mente leggera,  e sorriso vero, sincero, regalato da una moto pensata apposta per trotterellare tra dolci curve. Non vuol dire che forzando la mano non si possa andar forte, ma questa “del suocero” non nasce per far quello, e per fortuna ci aggiungo io. La posizione in sella è comoda, ma probabilmente è giusta per la mia taglia, quelli un po’ più alti forse rischiano di avere le gambe troppo raccolte.

La spessore della sella è minimo, ma complice anche la taratura delle sospensioni le asperità dell’asfalto non si fanno sentire. Il manubrio si impugna bene, senza affaticare e mantenendo il busto in posizione quasi eretta.  Le gomme sono strette e volendo forzare l’andatura meglio lavorare di corpo piuttosto che forza la piega. Gli scarichi che potremmo definire “Norton Style” emettono un suono educato, ma dal carattere secco e rauco.  Insomma si va che è un piacere, stimolati dal mezzo e dalla voglia di cazzeggio a scovare le stradine secondarie, strette e senza traffico per viaggiare ad un ritmo che è e deve essere solo nostro, con i nostri pensieri e una moto di classe che porta lontano anche se siamo a due passi da casa.

Ci si ferma ancora, faccio due passi indietro. Lo stile e quello di Nico, pulizia estrema da tutto, cablaggi, batteria, e tutto quello che al suo occhio risulta superfluo; probabilmente nel superfluo è rientrato anche il pezzo di telaio mancante, visto che la moto è stata accorciata. Come sempre (e dico sempre ) accade quando provo una moto di Nico Dragoni, lui mi parla tantissimo di tutte le modifiche fatte, di solito ascolto un terzo di quello che mi dice, e non voglio restituirgli le chiavi. Stessa scena per la R 65 “del suocero”, lui sta ancora parlando e io salto di nuovo in sella per qualche scatto alla Marlon Brando (de noartri) e mi godo il tiepido sole sulla faccia.

Lo posso dire??? Suocero fortunato.

Elenco schematico delle modifiche apportate:

*cerchi a raggi con cerchio a spalla alta in alluminio lucidato
*dischi freno e adattatori pinze ricavate dal pieno by Menani Racing
*parafanghi in alluminio lucidato

*faro daytona con contakm daytona digitale integrato e faro posteriore verniciati in tinta con telaio e serbatoio
*frecce in alluminio
*manubrio tommaselli
*comandi manubrio eliminati e integrati nel faro anteriore con relative spie
*sella, portadocumenti e manopole in pelle fatte a mano
*serbatoio originale con vano porta oggetti (tipo america) lucidato a mano con tappo monza
*pompa freno minimal cromata
*leva frizione e comando gas amal
*componenti motore lucidati a mano (carter, scatola filtro)
*pedane (ant. e post.) tarozzi ricavate dal pieno in alluminio
*coperchi valvole serie precedenti
*batteria nascosta sotto al cambio
*telaio accorciato e "ripulito"
*scarichi "norton style"
*gomme Metzeler Block C

Abbigliamento del test: Pantaloni e Giacca in Pelle Promojeans, Casco Max Helmets, Maschera Alzela, Scarpe Stylmartin, Guanti Alpinestars

aMotoMio ringrazia Giada Rigolli per alcune foto di questo articolo.

Fagna

 

GALLERY: