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Ducati Monster 1200 R - Test aMotoMio

R come racing, R come replica, R come aRrapante, poRnografico, entusiasmante….ah qui la R non c’è…mmmmhhh c’è però la M di Monster. Ecco mettiamoci in mezzo quattro numeri 1_2_0_0 e la sigla già ricorda qualcosa di cattivo e potente, tutte doti dannatamente positive.

Siamo stati insieme 4 giorni io e il Monstro, in una ghiotta  occasione di curve+scuola e anche un po’ di pioggia per rendere la prova più completa. Esteticamente devo confessare che faccio fatica ad associarlo al family feeling dei capostipiti della dinastia, ma l’idea di base è sempre forte. Nuda, muscolosa, agile e in questo caso potentissima; in tutto, potenza del motore, frenata, settaggi delle sospensioni (per altro top di gamma)….insomma una superbike in incognito.

Nuda di quelle nudità vagamente conturbanti, che ti fanno rimpiangere le protezioni aerodinamiche solo quando spalanchi il gas e in un attimo ( e non ne un modo di dire) l’aria addosso diventa irriverente e ti spinge indietro con forza, mentre lei, la “R”, di forza ne mette infinitamente di più per portare entrambi nell’iperspazio. Come dicevo poco sopra l’occasione ghiotta di questa lunga prova ci è stata data dalla partecipazione al corso di Curve&Tornanti GSSS Special , cui abbiamo partecipato con entusiasmo affrontando le curve di passi mitici, come Bocca Seriola e Bocca Trabaria, tra gli altri.

Ed è stato un test a 360° visto che abbiamo fatto un po’di tutto; autostrada, curve (a quintali), affrontato pioggia, asfalto bello e asfalto così così, con il Monsterone sempre pronto a farci divertire. Ovvio essendo allievi ed essendo a “scuola”, non è che si poteva fare tanto i fenomeni, anche perché non si era in pista, ma l’erogazione del 1200 Ducati, si è sempre rivelata fluida e divertente senza troppe menate. Prevalentemente mappatura Touring, con qualche digressione sport, non abbiamo disdegnato la “urban” sotto il diluvio; una mano non da poco visto anche il set di gomme montato, spettacolari su asfalto asciutto ma che vista la spalla “slick” suggerivano molta più prudenza sulle (eventuali) pieghe sul bagnato.

Tra l’altro il maltempo e i tempi delle diverse “lezioni” sono anche il motivo dello scarso numero di foto che ho della R ( e della qualità di cui mi scuso) ; peccato perché nella livrea nera e rossa, fa davvero la sua spoRca figura. Tornando alle nostre impressioni di guida, se la spinta del motore impressiona, ancor più stupefacente è la frenata, ovviamente assistita da ABS. Sempre modulabile e gestibile consente decelerazioni che definire “impressionanti” è riduttivo, e senza nemmeno dover applicare eccessiva forza sulla leva, per altro dotata di pompa radiale. L’impianto frenante è stato trapiantato dalla Panigale, con dischi da 330 mm all’anteriore e pinza monoblocco M50.

Insomma fidatevi, senza andare troppo nello specifico si frena e si frena forte; ma una volta finita la staccata? Si riprende in mano il gas, e di esce dalle curve come proiettili, con l’ammortizzatore di sterzo che smorza l’esuberanza trasmessa al manubrio e l’elettronica (completamente settabile) che garantisce stabilità. La luce a terra è maggiore delle sorelle, per garantire angoli di piega elevati; roba da pista, ambiente a mio avviso, che non sarebbe per niente precluso alla Monster più potente di sempre.

Tornando un attimo all’estetica, la targa è tornata in posizione “classica” e non vicina alla ruota. Personalmente preferisco così per più motivi, non ultimo la visione celestiale del gommone posteriore libero da ammennicoli vari. Lo scarico di dimensioni “importanti” forse è l’elmento che meno ho apprezzato nella leggerezza d’insieme del design, ma si sa….i catalizzaori. Arte pura invece i cerchi forgiati.

In autostrada (per noi è stata una trasferta obbligata) l’assenza quasi totale di protezione aerodinamica si fa sentire, e il borsone caricato alla belle e meglio al posto del passeggero non era proprio il massimo del comfort in sella, che diversamente, senza mie aggiunte improvvisate è inaspettato per una moto di questo tipo. La taratura delle sospensioni è eccellente per danzare tra le curve, ma diventa “troppo” rigida quando il fondo presenta irregolarità e sconnessioni (il tipo caso delle strade italiane).



Tirando le somme è una moto “fottutamente” divertente, con accessoristica da sogno un motore che mi tormenta nei miei sogni notturni ancora a mesi di distanza. Difetti? Pochi, più che altro qualche critica alla mancanza dell’indicatore della benzina, per esempio, o al fatto che guidando spessissimo in punta di piedi  il tallone destro sfiora il paracalore del marmittone. Insomma pignolerie di un motociclista normale che “normalmente” appunto e in strada potrebbe si e no sfruttare il 40% delle potenzialità di questa moto, ma che al 102% la vorrebbe comunque in garage.

aMotoMio ringrazia:

Ducati Motor Holding per la moto del test
Gli istruttori federali della scuola  GSSS by Curve&Tornanti

Abbigliamento:

Giacca Alpinestars, Pantaloni Macna, Casco LS2 Vector, stivali TCX Airtech, Guanti Alpinestars

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Fagna